Omelia nella solennità dell’Assunta, 15 agosto 2022

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Omelia dell’Arcivescovo nella Solennità dell’Assunta

Spoleto, 15 agosto 2022, Basilica Cattedrale

Celebriamo oggi il mistero dell’assunzione al cielo della Beata Vergine Maria, la Madre di Gesù. La Madonna ha sperimentato per prima il destino di gloria cui siamo tutti chiamati: dove è Maria siamo attesi tutti noi. Così la piena di grazia, l’immacolata Madre di Gesù – che celebriamo solennemente quale patrona della nostra cattedrale – è ora nella casa di Dio, unita definitivamente con Lui nell’ineffabile abbraccio della santa Trinità. L’evento dell’assunzione di Maria al cielo nella pienezza della sua umanità e corporeità è primizia della nostra risurrezione futura e proclama che nulla di ciò che c’è di vero e di autentico in noi andrà perduto, che anche il nostro corpo riceverà la sua gloria definitiva. Potremmo dire: il mistero che oggi celebriamo consacra pienamente la bellezza del destino umano.

Per Maria si può certamente parlare anche di una bellezza fisica e gli artisti, lungo i secoli, hanno dipinto il suo volto come quello della donna più bella del mondo. Basti ammirare il grandioso affresco di Filippo Lippi che presiede dall’alto alla nostra assemblea. Ma, parlando della bellezza della Madonna, ci riferiamo soprattutto ad una bellezza morale.

Dalla prima lettura che abbiamo ascoltato (cf Ap 11, 19; 12, 1-6.10) comprendiamo che la sua bellezza consiste nella forza d’animo, quella che nasce dal combattere contro il drago, contro le forze della morte, dell’egoismo, della disperazione. C’è una grande bellezza nella capacità combattiva di Maria che non lotta con le armi di questo mondo bensì con la forza dell’umiltà e della mansuetudine. La sua è una bellezza immensa per la forza d’animo con cui si oppone a tutte le manovre del nemico dell’umanità, a tutte le brutture, le incredulità, le meschinità del mondo.

La seconda lettura (cf 1Cor 15, 20-26) ci fa ricordare quella di Maria come la bellezza definitiva della razza umana, il riassunto di tutte le bellezze della storia di salvezza. È bella la Madre di Gesù perché è capolavoro riuscito di Dio; ma ciascuno di noi è chiamato a essere capolavoro di Dio nell’eternità.

Infine la pagina evangelica (Lc 1, 39-56) ci fa comprendere una terza caratteristica della bellezza di Maria: è la donna dell’esultanza, della gioia, della contentezza e, quando la contempliamo, dà gioia al nostro cuore.

Così noi annunciamo il messaggio della bellezza di Maria, della sua vittoria sulla morte e sul non senso della vita umana, proprio in questo ferragosto. Si tratta di un annuncio che dà pienezza e significato a quel riposo nel periodo estivo che molti si stanno godendo; e, nell’atmosfera per questa festa, saluto cordialmente ciascuno di voi che siete venuti numerosi nel nostro Duomo; saluto tutti gli spoletini presenti e saluto i turisti che vengono da lontano. La proclamazione della bellezza di Maria sta a dire che il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio, non dimora nella Trinità. La vera vacanza, quindi, la vivremo nel giorno senza tramonto che ci attende e nel quale Maria ci ha preceduto.

La consapevolezza del destino umano ultimo, che è la partecipazione alla gloria e alla vita di Dio e fonda e richiama la dignità e la libertà di ogni persona, stride però con quanto vediamo quasi quotidianamente attorno a noi, sia a livello locale che continentale. I minorenni hanno pubblicamente accesso incontrollato alle bevande alcooliche, nelle nostre piazze circola liberamente la droga, in alcuni pretesi eventi artistici e culturali del nostro territorio si inneggia a Satana e si invitano i bambini a fare altrettanto. La nostra coscienza di adulti – famiglie e comunità civile ed ecclesiale – non può rimanere inerte di fronte a questo degrado: in quale contesto vogliamo far crescere i nostri adolescenti e giovani? quale futuro stiamo preparando per loro? in quale società si troveranno a vivere? Il 3 maggio scorso è stata votata al Parlamento Europeo una risoluzione circa la persecuzione delle minoranze sulla base del credo e della religione, in cui praticamente si afferma che il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e religione e il diritto alla vita non sono più considerati diritti umani fondamentali ma sono subordinati ai cosiddetti “diritti umani primari”. Nel silenzio generale di tutti, siamo arrivati al punto in cui uomini e donne di fede non possono parlare, non possono esprimere una opinione, non possono dare il proprio contributo alla costruzione della società. In virtù di questa risoluzione, ogni loro discorso, e anche ogni omelia, può essere incriminato, perché – continua il testo – «la difesa della “tradizione” o della “moralità pubblica” non può contraddire, in nessun caso, le disposizioni internazionali in materia di diritti umani alle quali gli Stati devono aderire». Dopo il tentativo di Natale – ricordiamo il documento interno, poi ritirato, della Commissione Europea con il quale i dipendenti erano invitati ad evitare ogni riferimento a Gesù e al Cristianesimo per non offendere nessuno – e con questa risoluzione di maggio, si vuole relegare la fede e la religione esclusivamente alla sfera privata che nulla deve avere a che fare con la vita civile, politica e culturale della società europea. Tutto questo ci preoccupa. E sollecita la nostra responsabilità di cristiani, chiamati ad immettere continuamente nel tessuto sociale – grazie alla nostra testimonianza di vita – i germi del Vangelo per un nuovo umanesimo.

Come la storia di Maria, anche la storia della Chiesa con­ti­nua a svolgersi nella lotta con il grande drago, con il principe della menzogna, con il negatore del disegno salvifico di Dio. Ciascuno di noi è teatro e oggetto della lotta tra il bene e il ma­le, una lotta che si concluderà solo con il finire della sto­ria. Ma Maria ci assicura che la salvezza è certa e non dob­biamo temere le sofferenze, le fatiche, le prove, le forze av­verse che tentano di annullare l’opera della grazia. La Madre di Gesù assunta in cielo ci consola, infonde in noi la speran­za di vincere, di non soccombere al male e al peccato, ci do­na la serenità che ci rende capaci di aspettare con fiducia il futuro di Dio. E ci è vicina per acuire il nostro sguardo, in mo­do che le verità della fede ci penetrino in fondo al cuore permettendoci di intravedere nelle fatiche e nelle sofferenze di questo tempo l’aurora di un mondo nuovo. E, finalmente, Maria ci insegna il segreto della gioia e dell’e­sul­tan­za che nascono dalla fede e illuminano la nostra esistenza e quella delle persone che amiamo e che incontriamo.

O Maria assunta in cielo, segno grandioso del nostro pellegrinaggio, madre della gioia, della speranza e della consolazione, anche noi oggi ti proclamiamo beata. Tu, scelta ad essere la Madre di Dio, hai saputo riconoscere le meraviglie compiute in te dallo Spirito Santo. Intercedi presso il tuo Figlio affinché la straordinaria ricchezza dell’amore misericordioso del Padre raggiunga e penetri l’umanità intera di generazione in generazione, e tutti possiamo unirci a te dicendo: l’anima mia esulta nel Signore!

 

 

 

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