Resoconto della Visita Pastorale nelle parrocchie della città di Spoleto. Foto.

Resoconto della Visita Pastorale nelle parrocchie della città di Spoleto. Foto.

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Dal 28 aprile al 12 giugno 2014 l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie della Città di Spoleto: S. Maria nella Cattedrale; S. Gregorio Maggiore; Santi Pietro e Paolo; Santa Rita; Sacro Cuore; San Sabino; San Nicolò. Parroci: mons. Luigi Piccioli (Duomo e S. Gregorio), don Edoardo Rossi (Santi Pietro e Paolo), padre Randy Beniga Tibayan, oad (S. Rita), mons. Alessandro Lucentini (Sacro Cuore), don Nelson Abraham, cpps (S. Nicolò) e don Claudio Vergini (S. Sabino). Altri sacerdoti in servizio pastorale: don Jozef Gercàk (coadiutore del Duomo e di S. Gregorio); don Justus Musinguzi (vicario parrocchiale del Duomo e di S. Gregorio); don Igor Krupa (collaboratore pastorale del Duomo e di S. Gregorio); padre Luigi Sperduti, oad, e padre Danos Libby Dellomos, oad (vicari parrocchiali di S. Rita); don Mahimai Dass Irudayam, cpps, e don Alexey Kononov (vicari parrocchiali del Sacro Cuore). 

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Apertura della Visita al Vicariato, lunedì 28 aprile 2014. Presso la chiesa del Sacro Cuore in Spoleto, si è aperta la Visita pastorale nel Vicariato urbano, denominato “di S. Ponziano”. I sacerdoti della Città hanno accolto l’Arcivescovo all’ingresso e, insieme a lui, si sono recati nella cappellina per invocare l’intercessione della Vergine. Poi, ha avuto inizio la liturgia della Parola, anticipata dalla presentazione del vicario di zona, mons. Alessandro Lucentini. «Il nostro vicariato, Eccellenza, è composto da otto parrocchie. Siamo all’incirca 22mila abitanti e il territorio non è esteso ma la popolazione è un quinto di tutta la Diocesi. La frequenza alla messa domenicale si aggira intorno al 10-15%, non siamo più la maggioranza di Spoleto: abbiamo una varietà culturale in cui è difficile portare l’annuncio di Cristo». Non mancano comunque i battesimi, quasi tutti richiedono il sacramento per i propri figli; e, anche per quanto riguarda comunioni e cresime, si può stimare una percentuale superiore al 90%. Per i funerali, invece, «qualcuno inizia ad andare al campo santo da solo». Sono molto in diminuzione i matrimoni religiosi, tantissimi convivenze e separazioni. Poi, mons. Lucentini si è soffermato sull’aspetto pastorale: in tutte le parrocchie, è stato dato spazio alla Lectio divina, per approfondire la Parola di Dio; è stato introdotto il nuovo metodo per il catechismo; i vari centri Caritas si sono divisi i compiti, collaborando nell’assistenza a chi ha bisogno. «Riscontriamo, in tutte le comunità, gravi difficoltà economiche, la crisi è vera ed è reale. Abbiamo avuto aiuto dalla Ceu, con il Fondo di solidarietà delle Chiese umbre e le parrocchie intervengono ma la situazione è più complicata: c’è sempre meno lavoro, cala l’entusiasmo e i giovani partono, vanno in Australia e da tutte le parti. Penso soprattutto alle persone di cinquant’anni che difficilmente troveranno lavoro, e con un po’ di amarezza. Sentono l’assenza del potere economico e di quello politico». L’Arcivescovo, salutando il popolo convenuto, ha affermato: «Ringrazio don Alessandro della ‘fotografia’ che ha dato di queste realtà cristiane. Insieme con lui, saluto gli altri sacerdoti li ringrazio per l’impegno, la generosità, lo zelo e la costanza con cui si fanno carico quotidianamente del peso del ministero apostolico loro affidato. E con tutti voi e in voi rivolgo un saluto cordiale e fraterno alle comunità parrocchiale che qui, in un qualche modo, rappresentate. È sempre una grande emozione per me iniziare un capitolo della Visita pastorale. Il vescovo viene per farsi eco – per quanto ne è capace – di quella che è quell’antica Parola che, pur essendo vecchia di duemila anni, continua ad essere giovane ed attuale; viene per ripetere le parole e i gesti di Gesù che sono quelli che edificano la comunità cristiana, che la compattano e la mettono insieme, e ne danno la sua forma, la sua identità. Al contempo, viene per ricevere la testimonianza, la consolazione e il conforto della fede dei fratelli. Perché anche il Vescovo cammina sulla strada del Vangelo e, insieme con i suoi fratelli e le sue sorelle, è chiamato a convertire continuamente il suo cuore e la sua vita, per rispondere nella fedeltà alla chiamata di Dio. E io vi assicuro che questi due anni di Visita pastorale sono stati per me un grande dono, una grande ricchezza. Andare ad ascoltare, conoscere, a scoprire tante realtà cristiane sul territorio della nostra Diocesi è stata come una iniezione di fiducia e di speranza perché ho visto come lo Spirito del Signore continua ad agire nella vita dei cristiani; come, misteriosamente, il battesimo ricevuto continua a portare frutti di santità. Perché i santi non sono soltanto quelli che fanno i miracoli; sono invece gli amici di Dio. E la nostra Diocesi è ricca di amici di Dio; è ricca di persone che tentano ogni giorno di rispondere alla vocazione specifica che hanno ricevuto e provano a mettere in pratica, a volte con fatica, a volte con slancio e maggiore vivacità, quel progetto che le pagine del Vangelo ci rivelano». Poi, mons. Boccardo si è soffermato sul ruolo delle comunità cristiane: «Le parrocchie sono chiamate ad essere un segno particolare nel tessuto sociale e sappiamo tutti quanto bisogno c’è di avere dei cristiani credibili, autorevoli, che vivano la vita di ogni giorno senza proclami, senza documenti, senza grandi dichiarazioni, che dicano con la loro vita quotidiana che è bello seguire Gesù, provare a mettere in pratica quello che Lui ci domanda, stare insieme e volersi bene. È difficile volersi bene ed è difficile perdonarsi; è difficile accogliersi, così come siamo, gli uni differenti dagli altri. Eppure è bello, non perché ci piacciamo ma perché ci accomuna questa voglia di seguire Gesù. Ma è questa volontà comune su cui si fonda la comunità cristiana. Allora siamo chiamati a dare questo messaggio alla società di oggi. E sappiamo quanto Spoleto ha bisogno di vedere che ci si può voler bene, che si può lavorare insieme, che non serve a niente dividersi e bisticciarsi, e vedere negli altri dei concorrenti. Perché continuare a dividersi? Perché continuare a farsi la guerra, gli uni con gli altri, nelle nostre piccole comunità, nei nostri piccoli gruppi, quando è cosi bello stare insieme?! Faticoso, ma bello. E quando ci rendiamo conto che il nostro mondo ha bisogno, più che mai, di vedere che è possibile vivere così? Che è possibile interpretare così quella novità cristiana che il Vangelo continua a proporci? Allora il tempo della visita pastorale vuole essere un’occasione offerta a tutti, a me e a voi, per riscoprire ciò che è davvero importante, per confermare la nostra fede nel Signore Gesù».

