Resoconto della Visita pastorale nella parrocchia della zona pastorale di Norcia e in quella dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci. Foto

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Da domenica 5 maggio a giovedì 23 maggio 2013 l’Arcivescovo si è recato in visita alle parrocchie della zona pastorale di Norcia (parrocchie di: Norcia, Castelluccio, Cortigno, S. Pellegrino e Savelli) e quella dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci. Il parroco è don Luciano Avenati, che ricopre pure l’incarico di Vicario episcopale del Vicariato della Valnerina denominato di S. Benedetto. Per la zona di Norcia vicario parrocchiale è don Alexey Kononov. Collaboratori: don Antonio Diotallevi, don Dario dell’Orso e alcuni monaci benedettini di Norcia che hanno ricevuto l’ordine sacro. Nel territorio della parrocchia, precisamente a S. Pellegrino di Norcia, vive don Eusebio Severini, prete anziano e non in ottime condizioni di salute che non esce più da casa.

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A S. Eutizio, invece, don Avenati è coadiuvato dai monaci benedettini di che vivono proprio a S. Eutizio e da don James Crofton, eremita all’eremo della Croce a Campi di Norcia. Ricca anche la presenza della vita religiosa: i Monaci Benedettini a Norcia e all’Abbazia di S. Eutizio; le monache Benedettine del monastero S. Antonio a Norcia; le monache Clarisse del monastero di S. Pace a Norcia; due eremiti stabili, Tadeusz Wrona all’eremo di S. Fiorenzo a Valle Guaita di S. Eutizio e il già citato don James Crofton. Sono stati giorni intensi ed arricchenti, caratterizzati da una calorosa accoglienza degli abitanti dei vari centri visitati. Alcuni paesi non citati in questo resoconto riceveranno, per scelta pastorale del parroco, la Visita nel periodo estivo quando sono maggiormente popolati.

Domenica 5 maggio 2013, apertura della Visita nella zona pastorale di Norcia. Alle 18.30 l’Arcivescovo è giunto da Spoleto in Piazza S. Benedetto. È stato accolto dal parroco, don Luciano Avenati, e dal sindaco in fascia tricolore Giampaolo Stefanelli. Presenti gli altri sacerdoti che svolgono servizio nel nursino (don Alexey Kononov, don Antonio Diotallevi e don Dario dell’Orso), i monaci benedettini al gran completo guidati da padre Cassian Folsom, molte persone. I ragazzi dell’Azione Cattolica hanno cantato a mons. Boccardo l’inno dell’ACR 2013. Terminato il benvenuto in Piazza, ha avuto inizio la solenne concelebrazione eucaristica nella concattedrale di S. Maria, piena di fedeli. Alla Messa c’erano anche alcune monache benedettine del monastero di S. Antonio, con in testa la badessa madre Caterina Corona, uscite eccezionalmente dalla clausura per partecipare a questo evento ecclesiale importante che è l’avvio della Visita pastorale del Vescovo.

Martedì 7 maggio 2013, visita alla Casa di Riposo e al Distretto Sanitario. Alle ore 10.00 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco di Norcia, don Luciano Avenati, è giunto all’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (A.P.S.P.) “Fusconi-Lombrici-Renzi” di Norcia. Il Presule è stato accolto dal presidente del Consiglio di amministrazione che gestisce la struttura Domenico Coccia, da alcuni consiglieri del medesimo Consiglio, dal direttore sanitario dott. Mario De Caridi, dalla dott.ssa Chiara Longhi, dal cappellano don Dario dell’Orso, dal personale tecnico-amministrativo e sanitario. Attualmente sono accolti 25 anziani; il totale dei posti è di 31. Questa residenza è stata costituita nel 2007 per effetto della fusione disposta dalla Regione Umbria degli Istituti Riuniti di Beneficenza e dell’Istituto Ricovero dei Vecchi “E. Lombrici”. Mons. Boccardo ha salutato tutti gli ospiti e ha visitato gli ambienti dove vivono, compresa anche la cappellina interna dove ogni sabato pomeriggio il cappellano, don Dario Dell’Orso, celebra l’Eucaristia. Il presidente del Consiglio di Amministrazione della struttura, Domenico Coccia, ha illustrato all’Arcivescovo come l’ente persegua obiettivi relativi al soddisfacimento dei bisogni assistenziali degli anziani, alla cura e alla riabilitazione per favorire e mantenere le capacità personali, favorendo un ritmo di vita familiare.
Sono avviati percorsi per la partecipazione degli anziani e dei loro familiari alla vita comunitaria, attivando momenti ed occasioni di incontro e scambio culturale, accogliendo e promuovendo le iniziative che possono facilitare lo sviluppo di una rete territoriale attenta alle problematiche dell’anziano, collaborando con i servizi sociali e le altre istituzioni presenti sul territorio. Nel porgere il saluto ai presenti, mons. Boccardo ha sottolineato le motivazioni che hanno dato origine a questa opera, e cioè i lasciti che la famiglie abbienti nursine nella seconda metà dell’800 hanno destinato per la realizzazione di queste strutture. «È questa – ha detto il Presule – la fecondità dell’agire cristiano. Opere così rendono la società più vivibile. Grazie per questa casa, segno positivo di vita comune che fa onore alla città di Norcia. Continuate con la stessa passione e idealità». Dopo la visita alla “Fusconi-Lombrici-Renzi”, il Presule si è recato nella palazzina della Asl, nel centro storico di Norcia, luogo di riferimento per prestazioni sanitarie e socio-sanitarie di base erogabili a livello territoriale.

Mercoledì 8 maggio 2013, accoglienza in Consiglio comunale. Nel pomeriggio di mercoledì 8 maggio, l’Arcivescovo Boccardo è stato accolto dal sindaco di Norcia, Giampaolo Stefanelli, e dall’intero Consiglio della Città presso la Casa comunale. Il Sindaco ha ringraziato per la presenza mons. Boccardo, e lo ha accolto per la prima volta nella sala del Consiglio da cui si accede a una piccola cappella che gli ha mostrato, purtroppo non più usata per riti religiosi. Non ha potuto trattenere il rammarico, il primo cittadino, per la sede che, presto, potrebbe ‘ridursi’ a causa delle nuove normative che impongono ai comuni sotto i 5mila abitanti di portare i consiglieri a sette (cinque di maggioranza e due di minoranza); anche gli assessori non potranno essere più di tre. Presenti al Consiglio in seduta straordinaria anche i rappresentanti del Consiglio comunale dei giovani nonché le forze dell’ordine cittadine e altri cittadini.

