Resoconto delle Visita pastorale nelle parrocchie di Eggi, Bazzano e Cortaccione. Foto.

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Dall’11 al 17 febbraio l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie di S. Gabriele dell’Addolorata in Cortaccione, di S. Michele Arcangelo in Eggi, di S. Andrea in Bazzano, tutte nel Comune di Spoleto. La prima è guidata da don Mario Giacobbi, le seconde da mons. Giampiero Ceccarelli.

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Cortaccione, si può dire, è una comunità giovane: il boom demografico si è avuto a partire dai primi anni ’90 del ‘900, anni della costruzione della chiesa: la prima pietra fu posta nel 1992 (parroco era don Luigi Piccioli) e fu consacrata dall’arcivescovo Antonio Ambrosanio il 1° maggio 1994. Eggi, invece, è un vecchio e forte castello costruito sulla fine del sec. XIV (era prima una villa). La presenza romana in questo territorio è certa per via del gran numero di parti di tombe e sarcofagi, rinvenute nel territorio ed in particolare lungo la via che unisce Eggi a Bazzano (chiamata localmente la fraschetta). Infine, Bazzano: ai piedi della Rocca Monaldesca (della quale rimane qualche resto), ceduta nel 1180 al Comune di Spoleto dal Conte Monaldo di Sinibaldo (longobardo), sorsero le ville di Bazzano di sopra e di Bazzano di sotto, le quali sulla fine del sec. XIV si fortificarono e divennero castelli. In tutte e tre le comunità mons. Boccardo è stato accolto con molta familiarità.

Visita al cimitero di Eggi e a Bazzano Inferiore, lunedì 11 febbraio 2012, memoria della Beata Vergine di Lourdes. La Visita pastorale è stata aperta con un momento di preghiera nel cimitero di Eggi che accoglie i defunti sia di Eggi che di Cortaccione. Poi, alle 16,30 l’Arcivescovo si è recato nella chiesa di S. Andrea a Bazzano Inferiore per la celebrazione della Messa. La bella chiesa, conservata con molta cura, era piena. Mons. Boccardo ha applicato la Messa per tutte le intenzioni dei presenti, per le loro famiglie, i loro defunti, per tutta la parrocchia di Bazzano che è in cielo e per quella che è sulla terra.

Nell’omelia l’Arcivescovo ha detto come Maria nel Magnificat rilegge la storia, interpreta gli avvenimenti del popolo di Israele, riconoscendovi la mano di Dio che orienta la vita dell’uomo. «Ella ci insegna ad andare a vedere il senso delle cose, a leggere la nostra vita alla luce della sapienza di Dio. Tutti i momenti della nostra esistenza terrena, belli o brutti, sono importanti e rileggerli serve per guardare avanti. Troviamo allora il filo rosso che li unisce: così potremmo individuare la strada che ci conduce alla meta, cioè al Vangelo». Al termine della Messa, il parroco, mons. Ceccarelli, ha ringraziato l’Arcivescovo per il clima familiare ed ha invitato i presenti ha pregare incessantemente per le vocazioni, «altrimenti – ha detto – queste nostre belle chiese diventeranno dei musei e quelle più rovinate cadranno». Al termine della Messa gli abitanti avevano preparato un piccolo rinfresco: è stata l’occasione per mons. Boccardo di parlare con le persone presenti, conoscere storie e tradizioni di Bazzano Inferiore. Prima di lasciare la frazione spoletina, il Presule si è recato a far visita ad una signora anziana e ora malata, una delle “colonne portanti” della parrocchia.

Visita alla Scuola dell’Infanzia di Eggi, martedì 12 febbraio 2013. L’Arcivescovo è stato accolto dalla direttrice, Norma Proietti, e da tutto il corpo docenti. La scuola ospita 29 bambini e un tempo era anche scuola primaria; ora, la più vicina è quella di Cortaccione. Sempre in passato, la scuola era presente anche a Bazzano. I bambini hanno dialogato con l’Arcivescovo, recitato una preghiera imparata in occasione del Natale, cantato e mostrato la loro scuola, prima di condividere con lui una merenda. Mons. Boccardo ha così ringraziato i piccoli, invitandoli a portare i suoi saluti alle rispettive famiglie. 