Visita all’Istituto d’Istruzione Superiore “Sansi-Leonardi-Volta”, mercoledì 30 aprile 2014. Nella mattinata di mercoledì 30 aprile, l’Arcivescovo ha visitato i licei spoletini, con due incontri in cui si sono ritrovati rappresentanti di alcune classi di quello che, dall’autunno scorso, è stato identificato come l’Istituto d’Istruzione Superiore “Sansi-Leonardi-Volta”. Al suo interno, sono confluiti i vecchi licei classico, linguistico, socio-pedagogico, artistico e scientifico. Dirigente è la professoressa Roberta Galassi che, nel primo incontro, tenutosi con gli alunni dell’indirizzo scientifico, ha così accolto mons. Boccardo: «Siamo orgogliosi di averla qui. L’istituto accoglie oltre mille studenti e ci sono circa cento docenti, a cui si aggiunge il personale ausiliare. Una pluralità di voci, una comunità di relazioni che trovo molto positiva. Voglio ringraziare gli studenti perché è nel loro vivere di ogni giorno che si fonda il nostro operare. Qui, si contano pochi casi ‘strani’; al contrario, si sviluppano molte relazioni umane e di amicizia. L’Istituto è molto attivo sul fronte della ricerca scientifica e sulla progettualità, sviluppata nella multidisciplinarità; all’interno, molti ragazzi partecipano spontaneamente ad attività di volontariato. Ringrazio la Diocesi per quel che fa per noi: ci dà veramente l’opportunità di compiere progetti formativi». È stato poi spiegato all’Arcivescovo il programma annuale dei giovani presenti, delle quarte classi, durante il quale è stato approfondito il tema ragione e fede. Su questo e su altri argomenti di interesse generale, mons. Boccardo ha risposto alle numerose domande dei presenti. Nella seconda parte della mattinata, presso il plesso dell’Artistico, si è tenuto l’incontro con alcuni studenti che frequentano il medesimo indirizzo e quelli del Classico e del Linguistico. Anche qui, numerose e articolate domande sono emerse, segno di un interesse vivo nei confronti dell’opinione della Chiesa sui cosiddetti “temi forti”: dai beni del clero, alla pedofilia; dall’opinione sui giovani alla sessualità e al come vivere l’affettività. Da parte sua, l’Arcivescovo ha esortato tutti gli studenti incontrati dicendo loro: «Coraggio! Siete la società di domani, avrete grandi responsabilità». E, ancora: «Non aspettate sempre qualcuno che, dall’esterno, cambi il contesto in cui vivete. Cambiare, o convertirsi, significa scegliere; è la capacità di dire dei “sì” e dei “no”. La libertà non è fare tutto e la si può vivere anche con nei “paletti”». Presso l’edificio che ospita l’indirizzo Artistico, mons. Boccardo ha visitato tutti i locali e le mostre permanenti allestite. Durante il giro, ha potuto così salutare i bambini della Primaria “XX settembre”, a lezione di educazione artistica proprio nell’Istituto superiore.

Incontro in Comune, mercoledì 30 aprile 2014. Nel pomeriggio di mercoledì 30 aprile, alle 16.00, l’Arcivescovo si è recato nel Palazzo Municipale di Spoleto. È stato accolto dal sindaco Daniele Benedetti nel suo studio. Era presente il presidente del Consiglio Comunale Patrizia Cristofori e gli assessori Stefano Lisci, Battistina Vargiu, Maria Margherita Lezi e Carlo Alberto Zualdi. Mons. Boccardo era accompagnato dai parroci della Città: mons. Luigi Piccioli (Duomo e S. Gregorio), don Edoardo Rossi (Santi Pietro e Paolo), padre Randy Beniga Tibayan, oad (Santa Rita), mons. Alessandro Lucentini (Sacro Cuore) e don Claudio Vergini (S. Sabino).   Nel colloquio sono emerse le proficue collaborazioni tra il Comune e la Caritas diocesana a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà. Le emergenze, è emerso dalla discussione, sono tante e non si riesce ad affrontarle tutte come si dovrebbe e questo non per volontà, ma per la mancanza di forze, umane ed economiche. Sono state evidenziate le enormi sofferenze che vivono le più grandi realtà industriali del territorio e la conseguente preoccupazione per le numerose famiglie che vedono seriamente a rischio il posto di lavoro di uno dei coniugi, se non addirittura di entrambi. Per questo, è stato ribadito, la sinergia tra chi è preposto dalla legge a farsi carico delle esigenze dei cittadini (l’ente pubblico) e chi lo fa rispondendo agli insegnamenti di Gesù (la Chiesa) è fondamentale. Il secondo momento della visita del Presule in Municipio si è tenuto nella Sala Consiliare, alla presenza di tutti i consiglieri comunali. Dopo l’avvio della seduta da parte del presidente Cristofori, il sindaco Benedetti si è così rivolto all’Arcivescovo: «Con gioia e gratitudine l’accogliamo in Comune. Per me, in modo particolare, è un onore riceverla in uno degli ultimi consigli comunali del mio mandato di Sindaco. Grazie per la schiettezza che la contraddistingue e per l’attenzione, senza ingerenza inopportuna, alla vita dell’amministrazione comunale». Mons. Boccardo, dopo aver ringraziati il Sindaco per l’indirizzo di omaggio, si è rivolto ai Consiglieri: «Grazie per il clima familiare che ha contraddistinto gli incontri istituzionali che in questi anni ho avuto con molti di voi. Sono qui per rendere omaggio a chi porta il peso e la fatica dell’amministrazione della cosa pubblica a vantaggio del bene comune. Questo Consiglio è prossimo alla scadenza: permettetemi, allora, di dirvi grazie per quanto avete seminato e per i frutti raccolti in questi cinque anni. A coloro che terminano il loro servizio auguro di far tesoro dell’esperienza vissuta, dei progetti realizzati, dei successi, degli insuccessi e dell’incontro-confronto con tante persone: sicuramente siete uomini e donne più ricchi di umanità. A chi ancora una volta si mette a disposizione della collettività ricordo di tenere sempre presente il bene comune aldilà delle appartenenze di ciascuno, nella consapevolezza che abbiamo bisogno di gente appassionata, concreta, che stia con i piedi per terra. Fin da ora assicuro a chi sarà eletto a guidare la Città di Spoleto, nel rispetto delle reciproche competenze, la collaborazione su progetti comuni a favore di chi vive nel bisogno». Al termine, il Sindaco ha consegnato al Presule il “Bolognino Papale” (a Spoleto, infatti, c’era una zecca dello Stato Pontificio), importante riconoscimento della Città.