Il Sindaco ha introdotto il suo discorso paragonando la visita di papa Giovanni Paolo II al Parlamento europeo a quella del Vescovo in sede di Consiglio a Norcia: «Per noi è importante al pari la sua presenza con la visita pastorale», ha detto. «A differenza delle solite visite, credo che questa sia un’occasione affinché il vescovo si fermi e ascolti. Occorre riflettere insieme sulle problematiche della popolazione per trovare le soluzioni, oggi più che mai. La sua presenza in mezzo a noi è un segno di speranza». Ha spiegato come il Consiglio dei giovani nasca dalla voglia di proporre e di fare per intervenire al meglio sul territorio e di come sia necessaria una sempre maggiore collaborazione tra Chiesa e Comune affinché nessuno venga lasciato solo. Ha così tracciato un quadro sulla situazione nursina, dove convivono anche persone di etnie diverse per le quali c’è profondo rispetto (per lo più peruviani e cinesi). Il problema della disoccupazione: è stato aperto uno sportello polifunzionale della Provincia di Perugia, dove sono pervenute quattro offerte di lavoro a fronte di numerose richieste. «Ma non partiamo da zero», ha sottolineato Stefanelli: ci sono tante risorse, come i salumifici e i caseifici nel settore alimentare, e i fabbri e falegnami per l’artigianato; i presepi e il turismo che, nel 2012, ha contato 4mila 489 arrivi. C’è anche l’accoglienza che riguarda lo sport, soprattutto nel periodo invernale. Il Comune conta 26 frazioni. Per l’associazionismo sono presenti oltre venti gruppi, per lo più di stampo culturale. È presente un certo sentire religioso, soprattutto legato alla figura di san Benedetto e, in questo campo, la Città potrebbe fare di più: «Magari con una fondazione o un centro studi», ha detto il Sindaco. «Lo spirito del Santo è sempre più vivo in questa comunità, soprattutto dopo il 2000, che ha visto il ritorno dei monaci». Per quanto riguarda le dipendenze, il fenomeno è abbastanza limitato. Inoltre, Norcia può vantare la presenza delle scuole, della caserma dei Carabinieri e di altre forze dell’Ordine; poi, un distretto sanitario e un ospedale di comunità che hanno visto anche iniziative volte alla sensibilizzazione sulla tutela dei servizi.

Sono così intervenuti i consiglieri, a cominciare da quelli di maggioranza, come Palazzeschi che ha sottolineato l’importanza della presenza dell’Arcivescovo, ricordando che tra la popolazione non si ha memoria di altra visita pastorale nella Città natale di S. Benedetto. È stata così la volta di Balsana che ha voluto porre l’accento sui sentimenti di amicizia, collaborazione e pace che ispirano il lavoro di chi è chiamato a rappresentare il popolo, insistendo però sulla carenza di spazi aggregativi. Alemanno ha richiamato il contesto storico in cui viviamo, dove incombono la crisi di valori umani e le politiche del relativismo per evidenziare l’esortazione a fare meglio che la visita del vescovo porta con sé; ha così proposto di lavorare più per il sostegno ad anziani e giovani famiglie, di stabilire una collaborazione col Banco alimentare e di rilanciare un tavolo tra Comune e Chiesa per lavorare su spazi comuni volti soprattutto ai giovani, come l’oratorio. Ha poi chiesto di spingere, in Regione, per l’inserimento nello statuto dei riferimenti su san Benedetto e san Francesco, “due pilastri” delle nostre terre, non solo guide spirituali ma anche educatori. Il consigliere Coccia ha parlato di tristezza come vizio capitale e parente stretta dell’ira, che attanaglia il nostro tempo, per la quale non si sa bene cosa fare; la richiesta di aiuto, dunque, al vescovo, per risolvere la situazione in un tempo in cui, più che alle folle, bisogna rivolgersi all’animo del singolo.

L’Arcivescovo ha ringraziato e ha espresso il suo apprezzamento: «In questa sala sono presenti i sogni, le aspettative di tutta la città. Un sentimento accomuna la Chiesa di Spoleto-Norcia e voi: siamo qui per il bene della gente, per aiutare a vivere meglio, in un periodo in cui si intrecciano il bisogno materiale e il desiderio spirituale della speranza. E, allora, ci interroghiamo su cosa fare. Possiamo fare riferimento a Benedetto che, con sapienza, ha cercato il bene dell’uomo al di sopra di ogni priorità materiale, mettendo l’uomo al centro. Abbiamo vissuto un periodo in cui il bene dell’uomo è stato messo da parte per desideri individualisti. Mettere l’uomo al centro significa guardare alle famiglie, che sono anche centri educativi. mettere l’uomo al centro vuol dire elaborare un progetto comune. C’è il rischio di fermarsi tanto sulla periferia che porta a dimenticare di andare al centro delle questioni. È necessaria dunque un’amicizia civile, dove non esiste chi fa e chi non fa ma dove ognuno fa la sua parte e le differenze possono costituire una vera ricchezza, se la sappiamo valorizzare. In questa situazione, sono lieto di offrire la mia collaborazione personale e della Chiesa di Spoleto-Norcia, per quanto possibile». In merito alla questione degli spazi aggregativi, mons. Boccardo ha detto: «Stiamo lavorando alla presenza di un oratorio. Proprio in questi giorni, stiamo vedendo le possibilità con don Luciano; sappiamo che non è semplice, ma ci stiamo arrivando». Allo stesso modo, è intenzione della Chiesa diocesana riuscire a realizzare un “sistema museale”, cioè una serie di luoghi dove le numerose opere ecclesiastiche possano essere messe a disposizione ma in sicurezza. «Opere d’arte – ha sottolineato l’Arcivescovo – esempi di patrimonio e di arte delle nostre terre che sono però, prima di tutto, testimonianza della fede dei padri, che le hanno costruite».

Mons. Boccardo ha concluso ribadendo il concetto della collaborazione. «Insieme è più bello – ha detto – è vero che da soli forse si fa prima, a volte ma poi rimaniamo isolati. Non dobbiamo perdere la capacità di sognare insieme per aiutare, a nostra volta, la gente a sognare, verso cui abbiamo una responsabilità. Non

ci possiamo permettere di rubare la fiducia della gente perché è di questo che si tratterebbe. Insieme ricominciamo il cammino».

Al termine dell’incontro, a nome di tutta la Giunta e del Consiglio, il Sindaco ha consegnato una sedia in dono all’Arcivescovo, come buon augurio di una sede episcopale stabile nella città di Norcia.

