Resoconto della Visita Pastorale nella parrocchia di Montefranco

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Dal 17 al 23 febbraio l’Arcivescovo è stato in visita pastorale nella parrocchia di S. Maria Assunta in Montefranco. Parroco: don Nolberto Cardenas Rosas, peruviano. Nel territorio parrocchiale è presente un monastero di clausura: le Clarisse di S. Bernardino.
Avvio della Visita Pastorale e incontro con il gruppo “Le pie donne”, lunedì 17 febbraio 2014. L’Arcivescovo è giunto a Montefranco, nella piazza antistante la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, alle ore 16.00. Ad accoglierlo c’era il parroco don Nolberto Cardenas Rosas.

 

Il Presule si è diretto verso la porta d’ingresso della chiesa, ha baciato il crocefisso ed entrando ha asperso i fedeli con l’acqua santa. Dopo essersi raccolto in preghiera per qualche minuto dinanzi al Santissimo Sacramento, mons. Boccardo si è seduto per ascoltare il saluto del parroco e di un rappresentante della parrocchia. Presenti il Commissario Prefettizio del Comune Simonetta Mignozzetti, i rappresentanti della Pro-loco, dell’associazione sparatori “Pietro Micca”, dell’associazione sportiva di calcio, dei santesi di S. Antonio e di S. Bernardino. Così don Nolberto si è rivolto al Vescovo: «Eccellenza è con grande gioia che le porgo il benvenuto. La saluto dinanzi alla comunità di fedeli che oggi sono presenti, consapevoli dell’evento di grazia che questa sua Visita Pastorale costituisce per tutti noi, momento insostituibile di confermazione nella fede, di conforto e aiuto nella vita quotidiana. Le presento questo piccolo gregge che vive i problemi e le difficoltà del tempo presente. E dinanzi alle trasformazioni che siamo chiamati ad affrontare è sempre più necessario riaffermare la centralità della “Buona Notizia” e per far questo occorre un rinnovato impegno personale e comunitario nell’incontro con la persona di Cristo. Eccellenza, ci suggerisca come migliorare, come essere espressione della carità cristiana, ci consigli e ci conforti con la sua presenza e il suo amore paterno». Dopo il parroco è stata la volta di un rappresentante dei parrocchiani, Urbano Gualfetti: «Eccellenza, circa 80 anni fa un bambino di 7 anni ebbe l’incarico dal suo parroco di dare il benvenuto ad un illustre Principe della Chiesa (card. Donato Sbarretti, ndr) che veniva a trascorrere nel suo paesino natale un breve periodo di riposo dallo svolgimento del suo gravoso impegno di Presidente della Propaganda Fide nelle nazioni del Continente Latino-Americano. Certamente quel bambino, non avrebbe potuto pensare che, divenuto nonno, avrebbe ricevuto una seconda volta lo stesso incarico per accogliere il nostro Arcivescovo Renato in Visita Pastorale … Grazie della sua presenza in mezzo a noi, con l’augurio che faccia scendere su questo nostro paese e su ciascuno di noi la grazia e la costante protezione del Signore Gesù». Al termine dei saluti, l’Arcivescovo ha celebrato la Messa di avvio della Visita. Nell’omelia il Presule ha ricordato come Gesù ci dice costantemente di non cercare cose straordinarie o eventi sensazionali in quanto solo lui è il centro, il salvatore e redentore degli uomini. «Non accontentiamoci di dire “io credo”. Facciamo in modo che la nostra fede si veda nelle parole e nelle azioni quotidiane. La Visita Pastorale serve per dire a tutti che il cristianesimo è una cosa seria, non superficiale, che non interpreta la realtà come ci fa più comodo». Al termine della Messa, mons. Boccardo, in chiesa, ha incontrato il gruppo “Le pie donne”, ovvero un gruppo di signore, per lo più in là con gli anni, che con la preghiera sostengono la parrocchia e il parroco. Sono quasi tutte vedove e partecipano ogni giorno alla Messa. «La vecchiaia – ha detto loro il Vescovo – non è un tempo inutile, è produttivo in altro modo. Vi chiedo di parlare al buon Dio dei vostri figlioli, dei vostri nipoti, della gente di questa parrocchia di Montefranco e di tutta la nostra Diocesi».