Celebrazione della Messa nella Casa Madre delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto e momento di preghiera al cimitero di Spoleto, venerdì 2 maggio 2014. Alle 7.30 di venerdì 2 maggio, l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco del Duomo e di S. Gregorio mons. Luigi Piccioli, ha celebrato la Messa nella cappella della Casa Madre delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto. In questa casa, luogo nel quale il beato Pietro Bonilli ha trascorso gli ultimi anni della sua esistenza terrena, vivono 22 suore, la maggior parte anziane. Superiora è suor Angela del Vecchio. Nella casa c’è anche la sede dell’economa generale dell’Istituto suor Raffaella di Santo e della delegata del centro Italia del medesimo Istituto (quella che un tempo era chiamata “Provinciale”) suor Andreilla Fioravanzo. Il Presule nell’omelia ha ricordato l’importanza per una parrocchia di avere una comunità religiosa. «Voi – ha detto mons. Boccardo – anche se non direttamente coinvolte nella pastorale delle comunità del Duomo e di S. Gregorio, siete per esse preziose: con la preghiera, infatti, sostenete la formazione cristiana dei parrocchiani e il lavoro apostolico dei sacerdoti che corrono da una parte all’altra per annunciare il Vangelo». L’Arcivescovo ha altresì ricordato, spiegando le letture del giorno, che nella vita non c’è nulla di inutile. «Il Signore – ha detto – rende utile anche ciò che apparentemente non lo sembra. La provvidenza di Dio genera cose grandi. A lui chiediamo – ha concluso – forza e freschezza per continuare ogni giorno il nostro pellegrinaggio terreno». Nel pomeriggio, alcune persone si sono unite all’Arcivescovo e ai sacerdoti della Città alta, in preghiera presso il Cimitero monumentale di Spoleto, nel pomeriggio di venerdì 2 maggio. Recitando il Rosario, un piccolo corteo ha attraversato dalla parte più nuova alla parte più antica del campo santo, giungendo per l’invocazione finale presso la basilica del Ss.mo Salvatore.

Incontro con gli operatori dei Consigli pastorali parrocchiali, dei Consigli per gli Affari economici e delle Caritas, venerdì 2 maggio 2014. Presso la “Sala Antonelli” del Priorato di S. Gregorio, venerdì 2 maggio, l’Arcivescovo ha tenuto un unico incontro con gli operatori che, nelle otto parrocchie della città di Spoleto, sono inseriti nei Consigli pastorali, nei Consigli per gli Affari economici e nelle varie sedi Caritas. A tutti, mons. Boccardo ha espresso il piacere di questo incontro, soffermandosi poi sul ruolo dei collaboratori parrocchiali e, in particolare, dei consiglieri. «Tutti condividiamo la stessa responsabilità, perché questi sono i cristiani. La Chiesa non è fatta di persone che si scelgono in base alla simpatia: ciò che la costituisce è la decisione di ciascuno di seguire il Signore ed è questo che ci tiene insieme, aldilà delle differenze. In questa visione, dunque, ci sono dei ministeri affidati ai laici. Consiglieri pastorali ed economici, volontari della Caritas, altre persone che a titolo diverso si mettono a disposizione della parrocchia perché chiamati da Dio. Non possiamo parlare soltanto di cose tecniche, operative: quello che stiamo facendo e come lo stiamo facendo entra in un discorso molto più ampio che è quello della storia della salvezza, cioè Dio che si prende cura del suo popolo. E, per prendersene cura, ha bisogno della disponibilità, della generosità, del tempo e delle qualità di tante persone. Poi, viene la professionalità. È allora importante ribadire che “io sono qui perché il Signore mi parla”. Rispondendo a questa chiamata diventate collaboratori di Dio nella comunità parrocchiale e siete chiamati a portare, insieme con i vostri sacerdoti, il peso quotidiano della parrocchia. Il Consiglio pastorale è quel gruppo di persone che, insieme con il parroco, guarda con attenzione alla vita della parrocchia e si domanda che cosa è importante per la gente che vi abita, affinché possa incontrare il Signore; è un luogo di formazione alla vita cristiana. Il Consiglio per gli Affari economici, invece, non è soltanto il gruppo dei ragionieri, ma sono le persone che, insieme con il parroco, fanno due conti, sapendo che quello che c’è non è che deve essere custodito in banca ma deve essere amministrato con sapienza per sostenere le attività pastorali. Perché quello che la Chiesa possiede, a livello di soldi e di proprietà, è finalizzato sempre, unicamente e soltanto all’annuncio del Vangelo. Allora, anche i membri del Consiglio per gli Affari economici devono sapere che il loro servizio ha una dimensione ‘pastorale’: consapevoli di gestire un patrimonio, per piccolo che sia, che è il frutto della partecipazione della comunità».

Incontro con i bambini del catechismo e i rispettivi genitori della parrocchia di S. Rita, sabato 3 maggio 2014. Nel pomeriggio di sabato 3 maggio, l’Arcivescovo ha partecipato all’incontro settimanale con i bambini del catechismo della parrocchia di S. Rita, a cui si sono uniti, per l’occasione, i genitori. Mons. Boccardo è stato accolto da un canto e dal parroco padre Randy Beniga Tibayan, oad, che ha presentato il gruppo dei catechisti e dei ragazzi. A loro, l’Arcivescovo ha chiesto “a cosa serve il catechismo”, per poi essere sottoposto lui a numerose domande. E proprio rivolgendosi ai più piccoli, ha spiegato: «Veniamo qui, in parrocchia, dove ci sono alcune persone che, a nome della comunità, aiutano i più giovani, come siete voi, a scoprire la storia di Gesù, a metterla in pratica, in maniera che possiate diventare cristiani. Poi, in questo percorso ci sono delle tappe importanti, come può essere la prima confessione, la comunione e la celebrazione della cresima. Ma qui finisce il mio percorso? Direi di no – ha proseguito il Presule – perché mai abbastanza impariamo ad essere persone in gamba. Dobbiamo continuare sempre a crescere. E se uno non lo fa nel cervello e nel cuore, non basta che sia alto e grosso: perciò è importante un percorso di formazione. E questo è il contributo che la parrocchia vuole offrire ai vostri genitori. Perché, se manca questa ‘alleanza’, è chiaro che “l’edificio” zoppica». Mons. Boccardo, poi si è rivolto ai genitori: «Mi fa molto piacere incontrare anche voi. La parrocchia vuole darvi una mano. Non può e non deve sostituirsi alla famiglia, certamente; ma è necessario che ci sia alleanza tra la parrocchia e la famiglia per il bene di questi figli. Ci sta a cuore che questi ragazzini crescano bene. Chiedo a voi genitori di non essere semplicemente spettatori di quello che i vostri figli fanno, ma di farvi coinvolgere in questa avventura di formazione cristiana, con modalità diverse e a seconda delle possibilità e della disponibilità di ciascuno». Poi, la richiesta ai bambini: «A voi che vi preparate alla vita cristiana – ha detto l’Arcivescovo – chiedo di essere delle ragazze e dei ragazzi in gamba; non delle persone a metà, ma delle persone forti, entusiaste, che hanno voglia di fare delle cose belle. Che, man mano che crescete, possiate scoprire qualche cosa di grande, che vi appassioni e, poi, metterlo in pratica e realizzarlo. Ci conto!».