Mercoledì 8 maggio 2013, messa e adorazione eucaristica per il dono di nuove vocazioni sacerdotali. Nella concattedrale di S. Maria, è stata celebrata la messa con adorazione eucaristica per il dono di nuove vocazioni sacerdotali. «Sappiamo quanto bisogno abbiamo di nuovi sacerdoti – ha affermato l’Arcivescovo nell’omelia – Per questo, ci affidiamo al Signore affinché ci venga incontro con la sua provvidenza». Ha dunque invitato a rendersi disponibili e sensibili ad accogliere il dono dello Spirito. È così che ci si inserisce nella preghiera per il dono di nuove vocazioni, guardando alla figura del sacerdote: colui che nel cammino della fede è custodito presso Dio, per indicare la via, orientando il popolo. Non un capo, uno che comanda, ma che si fa vicino e accompagna. «Preghiamo perché i nostri giovani sappiano riconoscere la voce di Dio, tra le tante, e sappiano accogliere con coraggio e fermezza l’invito – ha detto mons. Boccardo, sottolineando poi – È chiaro che, se nelle famiglie manca questa ‘apertura’ alla Grazia, alla chiamata di Dio, quella ‘voce’ si perde. Quindi, vogliamo pregare per famiglie cristiane, che si aprano all’ascolto, affidandoci all’intercessione di Benedetto e Scolastica».

Mercoledì 8 maggio 2013, incontro con le associazioni culturali. Presso il complesso di S. Francesco, l’Arcivescovo ha incontrato i responsabili delle associazioni culturali di Norcia, accompagnato dal parroco don Luciano Avenati. Riferendosi al mondo del volontariato, mons. Boccardo ha detto: « Apprezzo molto questo incontro perché mi permetterà di conoscere meglio una ricchezza sociale e culturale che conoscevo solo marginalmente. La Chiesa intende prendere parte a tutto ciò che si fa per rendere viva, animare la vita sociale e preservare la ricchezza, prima umana e poi culturale». Hanno preso parte all’incontro: il Complesso bandistico Città di Norcia; l’associazione umanitaria Chianelli, sez. Diego Alemanno; i Balestrieri di S. Benedetto; la Compagnia dei Balestrieri di Norcia; l’Associazione Commercianti; Archeonursia; il Gruppo artisti dilettanti (Gad) di Norcia; la Pro-Loco di Campi; il Coro S. Benedetto-Norcia; la Pro-Loco di Ancarano; il Corteo storico; il Rotary Club S. Benedetto. Dalle presentazioni, è emersa la presenza di molteplici gruppi che, a due a due, si occupano della stessa cosa nonché, in molti casi, la carenza di sedi appropriate e, nel campo culturale, il desiderio di esprimere meglio la parte storico-artistica di Norcia, facendo apparire la Città non solo come la patria del prosciutto e del tartufo ma per la sua immensa ricchezza culturale. Poi, l’idea di partire con percorsi didattici Comune-Archidiocesi.

L’Arcivescovo ha riassunto in tre punti quanto riportato dalle associazioni. Primo: la preoccupazione di offrire ai giovani occasioni di impegno in attività sane, imparando a stare insieme. «Sappiamo bene come la conformazione geografica spinge ad andare via, rischiando di perdere le radici – ha detto – Quindi, ben vengano iniziative di questo genere». Secondo: il desiderio di mettersi insieme piuttosto che disperdersi. «Dividendosi si è meno incisivi e, forse con un po’ di buona volontà, si riesce a mettersi insieme; è chiaro che però ognuno deve togliere un po’ del suo». Terzo: il ruolo della comunità cristiana. «Mi fa piacere il desiderio collaborazione, soprattutto per la questione museale (esempio esistente: il Museo della Castellina, gestito insieme, Chiesa e Comune). A livello pratico, c’è la volontà a collaborare, per quanto possibile. Ma, in riferimento ai locali, non ce ne sono: sapete che la parrocchia di Norcia non ha locali e che, per il catechismo, si devono fare i turni, all’infuori delle chiese, che sono luoghi di culto».

Venerdì 10 maggio 2013, visita alle scuole nido, materna e primaria. L’Arcivescovo ha fatto visita alle scuole di Norcia: nido, materna e primaria. Insieme alla Media inferiore, fanno parte dell’Istituto Comprensivo, frequentato da circa seicento alunni e che vanta una mensa interna. In particolare: il Nido conta circa 15 bimbi; la Materna ha cinque sezioni, ciascuna con 25-28 presenze; all’Elementare sono presenti 180 scolari. Alla Primaria, si compiono tante attività extradidattiche, essendo una scuola associata all’Unicef e all’Unesco. A questo proposito, all’interno dello stabile è presente un orto, curato dagli studenti. L’Arcivescovo è stato accolto dai piccoli del Nido e della Materna, prima di entrare classe per classe alla Primaria, dove ha potuto rispondere alle curiosità dei bambini. Tra gli altri, ha incontrato anche coloro che riceveranno, nei prossimi giorni, i sacramenti della Prima Comunione e della Confermazione in un unico giorno.

Venerdì 10 maggio 2013, visita a Frascaro e Valcaldara. Nel pomeriggio, alle ore 18.00, l’Arcivescovo si è recato in visita alla frazione di Frascaro di Norcia, comunità facente parte della parrocchia di S. Pellegrino. Accompagnato dal parroco don Luciano Avenati, è stato accolto da un fragoroso applauso degli abitanti nella strada antistante la bella chiesa trecentesca di S. Antonio Abate, posta al centro del paese. L’interno è ad una sola navata divisa in tre campate coperte da slanciate volte a crociera costolonate, sorrette da pilastrini quadrangolari sporgenti: questo è uno dei migliori interni gotici della Valnerina, simile a quello della basilica di S. Francesco in Assisi. È ben conservata, anche se necessita di interventi di restauro. Le persone che vivono stabilmente a Frascaro sono settanta. Oltre alla chiesa di S. Antonio, c’è quella della Cona, adiacente il cimitero. Ci sono due aziende, un prosciuttificio e un’impresa edile, che garantiscono il lavoro a una ventina di persone. All’interno della chiesa si è tenuto un momento di preghiera, culminato con la recita di una decina del rosario dinanzi alla bellissima statua in legno dorato della Madonna in trono col Bambino del XV secolo. Al termine, un rappresentante degli abitanti, Agostino Cataldi, ha salutato mons. Boccardo: «La sua visita ci riempie di gioia. È davvero bello poter pregare e condividere un po’ di tempo insieme. Per ricordare l’ultima visita ufficiale di un Vescovo a Frascaro – ha concluso – bisogna andare indietro di quasi trenta anni». Non è mancato un momento conviviale nei locali della Comunanza. Alle 19.00 l’Arcivescovo si è recato a Valcaldara, altra comunità della parrocchia di S. Pellegrino, dove vivono stabilmente 40 persone. Anche qui accoglienza festosa nel piazzale antistante la chiesa di S. Maria. È il paese natale della beata Lucia, religiosa vissuta tra il 1370 e il 1430: fondò, con l’approvazione del vescovo di Spoleto, due monasteri, uno a Norcia e uno a Valcaldara. Nel 1407 furono riuniti e presero la regola delle Clarisse. Alla sua morte, fu subito invocata come santa. A Valcaldara è nato anche don Luciano Avenati, attuale parroco di Norcia, Cortigno, Castelluccio, Savelli e S. Pellegrino. Considerando che il patrono di questo paese è S. Pietro, in chiesa si è tenuto un momento di preghiera sul brano evangelico di Giovanni (21-15,19 – Pasci le mie pecorelle!), incentrato sulla continuazione della missione di Gesù affidata a Pietro.