Incontro con il Centro Civico e l’Oratorio di Cortaccione, martedì 12 febbraio 2013. Nel pomeriggio del 12 febbraio, martedì grasso del periodo del Carnevale, l’Arcivescovo ha incontrato la popolazione di Cortaccione che ha realizzato il carro di Carnevale, l’Arca di Noè. Bambini e famiglie in maschera hanno accolto, insieme al parroco don Mario Giacobbi, mons. Boccardo nel piazzale della chiesa di S. Gabriele dell’Addolorata per un momento conviviale. Ragazzi e famiglie che l’Arcivescovo ha poi avuto nuovamente modo di incontrare, nell’appuntamento serale di venerdì 15 febbraio, con i componenti dell’Oratorio e coi membri dei movimenti. 

Visita alla Scuola Primaria di Cortaccione, mercoledì 13 febbraio 2013. I bambini della Scuola Primaria di Cortaccione hanno accolto l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Mario, con un concerto di canti e musica. Anche qui, la direttrice Norma Proietti ha dato il benvenuto al Presule, ribadendo l’importanza di queste “piccole” scuole inserite nel contesto delle frazioni, importanti punti di riferimento per la popolazione. Poi, sono stati mostrati a mons. Boccardo i cartelloni appesi relativi al programma di insegnamento della Religione cattolica, dando spunto così alla riflessione dei piccoli sull’essere cristiani e, vista la concomitanza con il Mercoledì delle Ceneri, sull’inizio del tempo di Quaresima. La Scuola Primaria di Cortaccione, in questo anno scolastico, accoglie 21 alunni.

Visita a Bazzano Superiore, mercoledì 13 febbraio 2013. Nel pomeriggio di mercoledì 13 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella bella chiesa di S. Pietro a Bazzano Superiore. «Il Mercoledì delle Ceneri – ha detto all’inizio della Messa – si aprono le porte ad un percorso di penitenza e di preghiera, nel quale è necessario disporre il cuore per avvicinarsi a Cristo: questo è il senso della Quaresima». Poi, nell’omelia, analizzando la Parola proposta dalla liturgia, ha proposto alcune riflessioni. «La Quaresima – ha detto mons. Boccardo – è l’occasione propizia per concentrarsi nell’ascolto della Parola di Dio, è il momento favorevole per ritornare a Gesù con tutto il cuore». Ma cosa vuol dire ritornare al Signore, si è chiesto l’Arcivescovo. «Vuol dire fare ordine, allontanare tutti gli ostacoli alla vita cristiana: le cattiverie, l’egoismo e la grettezza mentale che non ci fanno essere accoglienti e rispettosi verso chi ci è vicino». «La Quaresima – ha proseguito il Presule – è il periodo per lasciarsi riconciliare con Dio, essere aperti al suo dono, accoglierlo con disponibilità, essere vigilanti al suo arrivo». Poi, mons. Boccardo ha indicato cosa fare di concreto in questo periodo di Quaresima: «Facciamo il bene e facciamolo non per ottenere la considerazione degli altri. Ricordiamoci – ha detto – che la “facciata” serve a poco, è importante quello che c’è nella testa e nel cuore». Infine, ha spiegato il significato delle ceneri: «Non sono un gesto di folklore o solamente legato alla tradizione. Le ceneri di per sé non valgono. Vale, invece, il gesto interiore col quale le riceviamo. Ci ricordano che siamo polvere e che polvere torneremo, anche se a nessuno, credo, piace sentirselo dire. Le ceneri esprimono la fragilità dell’uomo e sono un invito a superare l’isolamento, nella convinzione che da soli non possiamo farcela. Con le ceneri il Signore ci scuote e ci dice che la vita cristiana non passa, sarà sempre custodita nella banca di Dio, che non fallirà mai, nessuno mai la intaccherà». Al termine della Messa il parroco, mons. Ceccarelli ha detto: «La Visita pastorale è un momento di coesione, soprattutto per questa parrocchia di Bazzano, dispersa territorialmente, con molti limiti, che guarda, però, con speranza al futuro».