Visita agli istituti di scuola superiore a carattere tecnico-professionale di Spoleto, lunedì 5 maggio 2013. Nella giornata di lunedì 5 maggio mons. Boccardo ha visitato le scuole superiori a carattere tecnico-professionale, accompagnato da don Edoardo Rossi e da suor Annamaria Lolli, religiosi che insegnano presso gli istituti. Il tour è iniziato presso l’Istituto Alberghiero “G. De Carolis” (Ipssart), dove era presente una rappresentanza degli studenti, a causa del periodo che vede uscite scolastiche e stage. L’incontro è stato aperto dalla dirigente prof.ssa Fiorella Sacrestani, che ha presentato la scuola: novecento iscritti, di cui circa trecento convittori. Vengono offerti tre indirizzi: eno-gastronomico, turistico e commerciale; in sostanza, è molto orientato al turismo. Viene offerto un corso anche ai detenuti: «È un’esperienza che ci sta arricchendo molto, dal punto di vista umano», ha specificato. Da parte sua, l’Arcivescovo ha spiegato il senso della Visita Pastorale per poi rispondere alle numerose domande dei ragazzi. Seconda scuola della giornata, è stato l’Istituto tecnico commerciale e per geometri “G. Spagna” (Itcg): mons. Boccardo è stato accolto dal dirigente prof. Mario Lucidi e poi ha incontrato gli studenti delle classi quarte e quinte. Mons. Boccardo ha esortato i ragazzi a non piangersi addosso, ad essere propositivi e delle persone in gamba. Poi, anche qui dialogo. Nel primo pomeriggio, l’ultima scuola, quella di via Visso, dove si trovano gli studenti dell’Istituto tecnico industriale (per i corsi di Elettronica ed Elettrotecnica) e del Professionale di Stato. Questi, insieme all’Itcg, dall’anno in corso, costituiscono un’unica scuola, l’Iis Spoleto. Il dirigente, infatti, è lo stesso Lucidi che, presente anche a questo incontro con le classi del triennio, sezione E, ha assistito al momento di confronto dei ragazzi con l’Arcivescovo. Un momento interessante che, è stato proposto, sarebbe bello ripetere anche con gli altri studenti che non hanno potuto assistere in questa occasione.

Incontro con i catechisti e gli operatori dei gruppi liturgici delle parrocchie della Città Alta (S. Maria Assunta nella Cattedrale, S. Gregorio Maggiore, S. Rita e SS. Pietro e Paolo), lunedì 5 maggio 2013. La serata di lunedì 5 maggio si è conclusa con l’incontro a S. Rita per i catechisti e gli operatori liturgici delle quattro parrocchie della Città Alta. L’Arcivescovo, dopo una breve catechesi sul testo evangelico de “i cinque pani e i due pesci”, ha ricordato ai catechisti l’importanza di essere «coloro che trasmettono la Buona Novella». No all’autosufficienza, sì al mettersi in rete: si è così parlato di progetto cittadino di pastorale (per lo meno, collaborazione a livello di Città Alta e di Città Bassa), ovvero della trasformazione in atto rispetto all’idea di parrocchia che storicamente si aveva. Rivolto a tutti, ha sottolineato: «Voi operatori siete chiamati a mantenere freschezza e vivacità nel trasmettere, con passione e con la testimonianza, il Vangelo. Ricordatevi che non agite a nome vostro ma a nome della comunità». C’è stato poi un momento di confronto, che ha portato, a fine serata, a tre considerazioni: proporre i momenti di formazione fuori dai tempi forti dell’Anno liturgico, per dar modo a tutti di partecipare e non solo a una rappresentanza; vivere il gruppo, volendosi bene tra i componenti; offrire, in Città, qualcosa che possa aiutare i ragazzi del Convitto, lontani da casa, a non sentirsi soli e smarriti.

Celebrazione della Messa nella Cappellina della Basilica di S. Ponziano e incontro con le Canonichesse Regolari Lateranensi, martedì 6 maggio 2014. La giornata di Visita Pastorale di martedì 6 maggio si è aperta con la Messa presso il Monastero di S. Ponziano, cui hanno partecipato le Canonichesse Regolari Lateranensi, delle quali è Badessa madre Maria Agnese Greco e un gruppo di laici. Ad accogliere l’Arcivescovo, il vicario parrocchiale di S. Rita, padre Luigi Sperduti, oad, che ha concelebrato l’eucaristia. «Ringrazio le suore e voi, gruppetto più o meno fisso, che tutte le mattine salite qui per la Messa. Questo testimonia il coraggio della fede»: così si è espresso mons. Boccardo che, al termine, ha trascorso un po’ di tempo nel monastero, incontrando le otto sorelle presenti, di cui la più anziana ha compiuto 97 anni.

Incontro i rappresentanti degli industriali, dei commercianti, degli artigiani e degli agricoltori di Spoleto, lunedì 6 maggio 2014. La sera del 6 maggio scorso, presso la “Sala Antonelli” del priorato di S. Gregorio a Spoleto, l’arcivescovo mons. Renato Boccardo, nell’ambito della Visita Pastorale che sta compiendo alle parrocchie della Città di Spoleto, ha incontrato i rappresentanti degli industriali, dei commercianti, degli artigiani e degli agricoltori. Il Presule era accompagnato da mons. Luigi Piccioli, vicario generale e parroco del Duomo e di S. Gregorio, da don Edoardo Rossi, parroco dei Santi Pietro e Paolo, e da mons. Alessandro Lucentini, parroco del Sacro Cuore. Una trentina i presenti. Laura Tulli, presidente della Confindustria Spoleto-Valnerina, ha salutato ufficialmente l’Arcivescovo a nome di tutte le categorie presenti: «Grazie – ha detto – per averci voluto incontrare. In questo delicato momento segnato dalla crisi economica e da tanta incertezza, l’apporto spirituale è molto importante». Mons. Boccardo, dopo aver illustrato brevemente il senso della Visita Pastorale, ha ringraziato i presenti per aver dedicato del tempo a questo incontro che – ha detto – «mi permette di conoscere da vicino un mondo a me poco noto». Il primo a prendere la parola è stato Andrea Tattini presidente di Confcommercio Spoleto: «Eccellenza, nel mondo imprenditoriale spoletino c’è molto sconforto causato prevalentemente dalla mancanza di fiducia degli istituti di credito nei nostri confronti. Ognuno di noi cerca di preservare con fatica quanto costruito dai genitori o dai nonni, e non sempre ci riesce. Le assicuro che è triste veder capitolare un’azienda sana e magari storica per il nostro territorio». Della pressante burocrazia, della necessità comunque di pensare positivo e puntare ad un dialogo costruttivo per superare la barriera mentale del pessimismo che avvolge ogni iniziativa del territorio spoletino ha parlato Graziano Evangelisti della Confartigianato di Spoleto: «In questo percorso – ha detto rivolto al Vescovo – il suo apporto e la sua vicinanza sono per noi fondamentali». Leonardo Laureti della Confederazione Italiana Agricoltori di Spoleto ha illustrato a mons. Boccardo il settore agricolo spoletino, specificando che nel tempo non ha avuto particolari sviluppi. Laura Tulli, presidente di Confindustria Spoleto-Valnerina, ha sottolineato la necessità di creare nelle aziende quel clima relazionale che contraddistingue le famiglie: «La Chiesa, che molto investe sulla famiglia, – ha detto – ci può sostenere in questo percorso che ha un valore spirituale molto alto». Tommaso Barbanera, presidente del Consorzio Operatori Turistici di Spoleto, ha illustrato al Vescovo come molti spendono parole per la salvaguardia delle piccole aziende, «ma – ha detto – a queste parole non seguono soluzioni. Ci vuole più umiltà da parte di tutti, ad iniziare da chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica, altrimenti altre attività periranno». Leonilde Gambetti della Confesercenti Spoleto ha manifestato le difficoltà che vivono i commercianti, spesso accusati di essere dei parassiti o degli acari. «Non è facile – ha detto – tenere aperto un negozio. La cosa triste è che a chiudere, spesso, sono gli onesti. Ci aiuti a riabilitare la figura del commerciante, a ripartire dal concetto di legalità». L’Arcivescovo, dopo aver ascoltato attentamente ogni intervento, ha detto: «Rendo omaggio alla vostra tenacia, alla vostra generosità, al vostro sacrificio nel portare avanti, tra tante difficoltà, l’attività. Mi piace aver appreso che cercate di avere con i dipendenti un rapporto familiare: questa dimensione è una grande ricchezza che non va assolutamente perduta, in quanto immette nella società una sorta di contravveleno alla crisi e allo scoraggiamento. È vero – ha proseguito il Presule – che il momento che stiamo vivendo è grave e lo è anche nella nostra Spoleto con molte aziende in crisi e con molti negozi che nel centro storico hanno abbassato le saracinesche. Vi esorto, dunque, a continuare il vostro cammino senza piangervi addosso, impegnandovi in prima persona a tentare di cambiare la situazione senza attendere che la soluzione piova dal cielo. È altresì importante che facciate sentire la vostra voce a livello istituzionale, presentando la realtà, dialogando e chiedendo il riconoscimento dei diritti di tutti. Vi chiedo anche di mettere al centro delle vostre attività la persona e non il profitto: ciò vi permetterà di vivere in modo serio. In questo percorso la Chiesa, oltre all’apprezzamento che ho già espresso per quanto fate, è disponibile a collaborare su tutto ciò che può andare a vantaggio del bene delle persone, nell’ambito delle sue competenza e nella consapevolezza che non spetta ad essa fare politica. Non esitate a chiederci momenti di confronto e di approfondimento. Insieme possiamo costruire una bella alleanza per aiutare chi è più in difficoltà».