Sabato 11 maggio 2013, visita alla Scuola Media inferiore. Anche questo istituto fa parte dell’Istituto Comprensivo di Norcia. I ragazzi hanno incontrato l’Arcivescovo nella palestra dove, coordinati dall’insegnante di religione, gli hanno posto delle domande: dalla scelta di Dio di alcuni personaggi della storia biblica, a questioni riguardanti la figura del sacerdote e del vescovo; dal riconoscimento delle apparizioni di Medjugorje alla partecipazione scarsa dei giovani alla vita della comunità cristiana. Per tutti, un’esortazione di mons. Boccardo: «Sono venuto qui oggi per dirvi di essere persone in gamba, di avere il coraggio delle scelte, coerenti con quello che sentite dentro di voi».

Sabato 11 maggio 2013, visita all’Istituto Superiore “Battaglia”. L’Arcivescovo è stato accolto nella palestra dell’Istituto Superiore “Battaglia”, che accoglie 312 studenti di ragioneria provenienti da una porzione di territorio molto vasta, tra cui Leonessa. Una ragazza ha dato il benvenuto a nome di tutti, citando l’Anno della Fede come spiraglio di speranza nel contesto negativo della società odierna. Poi, sono stati proiettati due video premiati, realizzati da alcune classi, tra cui uno sull’Abbazia di Castel S. Felice in Val di Narco. Al termine, si è aperto il dibattito che ha portato gli studenti, inizialmente restii, ad aprirsi a domande di vario genere, che hanno trovato tutte un’ampia risposta da parte di mons. Boccardo. Tra i vari interrogativi, è stato chiesto all’Arcivescovo di offrire suggerimenti ai ragazzi per la crescita. «Anzitutto, pensare con la propria testa, che non è facile – ha risposto – C’è differenza tra vivere e lasciarsi vivere, quindi è necessario dare un senso a cosa fare da grandi, non essere come pupazzi. Poi, cercare ciò che più scalda il cuore, provare a cercare cosa riempie, qualcosa di grande per cui sognare, per cui vale la pena impegnarsi». Così, il cristiano prova a conoscere il Signore Gesù. «Prima di metterlo da parte, propongo anche a voi di conoscerlo».

Sabato 11 maggio 2013, recita del rosario alla Madonna Addolorata di Norcia e visita a Savelli. Alle ore 17.00 mons. Boccardo ha recitato il rosario nella chiesa della Madonna Addolorata a Norcia. Erano presenti una trentina di persone. L’immagine della Vergine “…è celebre perché il 5-6 dicembre dell’anno 1735, mentre il Rev.do Mattia Amadio predicava le missioni nella chiesa Collegiata di S. Maria in Norcia, versò miracolosamente lacrime dal cuore e dagli occhi, e le lacrime furono asperse con un panno bianco conservato presso i Padri della stessa Congregazione insieme all’autentica di questo miracolo” (Dalla Visita pastorale del Vescovo di Spoleto dell’Acqua, 1761). Alle 18.30 l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Luciano Avenati, si è recato nella frazione di Savelli. Il Presule è stato accolto dalla popolazione con un lungo applauso sul piazzale antistante la chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo. C’era naturalmente anche don Antonio Diotallevi, già parroco di Savelli per molti anni e poi della Concattedrale di Norcia, ora aiuta don Avenati nella vasta zona pastorale del nursino. La parrocchia di Savelli comprende anche le frazioni di S. Marco, Pescia, S. Andrea, Paganelli, Nottoria e Castel S. Maria. In tutto ci vivono 200 persone, un centinaio a Savelli. Presenti anche tutti i membri della Confraternita del Santissimo Sacramento. All’inizio della celebrazione eucaristica – in quel giorno ricorreva la solennità dell’Ascensione – l’Arcivescovo ha pubblicamente ringraziato don Antonio Diotallevi: «Il suo cuore – ha detto – appartiene a Savelli e Savelli appartiene a don Antonio. Grazie per quanto ha seminato in questi anni. Continui a lungo e in buona salute; è come un giovanotto che ancora corre da una parte all’altra per annunciare il messaggio di Cristo». Mons. Boccardo nell’omelia ha parlato dello smarrimento degli apostoli dopo l’ascensione del Signore al cielo. Erano sorpresi e dicevano: “ed ora cosa facciamo”. Vengono svegliati dagli angeli che dicono loro: “ciò che avete imparato stando con Gesù lo dovete mettere in pratica”. Insomma, vengono richiamati alla loro responsabilità. «Anche a noi – ha affermato il Presule – il Signore ci dice: non guardate per aria, scuotetevi, siate responsabili. Ai cristiani è chiesto di essere coerenti, di vivere seriamente, dando alla vita quella coloritura che proviene dalla pagina evangelica. Non rimpiangiamo il passato, non sogniamo il futuro ma viviamo bene il presente». Al termine della Messa, momento di fraternità nei locali della parrocchia.

Domenica 12 maggio 2013, visita a S. Pellegrino: messa e incontro conviviale. Domenica 12 maggio, l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco, ha fatto visita, a S. Pellegrino, dove ha celebrato la liturgia eucaristica, per poi unirsi a un momento di festa. Il paese in sé conta 130-140 abitanti; con le frazioni si superano i 200. Don Luciano Avenati, presentando la comunità ha detto: «È una parrocchia tradizionalmente legata alle radici cristiane. Si tratta di una tradizione che va rinvigorita, con l’ascolto del Vangelo e della Parola. Le giovani generazioni hanno bisogno di ascoltare il Vangelo e sentire la Parola per crescere nella vita cristiana. Ringraziamo il Vescovo per la sua presenza qui e un ringraziamento particolare ai monaci per il servizio che offrono qui». L’Arcivescovo, da parte sua, nell’omelia ha ringraziato la comunità parrocchiale, don Luciano, dom Benedetto e dom Basilio, che si prendono cura del territorio. Ha dunque spiegato il senso della visita pastorale, che trova ancor più ragione nel giorno in cui si celebra l’Ascensione di Gesù al Cielo, proprio nella chiesa dove quest’immagine è raffigurata benissimo. «Gesù sembra dire: “non state a dormire, ora tocca a voi”. Un invito che diventa una missione. Fare il bene non significa mettere la mano al portafoglio ma vivere con onestà. E non è possibile per il cristiano vivere bene da solo». Mons. Boccardo ha poi ricordato che le chiese, prima di essere opere d’arte, sono testimonianza della fede dei padri, la casa di Dio presso quelle degli uomini. Quindi, sta a noi cristiani d’oggi mostrare una fede altrettanto attiva, rendendo la comunità accogliente, dando testimonianza agli altri di serietà e coerenza.