Incontro in Comune, mercoledì 19 febbraio 2014. L’Arcivescovo è stato accompagnato dal parroco presso il Municipio di Montefranco, dove è stato accolto dalla dottoressa Simonetta Mignozzetti, Commissario Prefettizio dal 10 gennaio 2014. Montefranco condivide il Segretario comunale, presente all’incontro, con Arrone e Ferentillo. Si sono riuniti attorno a mons. Boccardo anche i dipendenti e i rappresentanti della Pro loco, che hanno ringraziato il Presule per la concessione in uso dei locali dell’ex Asilo. «Venendo qui – ha affermato l’Arcivescovo – desidero porgere un saluto, dalla casa del Comune, a tutta Montefranco. Con il parroco, in questi giorni, abbiamo occasione di andare nelle frazioni e incontrare la gente; visitare, in particolare, qualche persona anziana o ammalata, dando una parola d’incoraggiamento. Però, da qui, istituzionalmente si saluta tutti e si fanno anche gli auguri per coloro che sono responsabili del bene comune. È un momento carico di problemi, è vero, ma questo tempo può diventare fruttuoso: anziché subire la crisi piangendosi addosso, si può prenderla come una provocazione, uno stimolo, quasi una sfida; può aiutare a far lavorare la fantasia e a inventare modi diversi di amministrare, di stare con la gente, di creare lavoro. L’augurio è quello di affrontare con sapienza questo momento». A mons. Boccardo il Comune ha fatto dono di un quadro e di un calendario, come segno di riconoscenza per la Visita.

Visita ai paesi di Ampognano, S. Mamiliano e Leazzano, mercoledì 19 febbraio 2014. Una tappa non prevista quella di Ampognano (parrocchia e Comune di Ferentillo; il Presule ci è andato con il parroco di Montefranco, in accordo con quello di Ferentillo, in quanto la signora proprietaria della chiesina del paese vive in parrocchia di Montefranco, ndr), dove l’Arcivescovo ha incontrato un gruppetto di persone, molti anziani, e ha pregato con loro nella chiesetta della Madonna della Pergola (come detto sopra, privata, ndr), da dove si erge una terrazza naturale che guarda la vallata che conduce al centro del Comune. Nella frazione vivono stabilmente cinque famiglie. Don Nolberto ha poi condotto mons. Boccardo a S. Mamiliano (Comune di Ferentillo, ma parrocchia di Montefranco) dove, oltre ai paesani, lo attendevano il sindaco di Ferentillo Paolo Silveri e i responsabili del cantiere della chiesa di S. Biagio per informarlo sullo stato dei lavori in corso. La pala dell’altare è stata restaurata ma, per il resto, ci sono ancora lavori da fare: sanare la crepa riaffiorata tra l’abside e il tetto della navata e tinteggiare l’edificio. Intanto, per agevolare l’accesso degli autocarri al cantiere, è stata realizzata una strada, che conduce dal fondo del paese al retro della chiesa di S. Biagio. Alcuni muratori, durante la Visita, erano al lavoro per ripristinare la pavimentazione pedonale, di fianco al sagrato. Nel luogo sacro, sono custodite anche alcune reliquie, nonché paramenti e altre suppellettili liturgiche. Poi, è seguito il sopralluogo alla casa parrocchiale, interamente consolidata, ma non terminata. Gli abitanti riconducono la memoria dell’ultimo sacerdote residente a S. Mamiliano, don Vincenzo Finalia, circa negli anni ’50 del secolo scorso. Al termine, l’Arcivescovo è stato accompagnato nelle case di anziani e malati della zona, per una parola di conforto. Da qui, don Nolberto lo ha condotto a Leazzano (Comune di Ferentillo, ma parrocchia di Montefranco) dove è stata celebrata la Messa. «Questa Visita sarà a lungo ricordata perché non capita spesso di avere il Vescovo nei nostri paesi», ha detto don Nolberto. Mons. Boccardo, dal canto suo, ha invocato la benedizione del Signore non solo per i presenti, ma anche per quanti sono fuori per lavoro e per i defunti che «crediamo continuino a vivere qui con noi». La mattinata si è conclusa con un momento conviviale.