Incontro con i liberi professionisti, mercoledì 7 maggio 2014. La sera del 7 maggio, presso la “Sala Antonelli” del priorato di S. Gregorio a Spoleto, l’Arcivescovo ha incontrato un gruppo di liberi professionisti della città. Il Presule era accompagnato da mons. Luigi Piccioli, parroco del Duomo e di S. Gregorio, da don Edoardo Rossi, parroco dei Santi Pietro e Paolo, e da mons. Alessandro Lucentini, parroco del Sacro Cuore. Quest’ultimo ha introdotto la serata: «Siamo qui dinanzi al Vescovo – ha detto – per guardarci negli occhi, per stimolarci a vicenda, per ascoltarci e per capirci. Tutto per il bene e il progresso della nostra città di Spoleto». Il primo a prendere la parola è stato l’architetto Antonio Massaccesi: «L’invito del Vescovo è stato insolito, una sorpresa veramente gradita». L’ing. Cesare Antonini ha evidenziato la necessità di tornare a valorizzare la dimensione umana della vita, dando centralità alle realtà aggregative e sfruttando le potenzialità delle molte strutture sottoutilizzate di Spoleto. «Come professionista – ha detto – sono disposto a studiare qualche soluzione per il rilancio di questa nostra città» che, come ricordato dal commercialista dott. Roberto Rossi, viene da anni e anni di immobilismo. Sulla stessa linea gli Architetti Sauro di Sante Coaccioli e Bruno Gori: entrambi hanno dato la loro disponibilità per idee e progetti di rilancio del territorio. «È urgente – ha affermato il dott. Rossi sopracitato – ripartire dal dinamismo dei ragazzi e creare degli spazi per consentire loro di formarsi. Poi, se vogliamo parlare di rilancio del territorio dobbiamo riconsiderare le agricolture tipiche della zona e il turismo. Spoleto – ha proseguito – non ha una vocazione industriale come molti vorrebbero far credere, ma al turismo e all’agricoltura. Perché non pensare, con spirito cooperativistico, a rivitalizzare le tante aree agricole del Comune e della Diocesi poco utilizzate e realizzarci ad esempio, un maneggio, o impiantarci dei prodotti tipici?». Appello subito accolto dal Sandro Feliziani, ragioniere commercialista. «Siamo disposti a vederci una volta al mese e pensare a dei progetti per questa nostra città morta sotto ogni aspetto? Per far questo, però, ci vuole coraggio e costanza, è necessario dirsi le cose in faccia e a volte pure scontrarsi: ma lo si fa per il bene della nostra città». Il geometra Silvio Baldini ha sottolineato che per il rilancio di Spoleto che, ha detto, non offre più nulla se non i bar per bere, è fondamentale ripartire dalla famiglia. L’Arcivescovo ha preso atto di tutte queste sollecitazioni sulla città e ha assicurato, nel rispetto delle competenze di ciascuno, la vicinanza della Chiesa per qualche progetto di studio e di rilancio del territorio. «Mi sembra – ha detto mons. Boccardo – di percepire una città un po’ assopita, dove i giovani che sono fuori tutta la settimana per lavoro nel weekend vogliono rilassarsi e non impegnarsi per il bene collettivo. È necessario allora unire le forze per non far addormentare ancora di più la nostra Spoleto». Mons. Alessandro Lucentini ha sottolineato l’urgenza di «imparare a dialogare con i territori limitrofi e non a pensare che Spoleto è il centro del mondo su qualsiasi settore. Non si può parlare di vino senza Montefalco, di olio senza Trevi, di tartufo senza Norcia. Usciamo da questo isolamento e ciò sarà possibile grazie all’impegno e alla passione di voi liberi professionisti. Iniziamo ad incontrarci per progettare insieme una mentalità comune».

Visita alla Italmatch Chemicals di Spoleto, giovedì 8 maggio 2014. Nel pomeriggio dell’8 maggio, accompagnato da padre Randy Beniga Tibayan, OAD, parroco di S. Rita, l’Arcivescovo si è recato in visita alla Italmatch Chemicals. L’ingegner Maurizio Fraschini, direttore dello stabilimento, dopo aver ringraziato mons. Boccardo per questa visita definita “storica” e con pochissimi precedenti, ha illustrato all’ospite le origini, lo sviluppo e lo stato attuale della Italmatch Chemicals che produce, prevalentemente, derivati inorganici del fosforo giallo. La società – è stato spiegato -, che iniziò ad operare con il marchio SAFED e poi SAFFA, avviò la produzione di solfuri di fosforo negli anni ’30 del ‘900; in particolare la produzione del pentasolfuro di fosforo (usato prevalentemente come materiale di partenza per preparare additivi per lubrificanti e nella produzione di insetticidi) ebbe inizio negli anni ‘50 e venne poi trasformata da discontinua a continua negli anni ’80 del medesimo secolo. Attualmente l’Italmatch è una delle principali aziende europee ed azienda leader mondiale nella lavorazione dei derivati del fosforo e detiene da oltre 40 anni il know-how impiantistico necessario. Sono stati, inoltre, messi a punto nuovi prodotti (denominati Phoslite) nel settore della ritardanza di fiamma: questi prodotti sono presenti, ad esempio, nei tappetini e nelle parti plastiche delle automobili, nei sedili degli stadi e in tutto ciò che è facilmente infiammabile. A mons. Boccardo è stato illustrato anche il progetto, in fase di realizzazione, di adeguamento degli edifici alle vigenti normative sismiche e di potenziamento degli impianti per l’abbattimento degli odori percepiti all’esterno. In totale, tra dipendenti diretti dell’azienda e le persone dell’indotto, vi lavorano tra le 150 e le 170 persone. Dal 2011 ad oggi sono state assunte sei unità lavorative. La crisi economica, hanno spiegato, non è stata risentita particolarmente dalla Italmatch, sia perché i suoi prodotti sono posizionati in più mercati internazionali (al calare di uno c’è l’altro) e sia perché a produrre pentasolfuro sono solo sei/sette aziende in tutto il mondo. «Sono due anni che sto compiendo la Visita pastorale alle parrocchie della Diocesi – ha detto mons. Boccardo – ed è la prima volta che sento dire che un’azienda non ha risentito della crisi e questo è un segnale di speranza per il nostro territorio. Grazie anche perché fate conoscere il “nome” Spoleto in giro per il mondo». Il direttore di stabilimento, ing. Fraschini, ha chiesto al Vescovo una dedica a ricordo di questa visita sul libro scritto dallo stesso Presule “Il «mio» Giovanni Paolo II”. «Lo conserveremo – ha detto Fraschini – come cimelio della nostra biblioteca». Dopo questo momento illustrativo, mons. Boccardo ha incontrato i lavoratori (quelli che non erano in turno sono appositamente tornati): «Mi è stato spiegato – ha detto – che questa azienda è leader mondiale nel suo settore. Ciò è dovuto alla proprietà e alla dirigenza che hanno saputo fare delle scelte lungimiranti. Ma senza la vostra professionalità e la vostra passione si sarebbe potuto realizzare ben poco». Un lungo applauso, strette di mano, foto di gruppo tra Vescovo, dirigenza e dipendenti, qualche selfie (autoscatto) col telefonino tra i dipendenti e mons. Boccardo hanno preceduto la visita ai vari reparti dell’azienda.