Domenica 12 maggio 2013, apertura visita pastorale nella parrocchia di S. Eutizio. Si è aperta con la liturgia della parola la visita pastorale nella parrocchia di S. Eutizio in Preci. Una partecipazione ridotta che ha portato il parroco a ricordare di abbandonare i particolarismi. Ha poi spiegato che il territorio è nato e si è sviluppato attorno all’Abbazia di S. Eutizio per cui se questa è forte, anche tutto il territorio lo è. Una profezia ha definito essere la rinnovata presenza dei monaci benedettini nel sito, dopo trecento anni di assenza.

L’Arcivescovo ha descritto l’Abbazia come luogo che, da sempre, segna la ricerca del Signore. Ricordando il Buon Pastore, ha specificato che la visita pastorale è l’immagine del pastore che va incontro a tutte le anime ma, al tempo stesso, un’occasione propizia per seguirlo. È l’appuntamento che suona come un campanello, un richiamo che fa ricordare l’amicizia con Dio. «Si respira, qui dentro, una grande storia di amore e di santità, è palpabile – ha detto il Vescovo – E dunque noi siamo avvolti da tutto questo. È bello che quei monaci rimangano solidali e ci seguano per dirci “vivere da cristiani è bello”. Affidiamo alla loro intercessione questi giorni di Visita pastorale».

Il priore dei monaci, padre Luigi, è voluto intervenire, spiegando la loro presenza come “umili e semplici ascoltatori di Dio”. «Vogliamo vivere un’autentica esperienza di Chiesa, dove ognuno custodisce il suo progetto; essere una presenza piccola ma di Dio che guarda al suo popolo, in una ricerca vera del Signore, una ricerca vera di comunità. Vi ringrazio e speriamo cresca questa comunità e presto. Ringrazio voi e la vostra buona volontà e chiedo a tutti voi di essere “artigiani di questo progetto”, che parla di unità: dare vita a un’esperienza di storia che ci chiede non guardando alle glorie passate, di diventare realisti per il bene della nostra comunità».

Lunedì 13 maggio 2013, visita ai cimiteri di Capoalcampo e di Norcia. L’Arcivescovo, accompagnato da don Luciano, ha visitato il cimitero di Capoalcampo, vicino alla frazione di Valcaldara di Norcia. Il popolo si è così radunato per una breve preghiera e per il corteo tra le lapidi, prima della benedizione. Mons. Boccardo ha detto: «È bello che nella visita pastorale ci sia una visita anche alla casa dei nostri cari, dove un giorno saremo anche noi. Veneriamo i defunti perché pensiamo che sono ricongiunti al Signore e che, dunque, che ci sia una comunione. Allo stesso tempo, è una professione di fede: crediamo che la vita non si esaurisca con la morte corporale e, quindi, venendo qui ci ricordiamo delle cose veramente importanti, di vivere bene. È dunque anche una scuola di vita: impariamo dal ricordo dei nostri cari defunti a vivere bene». Nel ricordo dei defunti, mons. Boccardo e il parroco don Luciano hanno fatto visita anche al cimitero di Norcia. Una partecipazione raccolta, nella parte nuova della struttura che accoglie ancora poche tombe, dove è stata fatta la preghiera e impartita la benedizione. Anche ai presenti qui, l’Arcivescovo ha ricordato che venerare i defunti, che noi speriamo siano in comunione con Dio, ci offre una scuola per vivere bene, cosicché si possa un giorno accedere alla Casa del Padre. Al termine, l’Arcivescovo ha stazionato di fronte ad alcune lapidi.

Lunedì 13 maggio 2013, incontro con le associazioni umanitarie. L’Arcivescovo e il parroco hanno incontrato le associazioni umanitarie del territorio nursino. «Siete l’anello di congiunzione più stretto tra la Chiesa e la società, il “contatto umano”», ha introdotto don Luciano. Mons. Boccardo ha paragonato il volontario al buon samaritano, colui che ha compassione ovvero che condivide la situazione. «Tutto nasce dallo sguardo e dalla capacità di vedere, dai vostri occhi. Compatire vuol dire prendere su di sé. Credo che questa parabola vesta una situazione attualissima in un mondo in cui lo sguardo è rivolto verso noi stessi. E tutte le buone opere, soprattutto quelle gratuite, servono a eliminare il veleno di tutti i giorni, rendendo più umana la società – da qui l’incitazione – Impedite al nostro mondo di diventare un mondo di belve. La generosità, la gratuità sono ‘contravveleni’: fate in modo che i vostri occhi non si appannino, mantenete uno sguardo vivo e attento, coltivate la vista. Come la sorgente che fa nascere sempre l’acqua viva e fresca, che genera vitalità».