Visita al Centro di Solidarietà “d. Guerrino Rota” di Fabbreria, venerdì 15 febbraio 2013. L’Arcivescovo ha fatto visita alla comunità di recupero del Centro di Solidarietà “don Guerrino Rota” in località Fabbreria, accompagnato dal presidente della struttura mons. Eugenio Bartoli. Qui, vengono accolti coloro che sono in doppia diagnosi ovvero che, accanto al problema della tossicodipendenza, hanno anche altre situazioni spinose da risolvere. Gli ospiti hanno espresso le loro paure, le loro perplessità ma anche le aspettative a mons. Boccardo, rivolgendogli poi domande sia su questioni generali (Chiesa, Papa…), sia su di loro. “Cosa pensa la gente di noi?”, tra le tante a cui l’Arcivescovo ha risposto: «ci sono molte visioni contrastanti», ha detto. «Da chi ne parla non conoscendo la realtà, a chi ne ignora l’esistenza, a chi ne è ben consapevole ed è consapevole del valore di credere nell’uomo e nella sua rinascita». Dall’incontro, terminato con una preghiera, è emersa anche la consapevolezza e il “peso” di essere non in un centro qualsiasi ma in centro che ha una forte esperienza di Chiesa, che chiede all’essere umano di più, di trovare obiettivi per dare valore alla propria vita e a quella di chi ci sta intorno.

Messa conclusiva a Cortaccione, domenica 17 febbraio 2013. Alle 11,30 mons. Boccardo ha presieduto, nella prima domenica di Quaresima, la Messa conclusiva della Visita pastorale nella parrocchia di S. Gabriele dell’Addolorata in Cortaccione. Ha concelebrato il parroco, don Mario Giacobbi. Servizio all’altare: diacono permanente Enzo Feliziani. Nell’omelia l’Arcivescovo ha parlato del deserto quale immagine della Quaresima. «Nel deserto – ha detto – si devono cercare le cose essenziali (cibo, acqua, ombra ecc…). Così è anche la Quaresima, tempo propizio per cercare l’essenziale, cammino che ci conduce attraverso la preghiera, il digiuno e la carità ad una fede che dà forma alla vita. L’essenziale allora per i cristiani è guardare il Signore e da lui lasciarsi guardare. Anche il Papa, rinunciando ad essere Vescovo di Roma, ci ha ricordato che l’unico che rimane è Gesù, vero Pastore della Chiesa. Tutto il resto c’è, ci può essere d’aiuto, ma non deve far ombra al Signore». Al termine della Messa, il parroco don Mario Giacobbi ha ringraziato l’Arcivescovo per la sua disponibilità e per la sua paterna presenza nei momenti di vita della parrocchia.

Messa conclusiva ad Eggi e dedicazione del nuovo altare, domenica 17 febbraio 2013. Alle 16,00 nella bella chiesa di S. Michele Arcangelo di Eggi mons. Boccardo ha presieduto la Messa di chiusura della Visita pastorale nelle parrocchie di Bazzano ed Eggi. All’interno della liturgia ha benedetto il nuovo ambone ed ha dedicato il nuovo altare, entrambi in marmo. Con il Presule hanno concelebrato: il parroco mons. Giampiero Ceccarelli e il Vicario episcopale del Vicariato extraurbano don Paolo Peciola. Servizio all’altare: i ministrati della parrocchia, coordinati da don Edoardo Rossi, cerimoniere vescovile. La liturgia è stata animata nel canto dalla coro di Eggi. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato ai numerosi fedeli presenti che il potere, l’onore, il successo e la ricchezza danno l’illusione di una vita riuscita. «L’unica garanzia di successo – ha detto – è servire Dio. Essere cristiani, infatti, significa credere nel Signore, riconoscerlo come maestro della nostra vita e ascoltare la sua Parola. Solo Lui conosce davvero chi siamo. È sotto il suo sguardo che impariamo a fare il bene. Siamo qui – ha proseguito – per dedicare a Dio l’altare di questa bella chiesa: rappresenta la solidità, il fulcro di tutta la vita cristiana; è qui che Gesù rinnova ogni giorno il suo sacrificio». Al centro dell’altare, progettato dall’architetto Roberto Santarelli, è stato riprodotto l’Agnello con la croce che ricorda la centralità di Dio nella vita cristiana; mentre nell’ambone, luogo dal quale si proclama la Parola, sono stati riprodotti i simboli dei quattro evangelisti. Al termine della Messa, il parroco mons. Ceccarelli ha preso la parola e ha ringraziato Dio per questa storica giornata. «Che l’altare – ha detto – sia il luogo ove il cielo si unisce con la terra. Mi auguro che in questa chiesa nessuno sia ospite. Tutti sentitevi accolti come figli». L’Arcivescovo, invece, prima della benedizione finale ha ringraziato don Giampiero per «la tenacia e la volontà con cui ha ripensato l’area presbiterale». Da sottolineare che anche la sacrestia è tornata al suo antico splendore: sono stati restaurati i mobili e l’arte dei fratelli decoratori Massimo e Giuseppe Viti ha permesso di abbellire le pareti con pregevoli disegni.

 

 

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