Visita alle scuole elementari e dell’infanzia di Villa Redenta e al Tribunale, venerdì 9 maggio 2014. La mattina di venerdì 9 maggio l’Arcivescovo, accompagnato da padre Randy Beniga Tibayan, OAD, parroco di S. Rita, si è recto in visita alle scuole elementari e dell’infanzia di Villa Redenta. Il Presule è stato accolto con gioia, con canti e con poesie dai piccoli alunni e dal corpo docenti. Alle 11.00, invece, si è recato in visita al Tribunale, accompagnato da mons. Luigi Piccioli, vicario generale e parroco del Duomo e di S. Gregorio, e da don Edoardo Rossi, parroco dei Santi Pietro e Paolo. Al suo arrivo il Presule è stato accolto e salutato dal presidente del Tribunale Emilia Bellina nel suo studio privato. Poi, il trasferimento nell’aula delle udienze penali, l’ex aula della Corte d’Assise, la più prestigiosa del Tribunale. Ad attendere l’Arcivescovo c’erano il Procuratore della Repubblica di Spoleto, Gennaro Iannarone, i Magistrati, il Presidente e i membri del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Spoleto, vari avvocati e il personale del Tribunale. «Sono onorata di accoglierla in questo nostro Tribunale», ha detto la Bellina nel saluto ufficiale a mons. Boccardo. «Questo luogo sta vivendo la seconda vita grazie all’aggregazione dei territori di Foligno e di Todi: ciò ci consente di essere il Tribunale punto di riferimento per l’Umbria di mezzo. Questo incremento è una nuova sollecitazione all’efficienza e alla qualità, che riusciamo a garantire con ottimi Magistrati e qualificato personale. La sua presenza e la sua autorità morale ci confortano molto». Poi, sono intervenuti il Procuratore della Repubblica Iannarone e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Spoleto Paolo Feliziani: entrambi hanno ringraziato il Presule per l’attenzione e la sensibilità mostrate con questa visita al Tribunale. «Sono qui con piacere – ha detto mons. Boccardo – per dirvi grazie per il servizio al bene comune, spesso poco conosciuto e apprezzato, che da questa “casa” ogni giorno si propaga su tutto il nostro territorio. Il vostro lavoro è orientato a mettere in luce il vero e il bene. Fare verità, lo sappiamo, è impresa ardua, ma fondamentale per edificare la pace, la dignità e il rispetto, per ritrovare uno stile di vita più umano, per affrontare la vita con determinazione, coraggio e sano realismo. Vale la pena – ha concluso l’Arcivescovo – impegnarsi per il bene della gente e per rendere questo nostro mondo più bello».

Messa a Casa S. Giuseppe e visita a Rubbiano, Montelirossi e Mustaiole, sabato 10 maggio 2014. Alle 7.30 l’Arcivescovo ha celebrato Messa nella cappella interna alla Casa S. Giuseppe, dove sono ospitate una trentina di suore anziane o malate e inferme dell’Istituto della Sacra Famiglia di Spoleto. Col Presule hanno concelebrato: mons. Angelo Corona, cappellano della Casa, e il parroco mons. Luigi Piccioli. Superiora è suor Pasqualina Abbatiello. «La nostra chiamata ricevuta nel Battesimo – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – ci dice di seguire il Signore, di stare con lui, di vivere come lui ha vissuto. Abbiamo un costante bisogno del Maestro, siamo noi che dobbiamo abituarci ai suoi insegnamenti e non viceversa. In questa Casa – ha proseguito – la preghiera occupa tutto il giorno. Mi raccomando sorelle, pregate e sostenete la nostra Diocesi. Voi – con la testimonianza di una vita al servizio di Cristo e ora con qualche difficoltà legata all’età o alla sofferenza – siete un po’ come Mosè nel deserto che con le braccia alzate ottiene la protezione di Dio sul suo popolo». Al termine della Messa, mons. Boccardo si è recato a salutare una ad una quelle suore che a causa della vecchiaia o della malattia non hanno potuto lasciare la loro camera, tra cui una religiosa di 105 anni. Poi l’Arcivescovo, accompagnato da don Edoardo Rossi, si è recato in visita agli abitanti di Rubbiano, Montelirossi e Mustaiole, paesi che fanno parte della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. In ogni piccolo centro, il più abitato conta appena 18 abitanti, mons. Boccardo ha guidato un breve momento di preghiera nelle rispettive chiesette, tutte ben tenute: S. Giovanni a Rubbiano, S. Antonio a Montelirossi e S. Lucia a Mustaiole.

Messa alla Casa di Preghiera di Collerisana delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, e alle strutture per disabili della Cooperativa Sociale “Il Cerchio”, martedì 13 maggio 2014. Alle 7.30 l’Arcivescovo, insieme a don Edoardo Rossi, parroco dei Santi Pietro e Paolo, ha celebrato la Messa nella cappella della Casa di preghiera delle Suore della Sacra Famiglia a Collerisana. Quattro le religiose che vi abitano, delle quali è superiora suor Ada Maria Duca. Alla Messa erano presenti anche le suore del Consiglio Generalizio dell’Istituto, con in testa la madre generale suor Agnese Grasso, che si trovavano a Collerisana per la loro riunione periodica. Felice coincidenza: la Visita del Vescovo a Collerisana e la presenza del Consiglio generale sono avvenute proprio il giorno in cui il beato Pietro Bonilli fondò l’Istituto, il 13 maggio 1888. «Grazie a voi – ha detto mons. Boccardo alle suore – prosegue l’annuncio della carità e della misericordia voluto dal Bonilli. È opportuno – ha proseguito – allenare lo sguardo per riconoscere l’opera del Signore, altrimenti vediamo solo ciò che poteva essere fatto e non è stato fatto, prendiamo in considerazione sempre il lato più oscuro di ogni vicenda». Poi, l’Arcivescovo si è recato presso la Caserma “G. Garibaldi” dei Granatieri di Sardegna per incontrare i rappresentanti delle Forze armate della città e delle associazioni di volontariato a supporto delle prime. «Dalla bella presentazione fatta – ha detto mons. Boccardo – è emersa la grande passione che avete per il bene comune, sia dipendenti di istituzioni che da volontari. Compiendo il vostro servizio trovate quella pace interiore che vi spinge a non fermarvi e siete una delle rappresentazioni plastiche dell’insegnamento di Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”». Al termine della mattinata il Presule ha visitato due centri diurni socio-riabilitativi della Cooperativa sociale il Cerchio per disabili adulti e minori: mons. Boccardo ha incontrato e salutato tutti gli ospiti, i responsabili e i dipendenti dei due centri, condividendo il pranzo con i disabili minori. Sono stati momenti significativi, caratterizzati da un clima molto familiare.

