Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta. Foto.

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta. Foto.

Resoconto della Visita pastorale nelle parrocchie di Cesi di Terni e di Portaria di Acquasparta. Foto.

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Dal 4 all’8 febbraio 2014 l’Arcivescovo si è recato in Visita pastorale nelle parrocchie di S. Maria Assunta in Cesi di Terni e dei Santi Filippo e Giacomo a Portaria di Acquasparta. Parroco è don Riccardo Scarcelli. Nella parrocchia di Cesi sono presenti le Suore Missionarie del Calvario. Della parrocchia di Portaria fa parte il paese di Macerino.

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Cesi, visita all’asilo, incontro con la popolazione e momento di preghiera nella chiesa di S. Zenone, martedì 4 febbraio 2014. Dopo aver visitato i malati, l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Riccardo Scarcelli, ha incontrato i bambini dell’asilo gestito dalle Suore Missionarie del Calvario. Al termine, pranzo con le suore e il parroco. Nel primo pomeriggio, incontro molto partecipato con la popolazione di Cesi che si è svolto nel salone dell’Istituto delle suore. Tema del dialogo non è stato tanto la Visita pastorale di mons. Boccardo alla parrocchia, ma bensì la decisione delle Suore Missionarie del Calvario di lasciare Cesi dal 30 giugno 2014. Motivo: carenza di vocazioni. Da sottolineare che l’edificio che ospita l’Istituto è di proprietà del Comune di Terni. Le religiose svolgono il loro servizio in paese da oltre 50 anni: hanno accolto tanti minori in difficoltà (Casa Famiglia) e hanno gestito un apprezzato asilo. Una signora, Lucia Vitali, a nome della popolazione, si è così rivolta al Vescovo: «Secondo noi l’Istituto delle Suore Missionarie del Calvario ha preso con troppa leggerezza la decisione di lasciare Cesi. Le religiose sono un punto di riferimento per tutto il territorio. Chiediamo il suo aiuto per non far chiudere l’Istituto». Questa la risposta di mons. Boccardo: «So che la presenza delle suore a Cesi, come del resto in tutte le comunità ove sono, è un frutto prezioso. Anche per me la decisione dell’Ordine di chiudere è stata una sorpresa. La partenza delle religiose sarà un impoverimento non solo per Cesi, ma per tutta l’Archidiocesi. Ho contattato la Madre Provinciale per l’Italia, la quale mi ha spiegato che non hanno più le forze umane per garantire alcuni servizi e che stanno chiudendo le case che non sono di loro proprietà. Ho chiesto di considerare ancora la questione, ma io non ho nessuna autorità sugli Istituti di Vita Religiosa. Appoggio la vostra richiesta, ricontatterò ancore i vertici dell’Istituto, vi sostengo, ma di più non posso fare, non sta a me decidere di chiudere o meno una casa religiosa». Nel pomeriggio, l’Arcivescovo si è recato nella piccola chiesa, privata, di S. Zenone per un momento di preghiera e un incontro con la popolazione che vive ai confini della Diocesi: pochi metri più in là di questo edificio di culto inizia il territorio della diocesi di Terni-Narni-Amelia. In questa chiesetta viene celebrata la Messa la domenica mattina e c’è una discreta partecipazione.

Portaria, celebrazione della Messa, mercoledì 5 febbraio 2014. Dopo aver visitato alcuni malati, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa nella bella chiesa parrocchiale dei santi Filippo e Giacomo. Con il Presule ha concelebrato il parroco don Riccardo Scarcelli. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale. La chiesa, pur essendo un giorno feriale, era piena. Nell’omelia il Presule ha invitato i presenti a camminare sotto lo sguardo di Dio, ad organizzare la vita sugli insegnamenti del Vangelo, a comportarsi con rettitudine e con onestà. «Il Vescovo è qui in mezzo a voi – ha detto – per ascoltare insieme ciò che dice il Signore». Al termine della Messa ha preso la parola don Riccardo: «Grazie Eccellenza perché si interessa sempre di noi. Dovete sapere cari amici che ogni volta che ci incontriamo il Vescovo mi domanda sempre della gente di Portaria. Il nostro Pastore è un uomo che si lascia amare, con semplicità si fa accanto a ciascuno. Portaria, Eccellenza, è una bella parrocchia, semplice, la gente partecipa e vive del mistero pasquale. Io piano piano mi sto innamorando di questa comunità. Grazie, infine, perché cammina con noi e con il suo affetto e il suo amore accorcia le distanze geografiche tra Spoleto, centro della Diocesi, e Portaria, posta ai confini della stessa». Il Vescovo ha nuovamente preso la parola: «Grazie per il bene che volete a don Riccardo. È vero, siete lontani da Spoleto, ma con il cuore siamo vicini. Voi per me siete importati come gli abitanti delle parrocchie dello spoletino». La serata si è conclusa con un momento di convivialità nei locali parrocchiali.