Incontro con bambini e genitori del catechismo, con santesi e associazioni e visita al Circolo Acli di Fontechiaruccia, mercoledì 19 febbraio 2014. Nel pomeriggio di martedì 18 febbraio, presso l’Auditorium di Montefranco, l’Arcivescovo ha incontrato i ragazzi del catechismo con i rispettivi genitori. Dopo aver spiegato il senso della Visita Pastorale e risposto alle numerose domande dei giovani, ha rivolto un invito ai genitori: «Sappiamo che l’educazione è impresa ardua e, allo stesso tempo, entusiasmante. Come Chiesa vogliamo darvi una mano, metterci al vostro fianco, non sostituendovi, per aiutare a crescere i vostri figli, dando loro qualche chiave per interpretare le varie situazioni che gli si presenteranno nel corso della vita, alcune idee chiare, qualche punto di riferimento certo». Poi, è stata la volta dei santesi e dei rappresentanti delle associazioni della zona: Comitato S. Bernardino, che ha illustrato la storia del corteo per la solennità del Santo; Santesi di S. Antonio, dal 1984 costituitisi in Società: il ricavato delle feste viene utilizzato per la manutenzione della chiesa e per finanziare le attività del Centro di Solidarietà “don Guerrino Rota” di Spoleto e il Monastero delle Clarisse di S. Bernardino; gli Sparatori “Pietro Micca”, le cui origini si perdono nella storia (un documento risale al 1835) e che, ai semplici spari in segno di festa il giorno del Patrono, hanno aggiunto dal 1986 la rievocazione storica; la Società Sportiva (calcistica), attiva da vent’anni e sempre pronta al sostentamento della parrocchia: la squadra ultimamente è confluita nell’Arrone allo scopo di creare un ambiente sano per i giovani dove possano imparare lealtà e coerenza; la Pro loco, che si occupa di promuovere il territorio e che, insieme agli Sparatori “Micca”, ha sede legale nell’ex asilo di proprietà ecclesiastica. Così si è espresso l’Arcivescovo: «È bello vedere come in un paese, nonostante le possibili divisioni o tensioni che accompagnano la vita di ogni gruppo sociale, ci sia questa fioritura di iniziative, segno della voglia di stare insieme, del desiderio di costruire qualcosa di buono e di bello per tutti che vada al di là dell’interesse personale». E, in merito alla conservazione delle tradizioni, ha aggiunto: «Credo che sia molto importante custodire le tradizioni di un popolo. Ricordo anni fa, quando c’era quella discussione sulle radici cristiane dell’Europa, papa Giovanni Paolo II dire: “Un popolo, che non riconosce le sue radici, non ha futuro”. Cioè, noi siamo quello che abbiamo ereditato da chi è venuto prima di noi. E gli uomini e le donne di domani saranno ciò che noi saremo in grado di trasmettere. Dunque, questa sensibilità e attenzione alle tradizioni mi pare fondamentale – ha proseguito l’Arcivescovo – proprio per un’identità umana, cristiana e culturale. Il rischio, però, è quello di mantenere la memoria e di perderne il contenuto. Non serve a nulla cristallizzare le tradizioni ripetendole tali e quali come si faceva cent’anni fa e dicendo “si è sempre fatto così”. È opportuno mantenere il messaggio delle origini, applicandolo e adattandolo, però, alle forme e alla sensibilità del mondo di oggi. Se ciò non accade, le giovani generazioni non si sentiranno coinvolte e nel giro di pochi anni di queste belle tradizioni rimarrà solo il ricordo». Si è anche parlato di due questioni pratiche che stanno a cuore ai parrocchiani. La prima riguarda i locali dell’ex asilo di proprietà della parrocchia: si vorrebbe sistemare l’ex teatro per realizzarvi uno spazio comune di aggregazione. L’Arcivescovo si è detto favorevole alla sistemazione, ponendo due condizioni: l’accordo con gli uffici tecnici della Curia e il reperimento dei soldi per i lavori da eseguire da parte dei parrocchiani. La seconda questione: il restauro dell’organo della chiesa parrocchiale attualmente situato nella chiesa Madonna del Carmine e il suo “ritorno” a S. Maria Assunta. L’Arcivescovo si è detto favorevole al recupero e al trasferimento dell’organo, invitando i parrocchiani a presentare formale istanza agli uffici competenti della Curia per la valutazione della fattibilità e per i dovuti adempimenti tecnici e burocratici. Al termine dell’incontro, don Nolberto ha accompagnato mons. Boccardo presso la sede del Circolo Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani), nella frazione di Fontechiaruccia. Si tratta di una realtà nuova: c’è stata, infatti, l’inaugurazione solo qualche mese fa. Tutta la popolazione del paese si è ritrovata per accogliere il Presule e all’incontro non è voluto mancare mons. Lanfranco Chiaretti, parroco emerito di Arrone che, per molti anni, ha seguito anche questa porzione di popolo. Il benvenuto al Vescovo è stato dato dal presidente dell’Acli locale, con i dovuti ringraziamenti e presentazioni. «È un punto di aggregazione per la frazione», ha detto «È un centro di convivenza che ha visto passare qui persone di lingue diverse; è un luogo dove, partendo dalle nostre differenze – ha concluso il presidente – ci prefiggiamo di testimoniare che è possibile condividere un’esperienza di vita terrena». Insomma, è un Circolo in espansione che ha ottenuto anche il plauso anche del Presidente della direzione provinciale di Terni. Mons. Boccardo ha mostrato tutta la propria approvazione per un’esperienza umana e aggregativa così incisiva, richiamando la frase più volte ricordata anche in altri ambienti: «Insieme è più bello».