Incontro con i vertici della Banca Popolare di Spoleto, delle Casse di Risparmio dell’Umbria e della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, mercoledì 14 maggio 2014. Alle ore 9.00 l’Arcivescovo, accompagnato da mons. Luigi Piccioli, si è recato nella sede centrale della Banca Popolare di Spoleto in un momento particolare della storia di quest’ultima: la fine del commissariamento dell’Istituto di credito disposto da Banca d’Italia nel febbraio 2013 e il passaggio graduale al nuovo “proprietario”, Banco Desio. Il Presule è stato accolto da uno dei Commissari, il dott. Nicola Stabile, e dal designato direttore generale (da parte di Banco Desio, ndr) dott. Angelo Antoniazzi. Stabile ha illustrato a mons. Boccardo il lavoro svolto insieme ai suoi colleghi Commissari, affermando che sono state poste le «premesse per una risalita della Banca, che le prospettive sono discrete e che c’è molta fiducia per il futuro, soprattutto dopo l’arrivo di Banco Desio». Il Presule, dal canto suo, facendosi interprete anche del pensiero di molte persone, ha sottolineato la necessità per la Banca di riconquistare la fiducia della gente. «Ce la metteremo tutta», ha rassicurato Antonianzzi. «Il territorio della Popolare di Spoleto (prevalentemente il centro Italia, ndr) – ha proseguito – è complementare a quello di Banco Desio (prevalentemente il nord Italia, ndr), così come simile è il segmento di mercato a cui si rivolgono (famiglie, piccole e medie imprese, ndr). Questo facilita molto il nuovo percorso, in quanto non si deve convertire la Banca Popolare per nuovi segmenti di mercato». Un’altra cosa molto importate detta al Vescovo è che la sede della Banca rimarrà a Spoleto. Infine due parole anche sulla Spoleto Credito e Servizi: resterà come socio di minoranza (prima era di maggioranza, ndr), con propria autonomia e uscirà anch’essa dal commissariamento. Lasciato il palazzo della Banca Popolare di Spoleto, l’Arcivescovo si è recato in quello che ospita la sede operativa delle Casse dell’Umbria (quella legale è a Terni, ndr) del gruppo Intesa San Paolo, nata dalla fusione delle Casse di Risparmio di Terni e Narni, Spoleto, Foligno e Città di Castello. Mons. Boccardo è stato accolto dal presidente dott. Alberto Cianetti e dal direttore generale dott. Vanni Bovi. «Cara Eccellenza – ha detto Cianetti – la banca è un’azienda difficile. Noi però ce la mettiamo tutta e aver costituito le Casse di Risparmio dell’Umbria è stata un’impresa storica. Ora abbiamo un istituto di credito solido con 104 punti operativi e 181.100 clienti». Prima di pranzo, mons. Boccardo è si è recato nella sede della Fondazione Spoleto Credito e Servizi ove è stato accolto dal presidente Sergio Zinni e da tutti i consiglieri e revisori dei conti. Il Presule ha colto l’occasione per ringraziare l’intero consiglio per il sostegno che mai l’Ente fa mancare alla Diocesi, da ultimo il finanziamento per il restauro degli altari laterali della chiesa di S. Filippo Neri a Spoleto.

Celebrazione della Messa per i malati e amministrazione del Sacramento dell’unione degli infermi, Santuario Madonna di Loreto, venerdì 16 maggio 2014. Alle ore 17.00 presso il Santuario della Madonna di Loreto l’Arcivescovo ha presieduto la Messa per i malati delle parrocchie della parte alta della città di Spoleto ed ha amministrato il sacramento dell’unione degli infermi ad un gruppo di anziani. Hanno concelebrato i parroci dei Santi Pietro e Paolo, don Edoardo Rossi, del Duomo e S. Gregorio, mons. Luigi Piccioli, e di S. Rita, padre Randy Beniga Tibayan, oad. Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato che quando «nella nostra vita le cose non vanno secondo quanto stabilito, la paura prende il sopravvento, si brancola nel buio e perfino la fede sembra svanire. Dobbiamo ricordarci – ha detto – che il Padre non lascia mai soli i figli. Le mani di Dio, qualsiasi cosa accada, non ci lasciano mai cadere». Poi, un passaggio sul sacramento dell’unzione degli infermi: «L’olio benedetto ci ricorda la prossimità di Dio al suo popolo. È un segno esteriore per chiedere il dono della forza per affrontare la malattia o la vecchiaia. Non è una medicina, ma uno strumento col quale il Signore si comunica a noi. Nel ricordare gli infermi – ha concluso il Presule – non dimentichiamo che tutti abbiamo bisogno della consolazione di Dio per far fronte al male, fisico o spirituale».

Recita del rosario e celebrazione della Messa con i membri della Confraternita della Santissima Icone, Duomo, sabato 17 maggio 2014. Alle 8.30 l’Arcivescovo ha recitato il rosario e a seguire ha presieduto la Messa nella cappella della Santissima Icone del Duomo con i membri della Confraternita che porta il nome dell’immagine donata alla città da Federico Barbarossa. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato che nella comunità cristiana c’è posto per tutti e che il credente «non deve essere un sognatore, ma una persona realista e saggia, amica di Gesù, che prova ad avere i suoi stessi sentimenti».

Messa dalle Suore Convittrici del Bambin Gesù e visita all’Ospedale, martedì 27 maggio 2014. Alle 7.30 l’Arcivescovo, insieme a mons. Luigi Piccioli, ha celebrato la Messa nella cappella interna del convento di S. Angelo a Monterone, dove vivono cinque suore Convittrici del Bambin Gesù, tre anziane italiane e due giovani filippine. Superiora è suor Devi Firmalino. Questo Istituto religioso è presente a Spoleto dal 1683, prima nei pressi del Chiostro di S. Nicolò e dal 1834 a Monterone. Fino a pochi anni fa le religiose gestivano sia una scuola elementare che materna, veri fiori all’occhiello nel campo educativo cittadino. Ora, con le poche forze umane a disposizione, garantiscono, oltre alla preghiera, accoglienza ai pellegrini. L’Arcivescovo nell’omelia ha ricordato che l’attesa e il digiuno sono due delle caratteristiche fondamentali della vita terrena del cristiano. Al termine, colazione con le suore, visita al convento e foto di gruppo. Intorno alle 10.30 il Presule si è recato in visita alle persone ricoverate presso l’Ospedale cittadino S. Matteo degli Infermi. Mons. Boccardo era accompagnato dal cappellano padre Stefano Ruta, ofm capp., da mons. Luigi Piccioli (parroco del Duomo e di S. Gregorio), da mons. Alessandro Lucentini (parroco del Sacro Cuore) e da don Edoardo Rossi (parroco dei Santi Pietro e Paolo). È stato accolto nell’atrio del nosocomio dal direttore sanitario dott. Luca Sapori. L’Arcivescovo si è recato in tutti i reparti, è entrato in ogni cameretta per salutare i degenti e i familiari e si è raccolto brevemente in preghiera nella cappellina interna. Al termine del giro, ha salutato i medici, gli infermieri e altro personale: «Oggi ho avuto la possibilità di conoscere questa realtà al suo interno. Devo dire che dall’esterno non s’immagina uno sviluppo così grande dell’edificio. Voi – rivolto al personale sanitario – siete a contatto ogni giorno col mistero della vita; la vostra vicinanza al paziente non è solo scientifica, ma anche e soprattutto umana. Il servizio che rendete all’umanità è prezioso e la missione che portate avanti ogni giorno non è poi così lontana da quella del prete: siamo chiamati ad aiutare le persone, siamo loro compagni di strada, ci avviciniamo con rispetto e delicatezza alle loro ferite fisiche e morali in momenti della loro vita in cui si accantonano gli affanni e gli interessi per fare spazio alle cose fondamentali dell’esistenza. Grazie, dunque, per il bene che fate in questa casa». Intorno le 13.00 visita ai malati terminali ricoverati presso l’Hospice “La Torre sul Colle”, ubicato proprio dinanzi l’Ospedale.

