Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di Beroide. Foto.

Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia di Beroide. Foto.

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Da lunedì 18 a domenica 25 febbraio l’Arcivescovo ha effettuato la Visita pastorale nella parrocchia di S. Angelo in Beroide di Spoleto, guidata da mons. Dino Pallucchi (parroco moderatore) e da don Francesco Rossi (parroco in solido). Questa parrocchia, situata nella piana spoletina, nasce dall’unione di più comunità parrocchiali: Beroide, S. Maria in Campis, S. Paolo ed Azzano. Della parrocchia fa parte anche la frazione di Camporoppolo.

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Nella casa canonica di Beroide vive l’eremita suor Immacolata Vitale. Fino ad una quindicina di anni fa ogni paese aveva il proprio parroco, tutti di sicuro più abitanti. Ora sono chiamati a pensare insieme, a vivere insieme i momenti salienti dell’anno liturgico, a percorrere insieme il cammino di ascolto della Parola di Dio, ad avere un unico centro di catechesi per i ragazzi. Di questa parrocchia sono originari quattro sacerdoti della Diocesi: don Paolo Peciola (Torre di Azzano), parroco di S. Venanzo di Spoleto; don Marco Rufini (Azzano), parroco di Bevagna; don Sem Fioretti (S. Maria in Campis), parroco di Cannaiola di Trevi; don Simone Maggi (Beroide), vicario parrocchiale di Baiano di Spoleto. Beroide fu la più importante villa del piano e del Comune di Spoleto. Nel 1275 (?) fu fortificata e divenne castello. Conserva ancora molti elementi del suo passato di importante castello di pianura. Notevole l’esterno della chiesa parrocchiale di S. Michele che utilizza, come abside e torre campanaria, un torrione poligonale del castello. Altre chiese: S. Rocco e S. Antonio. L’abitato di S. Paolo si è sviluppato intorno alla omonima chiesa ed è costituito da case sparse nella pianura, caratterizzate dall’uso del mattone di terra di cotta e di fango crudo, quale materiale edilizio. Azzano, anche’esso villa del piano spoletino con castello, risale all’epoca romana. La chiesa principale è S. Caterina, poi c’è la chiesa di S. Lorenzo e quella detta della Madonna del Soccorso che è l’ampliamento cinquecentesco di una chiesetta romanica dedicata al martire bambino S. Quirico. A S. Maria in Campis, altra villa del piano spoletino, c’è l’antica e bella pieve di S. Maria (XIII sec.), chiesa matrice di tutta la zona. È un esempio interessante di quella architettura romanica minore diffusa capillarmente nelle campagne spoletine.

Visita ai malati, Messa a S. Maria in Campis e incontro con le associazioni, lunedì 18 febbraio 2013. Mons. Boccardo ha iniziato la Visita pastorale in questa parrocchia incontrando, nelle proprie case, i malati e gli anziani. Al pomeriggio, alle ore 18,00, ha celebrato la Messa nella chiesa di S. Maria in Campis. «Dio – ha detto nell’omelia – ci chiede di essere santi, cioè amici di Dio. Nelle nostre giornate siamo chiamati a comportarci come Gesù che, passando, fece il bene. Sono tra di voi non per dire una parola che non ho, ma per ridire le parole di Gesù. La Visita pastorale è l’occasione per ascoltare quanto il Signore ci dice, togliendo tutto ciò che può essere di interferenza in questo dialogo». La sera, alle 21,00, il Presule ha incontrato a S. Paolo le antiche associazioni presenti in parrocchia: S. Antonio (Beroide, S. Paolo, Azzano e S. Maria in Campis; per la prima volta quest’anno è stata fatta una festa unica); S. Anna (Beroide); Sorelle Madonna del Carmelo (S. Maria in Campis); Pro Loco Beroide. Quelle di S. Antonio, di S. Anna e della Madonna del Carmelo organizzano la festa nel giorno del Santo. Quella di S. Antonio ogni anno organizza anche una gita per la visita ad un monumento o ad un museo.  L’Associazione Sorelle Madonna del Carmelo si  occupa anche della pulizia della Chiesa, prega per le vocazioni sacerdotali, sostiene agli studi tre seminaristi, contribuisce al sostegno economico della chiesa;  chiede di riprendere una formazione spirituale specifica. La Pro loco di Beroide promuove diverse manifestazioni culturali i cui proventi vengono utilizzati per le necessità del paese e della chiesa. L’Arcivescovo ha apprezzato la presenza di queste realtà che aiutano a stare insieme. «Mentre ci si impegna a mantenere vive tali espressioni esteriori – ha detto – si ricerchi anche ciò che la loro eredità contiene: la bellezza e il calore dello stare insieme allacciando rapporti veri,  il recupero della dimensione umana da trasmettere alle nuove generazioni, affinché godano della ricchezza che il trovarsi insieme porta con sé. La finalità vera delle associazioni è creare una identità cristiana e aiutare la gente a vivere da cristiani. La sfida è mettersi insieme per raccogliere le cose belle in vista di un bene più grande. Ciascuno può rinunciare a qualcosa per comporre un progetto unico».