Le associazioni si sono così presentate all’Arcivescovo. Erano presenti rappresentanti di: Avis, Lyons Club Valnerina, Volontari dei Vigili del Fuoco, Sottosezione Unitalsi, Gruppo del Presepe di S. Lorenzo, Genitori si diventa. Inoltre, la responsabile locale del Centro Servizi per il Volontariato di Perugia (Cesvol) ha presentato quello che è il servizio a sostegno dei gruppi che lavorano tutto l’anno silenziosamente e che danno così un forte supporto all’attività pubblica. Anche in questo incontro, è emersa l’esigenza della sede per alcune associazioni (c’è in ballo la Casa del Volontariato, per la quale si è impegnato il Comune nei confronti del Cesvol ma ancora non si sa molto) e di come sia necessario scandire bene l’attività del volontariato che non può, in alcun modo, sostituirsi all’ente pubblico. Tutti hanno la preoccupazione di coinvolgere i giovani, come in una sorta di “scuola di umanità” per rendere il mondo del futuro migliore. L’Arcivescovo ha apprezzato la vitalità trapelata dai volontari e la presenza di giovani, “una linfa che va valorizzata”. Ha poi evidenziato come queste attività hanno alle origini la presenza di sacerdoti, sono nate da un “tessuto cristiano”, anche se successivamente hanno assunto carattere laico. «Viste da un modo cristiano di vivere la vita, hanno un’attenzione all’altro, un ‘humus’ di attenzione verso il prossimo che denota una sensibilità particolare generata, nel tempo, dall’incontro con Vangelo: bisogna prendere coscienza di questo». Mons. Boccardo ha sottolineato come le associazioni abbiano una responsabilità educativa: sono luoghi dove non bastano le professionalità ma bisogna stare attenti a non trascurare la formazione e la conformazione cristiana, nei casi delle ‘confessionali’. «Bisogna aiutare i giovani ad essere più uomini e più donne». Don Luciano ha chiesto collaborazione nel progetto che si sta pensando di realizzare con e per i ragazzi, come Chiesa. Idea apprezzata dall’Arcivescovo che ha detto: «Per educare i giovani o ci mettiamo insieme sviluppando “un’alleanza formativa” o, tra pochissimi anni, avremo generazioni senza valori, senza principi. Loro vogliono qualcosa di grande: dobbiamo condividere questa responsabilità per trovare qualcosa di serio da proporgli, per aiutarli a diventare grandi dentro». In chiusura, sono state lanciate proposte come una giornata del volontariato per creare sinergia e una scatola da mettere in chiesa, dove depositare ognuno le proprie idee per costruire qualcosa insieme.

Martedì 14 maggio 2013, visita ad Ancarano e Campi di Norcia, comunità facenti parte della parrocchia dell’Abbazia di S. Eutizio. Nel pomeriggio, alle 17.30, l’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Luciano Avenati e dai monaci benedettini tornati a S. Eutizio dopo oltre 300 anni, si è recato in visita alle comunità di Ancarano e di Campi. Il primo è composto da quattro “rioni”: Pielarocca, Capodelcolle, Piedelcolle e S. Angelo. Stabilmente vi abitano 60 persone. A Campi, invece, vivono all’incirca 150 persone. L’incontro tra il Vescovo e il popolo si è tenuto in due splendide chiese: la Madonna Bianca ad Ancarano e S. Salvatore a Campi. Nella prima, il Presule ha guidato una preghiera mariana; nella seconda, ha tenuto una lectio divina. Don Luciano Avenati, nel presentare all’Arcivescovo le due comunità ha detto come rappresentino lo zoccolo duro della parrocchia dell’Abbazia di S. Eutizio: «all’incirca il 35% della popolazione – ha sottolineato – partecipa alla Messa. I fedeli di Campi e Ancarano, senza difficoltà, si spostano nei vari paesi che compongono la parrocchia per partecipare alla celebrazione eucaristica». Mons. Boccardo si è complimentato per la fedeltà di questa gente alla vita della parrocchia. «Continuate – li ha incoraggiati – nel cammino dell’unità che è stato intrapreso. È bello edificare insieme il popolo di Dio che è la comunità cristiana. Questa parrocchia dell’Abbazia custodisce tante tradizioni, tante opere d’arte ben conservate e restaurate che testimoniano la fede degli antenati: tutto ciò, però, sarebbe poca cosa se le persone che abitano questa bella valle non si riunissero in preghiera, non partecipassero alla vita della parrocchia che ha il suo fulcro nell’Abbazia di S. Eutizio. Affidiamo queste comunità alla Madonna: Madre, prega per noi adesso; affidiamo nelle tue mani i nostri progetti e siamo certi che tu, come tutte le mamme, conserverai tutto con cura e ci porterai nel tuo cuore».

Mercoledì 15 maggio 2013. Al mattino l’Arcivescovo ha incontrato la comunità dei monaci benedettini del Priorato di Norcia, che custodisce la basilica di S. Benedetto. Con essa ha pregato e dialogato. Molto interessante la visita compiuta all’edificio conosciuto come la “villa del seminario”, fuori Norcia, dove sorgerà il nuovo monastero.

Mercoledì 15 maggio 2013, visita al cimitero di Preci. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Luciano Avenati e dai monaci dell’Abbazia di S. Eutizio, ha fatto visita al cimitero di Preci per pregare e benedire le tombe. Al popolo radunatosi, oltre venti persone, ha detto: «Veniamo qui per ricordarci del vuoto per la separazione dai nostri cari ma anche per l’insegnamento che ci hanno lasciato. Essere qui vuol dire avere un ricordo vivo ed è anche una professione di fede, perché se vogliamo incontrarli un giorno, dobbiamo imparare a vivere bene. Per questo, oggi, si intreccia la preghiera per loro a quella per noi».

Mercoledì 15 maggio 2013, incontro dibattito con i giovani di Norcia e di S. Eutizio. Non ha sortito l’effetto sperato questo appuntamento, al quale la partecipazione è stata quasi nulla. C’è stata però la possibilità per l’Arcivescovo di rivedere un giovane che aveva partecipato alla Gmg di Madrid, entusiasta dell’attività e aperto a nuove proposte.

Giovedì 16 maggio 2013. Incontro con i monaci dell’Abbazia di S. Eutizio, con gli eremiti della Valle Castoriana e visita a Montebufo di Preci. Al mattino l’Arcivescovo, nell’Abbazia di S. Eutizio, ha incontrato i quattro monaci benedettini che, dal settembre 2012, vi sono tornati a vivere dopo oltre 300 anni: padre Luigi Tiana, padre Salvatore Piga, dom Giovanni Vincenzo Sanna e dom Martino Mocci. Ha incontrato anche gli eremiti che vivono nella Valle Castoriana: Tadeusz Wrona dell’eremo di S. Fiorenzo; don James Crofton dell’eremo della Croce; un ragazzo pugliese che sta vivendo un’esperienza propedeutica alla vita eremitica nelle due stanze adiacenti la chiesa della Madonna Bianca ad Ancarano. Dopo la recita dell’Ora Terza, Vescovo, monaci ed eremiti si sono confrontati per circa un’ora sulla loro esperienza, sulla ricchezza della loro presenza in questa zona della Diocesi che è la Valle Castoriana. Alle 12.00 mons. Boccardo ha presieduto la Messa nella cripta dell’Abbazia di S. Eutizio. Nel pomeriggio, invece, l’Arcivescovo si è recato a Montebufo, frazione del comune di Preci che visitava per la prima volta. Questa uscita non era inserita nel programma ufficiale della Visita. In un ritaglio di tempo, però, il Presule ha chiesto di esserci accompagnato. Ha incontrato le otto persone che vi abitano stabilmente, felicissime per questo avvenimento, e ha visitato la chiesa di S. Leonardo, dove ha presieduto la preghiera dei Vespri. La sera, alle 21.00, nella concattedrale di S. Maria in Norcia ha presieduto la celebrazione penitenziale.