Messa dalle Clarisse di S. Bernardino, visita alle scuole, momento di preghiera al cimitero e liturgia penitenziale, giovedì 20 febbraio 2014. Alle 7.30 l’Arcivescovo ha presieduto la Messa nella chiesa del monastero di S. Bernardino, dove vivono sei monache Clarisse e una terziaria francescana. Badessa è madre Maria Agnese Nardicchi. Con il Presule hanno concelebrato: il parroco don Nolberto Cardenas Rosas, il parroco di Arrone don Davide Travagli e padre Luigi Napolitano dei frati minori di Monteluco a Spoleto. Una ventina i fedeli presenti. Nell’omelia mons. Boccardo ha insistito molto sul fatto che un cristiano non può vivere secondo gli insegnamenti di Gesù se non si conosce quest’ultimo, se non si pensa come lui, ossia in modo riflessivo, guardando le cose con la sapienza di Dio. La mattinata è proseguita con la visita alla scuola elementare e materna del paese, dove i bambini hanno accolto con gioia l’Arcivescovo. Molte le domande rivolte al Presule, anche dai piccoli della materna. Una foto di gruppo e la promessa di rivedersi presto hanno chiuso l’incontro. Nel pomeriggio: momento di preghiera al cimitero con visita alla tomba di mons. Mario Curini, visita ai malati e celebrazione della liturgia penitenziale nella chiesa parrocchiale.

Messa di chiusura della Visita, domenica 23 febbraio 2014. Molti i fedeli che hanno partecipato alla Messa di chiusura della Visita Pastorale, animata dal coro parrocchiale. Presenti anche i bambini e ragazzi della catechesi. Nell’omelia l’arcivescovo Boccardo ha ricordato come la santità non è il privilegio di qualche persona con doti particolari, ma è ad appannaggio di tutti. «I santi – ha ricordato – sono gli amici di Dio. La santità è dono gratuito di Dio. Questo dono, però, necessita dell’accoglienza dell’uomo, al quale è chiesto di ampliare lo sguardo e dare nuove dimensioni al cuore: deve cioè essere capace di perdonare, di curare le ferite, di superare il calcolo quando fa il bene, di non vedere nell’altro un nemico o un concorrente ma un fratello. Ai cristiani – ha proseguito il Presule – è chiesto di imitare i Santi, persone che, pur con i loro peccati e le loro mancanze, hanno messo in pratica con determinazione gli insegnamenti di Gesù. Quindi nel cammino della santità è opportuno pensare in grande, non accontentarsi mai, aprire la mente e il cuore per consentire a Dio di leggere la verità dentro di noi». Al termine della celebrazione, il parroco ha così ringraziato il Vescovo: «Abbiamo trascorso giorni colmi di ascolto, confronto e preghiera. Tutti, Eccellenza, l’hanno accolta con gioia e riconoscenza. Abbiamo apprezzato molto la sua grande umanità di padre e la sua semplicità di Pastore. Grazie per la sua presenza che ha portato in mezzo a noi speranza nuova». Dopo la benedizione finale, sul sagrato della chiesa, l’Arcivescovo ha assistito ad uno spettacolo dei locali sbandieratori.

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