Visita alle scuola, mercoledì 20 febbraio 2013. La mattina del 20 febbraio, l’Arcivescovo si è recato nella scuola materna ed elementare per incontrare gli oltre 100 alunni e le insegnanti. I bambini lo hanno accolto con alcuni canti, ai quali è seguito un piacevole dibattito. Gli studenti hanno posto a mons. Boccardo diverse domande: la scelta del Papa di dimettersi, il perché ha scelto di essere prete, cosa fa durante la giornata, da quale regione viene e tanto altro. L’Arcivescovo ha risposto con molta affabilità.

Preghiera al cimitero, Messa a S. Paolo e incontro con gli operatori pastorali, giovedì 21 febbraio 2013. Alle 15,00 del 21 febbraio mons. Boccardo si è recato nel cimitero di S. Paolo, dove ha recitato il rosario insieme ad un nutrito gruppo di persone presenti e ha benedetto tutti i defunti. Dopo aver visitato alcune chiese del territorio parrocchiale (S. Rocco a Beroide, S. Lorenzo e la Madonna del Soccorso ad Azzano e la casa canonica di S. Maria in Campis), alle ore 18,00 ha celebrato la Messa nella chiesa di S. Paolo. Nell’omelia mons. Boccardo, analizzando il Vangelo, ha condiviso con i numerosi fedeli presenti questa domanda, che spesso tutti ci facciamo: come mai Gesù non esaudisce tutte le nostre richieste? «Il Padre – ha spiegato l’Arcivescovo – non accoglie qualsiasi richiesta, ma darà cose buone a quanti le chiedono. Dobbiamo allora imparare a chiedere, in quanto Dio non dà qualsiasi cosa, ma ciò che è buono per la nostra vita». «Ma come capiamo cosa è buono per la nostra vita?», si è chiesto il Presule. «Sfogliando il Vangelo e da lì scoprire quale progetto ha Dio per noi, sapendo decifrare ciò che è veramente necessario per la nostra vita. Nella semplicità di ogni giorno, cerchiamo di vivere bene i nostri doveri, dando alla vita uno stile che si identifichi col Vangelo». La sera, alle 21,00, ha incontrato gli operatori pastorali della parrocchia.

Messa di chiusura della Visita pastorale, domenica 25 febbraio 2013. Alle 11,00 di domenica 25 febbraio l’Arcivescovo ha presieduto una solenne Messa, animata dal coro parrocchiale, nella chiesa di S. Michele in Beroide a conclusione della sua Visita pastorale a quella comunità. Ai numerosi fedeli presenti mons. Boccardo ha spiegato come Dio si impegna con l’uomo senza reciprocità, chiedendo solo di essere accolto. «Ascoltare il Signore – ha detto – è la regola di vita del cristiano. Dobbiamo coltivare la dimensione spirituale della vita che ci permette di capire meglio il nostro percorso. Nella confusione e nel rumore di questa epoca, tendiamo l’orecchio per scoprire quella voce (di Dio, ndr), che è voce di sapienza». Al termine della Messa il parroco moderatore, mons. Dino Pallucchi, ha preso la parola per ringraziare l’Arcivescovo: «È stata una settimana bella, un tempo di grazia nel quale si è maggiormente solidificato il vincolo di comunione tra il Vescovo, i preti e il popolo di Dio. Siamo chiamati ora a dare più slancio alla vita della comunità». Nella risposta mons. Boccardo ha invitato questa parrocchia a superare le divisioni, ad andare al di là del campanile, mettendo al centro Gesù. «È attorno all’altare – ha detto – che troverete l’identità della comunità».    

 

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