Momento di preghiera al cimitero di Morro e Messa nella chiesa di Morro, mercoledì 28 maggio 2014. Alle 16.00 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco di S. Nicolò don Nelson Abraham, cpps, si è recato al cimitero di Morro per un momento di preghiera e la benedizione delle tombe. Al termine, trasferimento nella vicina e bella chiesa di S. Maria Annunziata per la celebrazione della Messa. Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come il cristiano è colui che si affida a Dio, in vita e in morte. «L’onestà, la coerenza, la generosità – ha detto – sono esempi di vita che non parlano, che si insegnano non con delle lezioni ma con la testimonianza della vita». Al termine, un rappresentante della comunità, Luciano Natalizi, ha salutato mons. Boccardo: «A Morro c’è poco ricambio generazionale. La riapertura della chiesa, però, (ogni venerdì viene celebrata la Messa e il mercoledì c’è la recita del rosario, ndr) ha contribuito a riallacciare i rapporti tra i paesani, a scoprire i talenti non conosciuti delle persone». Infine, gli abitanti, durante un piccolo rinfresco, hanno fatto presente al Vescovo la necessità di rivedere la scala di accesso alla chiesa, troppo ripida e di conseguenza pericolosa per le persone anziane.

Incontro con le associazioni culturali della città, giovedì 29 maggio 2014. Alle ore 21.00 presso la Sala della Resurrezione del Centro diocesano di Pastorale giovanile l’Arcivescovo ha incontrato un piccolo numero di rappresentanti delle associazioni culturali della città. Presenti: Carlo Augusto Dal Miglio, presidente dell’Università della Terza Età di Spoleto; Aurelio Fiata della Pro-loco di Spoleto; Maria Letizia Angelini Paroli dell’Associazione Umbra Lotta contro il Cancro, sezione di Spoleto; Stefania Nardicchi del Museo Diocesano; Maria Mastropasqua della Biblioteca Comunale; Maurizio Silvestri presidente dei Lions di Spoleto; Francesco Salpianipresidente dell’associazione diabetici di Spoleto. Dopo una breve presentazione delle rispettive associazioni, l’Arcivescovo ha sottolineato come questo fiorire di iniziative culturali testimoni la ricchezza di un territorio, contribuisca alla sopravvivenza di una cultura. «Vi esorto – ha detto – a custodire le radici affinché continuino a produrre frutti».

Celebrazione della Messa a S. Sabino, venerdì 30 maggio 2014. Alle ore 19.00 l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella chiesa parrocchiale di S. Sabino. Concelebranti: don Claudio Vergini, parroco, e mons. Luigi Galli, penitenziere della Cattedrale, che vive nel territorio della parrocchia. Nonostante il giorno feriale, la bella chiesa di S. Sabino era piena: c’erano quasi tutti i bambini e ragazzi della catechesi e molte famiglie giovani. All’inizio della celebrazione don Claudio ha preso la parola, dicendo: «Parrocchia, cosa diciamo al Vescovo che viene in Visita pastorale? Che ce la stiamo mettendo tutta, che si è creato – dopo qualche difficoltà iniziale – un bel rapporto di fiducia tra me e i fedeli. Stiamo investendo molto sulle famiglie e sui giovani. Ci incoraggi, Eccellenza, sul cammino che stiamo facendo». Nell’omelia mons. Boccardo ha ricordato come la Visita Pastorale sia il compimento di tutte le altre visite che il Vescovo compie periodicamente alle parrocchie, per esempio per le cresime o le feste patronali. «Vengo – ha detto – non per controllare o correggere, ma per farmi sorprendere dalla vitalità delle comunità e ripetere che seguire Gesù è bello. Certo – ha continuato – non sempre è facile, ma è un progetto che scalda il cuore e illumina la mente. Sono qui per essere arricchito dalla vostra testimonianza di fede e, intorno all’altare, riprendiamo la forza per proseguire nel cammino cristiano, dove non mancheranno “pianto” e “sofferenze”. Lo Spirito del Signore ci sostiene nella strada della fedeltà, della coerenza e del coraggio per affrontare le difficoltà e non per schivarle». Durante le preghiere dei fedeli è stato ricordato mons. Mario Curini nel secondo anniversario della sua morte (il sacerdote, che era parroco di Norcia, è deceduto a seguito di una caduta da cavallo il 30 maggio 2012 all’età di 46 anni, ndr). Al termine della Messa ha preso la parola un rappresentante del Consiglio Pastorale parrocchiale, Elio Giannetti: «Come Consiglio Pastorale, insediatosi da poco meno di un anno, stiamo vivendo un’esperienza di grande comunione. Le persone che s’impegnano in parrocchia sono sempre di più e vediamo svilupparsi e crescere l’iniziazione cristiana. Siamo una parrocchia famiglia di famiglie che, insieme al parroco, vuole dar vita ad una comunità che dia testimonianza del Vangelo». La serata si è conclusa con un momento di fraternità nei locali parrocchiali.

Incontro con i catechisti delle parrocchie del Sacro Cuore, S. Sabino e S. Nicolò, giovedì 5 giugno 2014. Alle ore 21.00 presso i locali dell’Oratorio del Sacro Cuore l’Arcivescovo ha incontrato i catechisti, tra i quali diversi giovani, delle parrocchie del Sacro Cuore, di S. Sabino e di S. Nicolò. L’incontro è stato introdotto dal parroco moderatore mons. Alessandro Lucentini; c’erano anche i parroci in solido don Claudio Vergini e don Abraham Nelson, CPPS, e il vicario parrocchiale del Sacro Cuore don Mahimai Dass Irudayam, CPPS. Mons. Boccardo ha ricordato che l’iniziazione cristiana è l’espressione dell’attenzione delle comunità parrocchiali alle nuove generazioni. «Il catechista – ha sottolineato il Presule – non è colui che trasmette ciò che ha imparato, ma colui che trasmette la propria esperienza di vita: è un testimone. E perciò deve vivere da persona seria e onesta». È seguito un dibattito, dal quale è scaturita la necessità di avere una formazione comune per le tre parrocchie du questa zona pastorale.

 

 

 

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