Venerdì 17 maggio 2013, visita alle scuole di Preci. L’Arcivescovo, accompagnato dal parroco don Luciano Avenati e dal priore dell’Abbazia di S. Eutizio, padre Luigi Tiana, ha fatto visita ai ragazzi delle scuole di Preci. Riuniti in un unico plesso, fanno capo all’Istituto comprensivo di Norcia. All’interno, convivono: cinque bambini della “Primavera”, ovvero del nido; diciassette della Materna; undici della Primaria, pluriclasse; e dieci giovani della Media inferiore, anche loro in unica classe. I più piccoli hanno accolto l’Arcivescovo con un canto e gli hanno mostrato un cartellone con disegnato un albero a cui sono appesi tutti i valori (fratellanza, bontà, pace…), chiamato “Il girotondo dell’Amicizia”; i bambini dell’Elementare gli hanno poi consegnato in regalo una poesia, prima di iniziare, tutti, a porgli delle domande.

Venerdì 17 maggio 2013, incontro con il Consiglio comunale di Preci. Mons. Boccardo, don Avenati e padre Tiana sono stati accolti dal sindaco Pietro Bellini che li ha messi al corrente su alcuni dati, prima di partecipare al Consiglio comunale. Preci conta 984 residenti (500 abitanti), ha venti frazioni per 84 km2 di terreno. In inverno, la situazione è critica: alcuni paesi sono deserti. Le frazioni più popolate sono quelle che si ergono lungo la strada principale: Piedivalle, Corone (90 presenze), Faito, dove attualmente stazionano 60-70 persone, zona in espansione che, secondo alcuni, ha condannato Preci allo spopolamento. Il capoluogo conta circa 250 abitanti, tra sopra e sotto; nella parte storica, ci sono per lo più palazzi patronali ma disabitati, ovvero di proprietà ma che non si ha intenzione né di vendere né di ristrutturare per poterli rendere più abitabili, secondo i canoni attuali. È così che si vive un contesto per il quale mentre località come Corone si sono rinnovate, Preci è rimasta ferma. «Credo che la situazione di precarietà economica forse aiuterà a sbloccare questa situazione», sostiene il Sindaco. Si è aperto il Consiglio comunale col saluto di Bellini. «Sia la visita pastorale portatrice di buoni frutti. In un momento come questo, è ancor più vivo questo desiderio, per la mancanza di lavoro e la carenza di nuove nascite». Non del tutto negativo il Sindaco, che ha teso a sottolineare le piccole vittorie come la scongiura dalla chiusura della caserma dei Carabinieri, dell’Ufficio postale e della scuola. Dopo i due eventi sismici subiti negli ultimi trent’anni, è stato ricostruito tutto e la città ha investito su strutture di accoglienza. Ora, la crisi ha rallentato un po’ il trend ma Preci non si rassegna: già da qualche tempo, si è puntato sulla stagionatura dei prosciutti Igp di Norcia: due stabilimenti sono già attivi, di cui uno verrà presto ampliato, e tra tre o quattro mesi ne aprirà un terzo grandissimo. Dunque, un potenziamento del settore agroalimentare che, si spera, porterà nuova occupazione e specializzazioni nella trasformazione dei prosciutti Igp di Norcia. Bellini ha marcato l’accento sull’importanza della collaborazione tra Comune e Archidiocesi e, rivolgendosi all’Arcivescovo, ha detto: «La ringrazio anticipatamente per quanto riuscirà a infondere nelle persone». Questi, ringraziando il sindaco, si è detto aperto alla collaborazione. Poi, ha tracciato un quadro su quanto trovato nel territorio. «Ho visitato gli anziani e ho notato grande amore, grande attenzione per questa terra, che non sempre ha dato troppo. C’è un grande amore verso le chiese, che sono patrimonio di fede. È importante che si uniscano le forze per premiare queste persone che hanno scelto di non andare via. In ciò, la presenza dei monaci è provvidenziale: sappiamo bene che la dispersione impoverisce e stiamo lavorando, come Diocesi, per riportare l’attenzione sull’Abbazia, centro spirituale e culturale perché siamo convinti che da questo luogo nasca la linfa per tutto il territorio. Lavorare insieme aiuta, dunque rinnovo la mia disponibilità. È inutile replicare esperienze, non serve niente di nuovo, basta ridare vigore a quanto già c’è». Si è poi rallegrato per il rifiorire di impegni imprenditoriali. Poi, l’augurio: costruire un progetto che porti frutto e che continui, anche quando non si sarà più in emergenza.

Venerdì 17 maggio 2013, visita al nascente stabilimento di stagionatura del Prosciutto Igp di Norcia. Al termine dell’incontro in Comune, l’Arcivescovo e i sacerdoti, accompagnati dal sindaco e dai consiglieri, si sono recati a visitare il nascente stabilimenti di stagionatura del Prosciutto Igp di Norcia. Tecniche innovative sono state studiate per la realizzazione di questa attività il cui progetto è stato premiato nella categoria Arte e Ambiente alla Biennale di Venezia. Gli edifici in costruzione, che sorgono vicino agli altri già presenti, sono in parte interrati e fatti in maniera da non deturpare il paesaggio. Anche i vetri a specchio, permetteranno di riflettere le verdi montagne della valle. Intorno, sarà posto un laghetto artificiale e verranno nominate le vie a tema. Il tecnico che sta conducendo i lavori ha spiegato ai visitatori che attraverso dei rulli, i prodotti seguiranno un percorso che li porterà da carne fresca a prodotto stagionato, in 14-18 mesi, entrando da una parte e uscendo, come prodotto finito, dalla parte opposta. L’aria per seccare i prosciutti sarà quasi totalmente naturale, verrà dalle fessure che sono state lasciate e lo stabile è stato progettato stile ‘cantina’ perché l’idea è quella di avvicinarsi il più possibile alla stagionatura “di casa”, quella in cantina, ecco l’altro motivo dell’interramento di parte dello stabilimento. Si tratta di un’attività che, una volta che la produzione sarà a pieno regime, permetterà l’uscita di 7mila prosciutti a settimana. Per la vendita già a fette, ci sarà l’ultima ala dell’edificio che ne permetterà il confezionamento; per il prodotto intero, verrà mandato nella struttura già presente di Ancarano (Marche) per l’imballaggio.