Macerino, celebrazione della Messa e incontro con la popolazione, sabato 8 febbraio 2014. Nel pomeriggio di sabato 8 febbraio, l’Arcivescovo è stato accompagnato dal parroco don Riccardo Scarcelli a visitare la frazione di Macerino di Acquasparta, parte della parrocchia di Portaria. Nella chiesa di S. Biagio ha celebrato la Messa prefestiva, soffermandosi sul messaggio del Vangelo: «Essere “sale della terra e luce del mondo”, ci fa pensare all’impegno, alla coerenza, all’importanza di non essere inutili. Dunque, una verità dei gesti e delle parole, da vivere nell’ordinarietà, attraverso l’accoglienza dell’altro, il perdono e la condivisione». Presenti alla celebrazione una ventina di persone che, al termine della celebrazione, hanno condiviso un momento conviviale con mons. Boccardo nei locali della chiesa, invitando il Presule a tornare, magari in estate.

Cesi, celebrazione conclusiva della Visita pastorale nelle parrocchie di Cesi di Terni e Portaria di Acquasparta, sabato 8 febbraio 2014. L’Arcivescovo è stato accolto sul sagrato della chiesa di S. Maria Assunta a Cesi dalla “Filarmonica Cesana” che, insieme ai membri della Pro Loco, ha voluto dare il proprio contributo per la conclusione della Visita pastorale nel territorio cesano e in quello di Portaria di Acquasparta. Nella chiesa, poi, è stata celebrata la Messa, alla presenza di molti fedeli e dei membri della Confraternita del Ss.mo Sacramento. Nell’omelia il Presule ha riproposto lo stesso pensiero rivolto ai fedeli di Macerino (vedi resoconto sopra). Al termine della celebrazione, don Riccardo Scarcelli ha così ringraziato l’Arcivescovo: «Volevo dirle “grazie” perché è qui in mezzo a noi. Il Papa ha detto che noi pastori dobbiamo portare addosso l’odore delle pecore. Qualcuno, invece, di lei ha detto: “Mons. Renato Boccardo ha la lana dell’agnello e la stoffa del pastore”: è un grande complimento! Significa che è impregnato di odore delle pecore. E, da quasi cinque anni, lei è in mezzo a noi. Oggi, il Signore ci ha indicato la strada: dobbiamo essere il sale e la luce del mondo; dobbiamo cercare di dar sapore, di non essere insipidi. Lei sa, però, quanto è difficile per una comunità parrocchiale essere, nella quotidianità, il sale della terra. A volte, anche la nostra luce non brilla molto. Con la sua Visita noi vogliamo riprendere con coraggio il nostro cammino. La sua Visita serve a questo: a dire, a tutti noi, che non siamo soli, che il Vescovo cammina con noi». Anche mons. Boccardo ha voluto ringraziare: «La Visita pastorale porta con sé un significato particolare, che è quello di uno scambio: il Vescovo viene per incoraggiare i cristiani a continuare il percorso iniziato, a crescere nell’amore verso Dio e in quello reciproco tra di noi; ma, contestualmente, viene anche per ricevere il conforto e l’incoraggiamento della comunità cristiana. Desidero che questo mio passaggio tra di voi venga a confermare quanto fin dal giorno del Battesimo, più o meno lontano, è iniziato nella storia personale di ciascuno e quanto questa comunità, da secoli, porta avanti come testimonianza della presenza di Dio in mezzo e dentro alla storia degli uomini». La giornata si è conclusa con un momento conviviale: la popolazione ha offerto una torta per il decennale di episcopato dell’Arcivescovo.

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