Venerdì 17 maggio 2013, Messa a Preci. Alle ore 18.00 mons. Boccardo ha presieduto la Messa nella chiesa della Madonna della Pietà a Preci. Concelebranti: don Luciano Avenati, parroco; padre Luigi Tiana e padre Salvatore Piga, benedettini di S. Eutizio. Nel saluto iniziale il parroco ha definito Preci «comunità di antiche tradizioni religiose, che deve essere rilanciata. È necessario – ha detto – tornare a comprendere l’importanza della celebrazione eucaristica domenicale».  

Sabato 18 maggio 2013, visita a “Tutti i colori del mondo”. L’Arcivescovo, il parroco don Luciano, il vice don Alessio e i monaci di S. Benedetto sono stati ospiti per un incontro conviviale nella Centro diurno dell’associazione “Tutti i colori del mondo” onlus, che accoglie persone affette da disabilità permanenti. L’organizzazione è stata fondata dagli stessi genitori ed è ospitata presso il Complesso di S. Agostino, messo a disposizione dall’Archidiocesi di Spoleto-Norcia al Comune, per poter poi offrire tutti i servizi necessari all’ente, secondo le normative. Attualmente, viene offerto un servizio diurno, in collaborazione con Asl e Servizi sociali, ma si sta pensando di sistemare i locali del piano superiore per un’accoglienza permanente. «L’idea – spiega il vicepresidente Pasquale Di Curzio – è quella di assicurare un futuro ai nostri figli, quando noi non ci saremo più». La presidente Fabrizia Felici ha ringraziato l’Arcivescovo per la presenza: «Ci affidiamo alla sua preghiera – ha detto – affinché questo posto possa essere sempre un luogo di pace e di grazia, e perché possa diventare sempre più grande e di riferimento per il territorio; che ci porti ad essere migliori». Mons. Boccardo ha anch’egli ringraziato «per il clima che si respira». Poi, l’incoraggiamento: «Coraggio, andate avanti per questa buona cosa, che merita».

“Tutti i colori del mondo” onlus nasce nel 1995 da un gruppo di genitori di disabili per sensibilizzare l’opinione pubblica. «Il problema era non saper conoscere questi ragazzi e non dargli l’opportunità di crescere», spiegano i responsabili. «Queste malattie sono difficili da accettare, sia da parte degli altri che da noi. Abbiamo imparato, crescendo con loro, ad amarci. Ora, a distanza di oltre quindici anni, la soddisfazione è grande perché siamo riusciti a far passare la cultura dell’handicap. I veri disabili siamo noi e non loro. I figli ci hanno cambiato, loro amano di più. Tra noi genitori si è stabilita una sintonia e ci compensiamo nell’operare. Vogliono dare ai nostri figli una vita con decoro, per far sì che siano rispettati come gli altri. Ci deve essere un lasciapassare speciale per la loro vita perché sono ‘speciali’». Continua la Felici: «Il nostro obiettivo è fare progetti mirati persona per persona, per agire sulle specifiche peculiarità di ciascuno». L’ente ha aperto l’attività presso la sede degli Istituti riuniti; poi, mons. Mario Curini propose di occupare i locali del Complesso di S. Agostino e, dopo sette anni, il trasferimento è avvenuto. Attualmente, sono accolti nella struttura otto ragazzi della zona, più due della Bassa Valnerina. Nei rapporti, c’è un continuo confronto, costruttivo, con gli altri enti coi quali è necessario interfacciarsi, soprattutto Servizi sociali del Comune, Asl e cooperativa L’Incontro, per la programmazione delle attività. Il Centro non è ancora accreditato in Regione perché manca il riconoscimento socio-riabilitativo, ma è già Centro riabilitativo diurno (Cad). È prevista l’apertura tre giorni a settimana dalle 9 alle 17 e altri due dalle 9 alle 13. Nella struttura, non è possibile offrire il servizio di mensa interna per via della cucina non a norma, quindi il cibo viene da fuori. «Noi genitori siamo un grande supporto: ci impegniamo nel trasporto, nelle questioni logistiche, per quel che concerne le utenze e organizzazione di manifestazioni. È proprio grazie a queste ultime che siamo riusciti a trovare 40mila euro per il centro diurno e ne abbiamo pronti 50 per realizzare, al primo piano, la casa famiglia, per la quale stiamo aspettando la convenzione per i locali, per avere la titolarità all’interno di un comodato d’uso. A dicembre, saranno quattro anni che siamo qui – spiega la presidente, che continua – Pensiamo che dietro ci sia il progetto di Dio: ci ha scelti, affidandoci questi figli». Per mantenere l’attività e per impegnare i ragazzi, si fanno dei lavoretti e la gente sembra essere generosa, è solidale.

Sabato 18 maggio, chiusura della visita pastorale a Norcia. Con una celebrazione eucaristica nella concattedrale di S. Maria si è conclusa la visita pastorale nella parrocchia di Norcia. Presenti il Sindaco e altre autorità cittadine. Il parroco don Luciano Avenati ha ringraziato l’Arcivescovo: «Ho potuto notare il suo affetto verso tutti – ha detto – lo stile con cui si è accostato ad ogni situazione. Certamente, la sua presenza ci ha fatto mettere in luce alcune presenze che non ci sono state e altre che se non ci fossero state sarebbero mancate». Mons. Boccardo, dal canto suo, ha ringraziato perché attraverso la visita pastorale ha potuto scoprire la bellezza di un popolo cresciuto sotto la guida del Vangelo e che cammina alla sua scuola. Come è stato anticamente a Babele, anche alla Chiesa odierna capita di non comprendere: così avviene la dispersione dovuta alla moltiplicazione di attività non incisive. A livello personale, la Babele interiore è l’incoerenza che suscita incertezza, amarezza, veleni. In questo sistema, la visita pastorale aiuta nella sperimentazione della bellezza della vita cristiana, che fa riscoprire l’umanità. È così che l’Arcivescovo ha spiegato come occorre un’idea umanizzante in tutta la comunità civile, per passare dalle cose periferiche a quelle centrali. «Tutti abbiamo ‘sete’ di una vita cristiana, dobbiamo riscoprire la figura di Gesù come sorgente di acqua viva, una vita che si svolge con la sapienza che Dio ci comunica». Ha riassunto in tre punti l’azione del vero cristiano: deve ascoltare il Signore, partecipare alla messa domenicale che è comunione coi fratelli e deve testimoniare con l’azione della propria vita, nel mondo a cui appartiene, soprattutto verso i giovani. Al termine della celebrazione, a nome della comunità parrocchiale, don Luciano ha donato all’Arcivescovo una stampa raffigurante S. Benedetto. Fuori dalla chiesa, mons. Boccardo è stato accolto dal suono festoso della Banda della Città per un momento di festa.

  

 

 

 

 

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