Gravi danni a Norcia, ma non ci sono vittime.

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Danni in tutto il territorio di Norcia, in parte del Comune di Cascia e con minori ripercussioni su Preci, Sellano e Poggiodomo sono stati riscontrati a seguito del terremoto verificatosi alle prime ore del 24 agosto. Nessun morto in Umbria. Alle 3.36, la terra ha tremato con un’intensità di oltre M6; a seguire, ulteriori scosse, più o meno forti che, ad ora, non accennano a cessare.

 Difficile parlare di coraggio in questo scenario ma è quanto ha fatto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo che, dalle prime ore di mercoledì 24 agosto, si è recato ad effettuare sopralluoghi, insieme al priore di Norcia, don Marco Rufini, e al parroco di Avendita, don Giuliano Medori, nelle zone della diocesi principalmente colpite. Presente anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Con lei, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, le forze dell’Ordine e la Protezione civile, mons. Boccardo ha partecipato a un breve summit, assicurando la disponibilità dei “plotone” dei volontari della Caritas. Dai sopralluoghi, sono risultate completamente inagibili tutte le chiese di Norcia: la concattedrale di S. Maria, la basilica di S. Benedetto, la chiesa dell’Addolorata. Presso l’ostello della gioventù Il Capisterium, ex seminario, soggiornava un gruppo di una parrocchia di Roma ed era appena uscito l’ultimo ragazzo dalla hall, quando il tetto è crollato. San Pellegrino risulta essere sicuramente la frazione maggiormente colpita: anche qui, chiesa inagibile e campanile che si regge per miracolo e le lancette dell’orologio si sono fermate alle 3.36. A Frascaro è caduto il portale di accesso al luogo di culto. Anche l’Abbazia di S. Eutizio, a Preci, dove san Benedetto ha appreso i rudimenti della fede, sembra essere seriamente lesionata. E la lista potrebbe continuare. «Per fortuna non ci sono state vittime, come nelle diocesi confinanti di Ascoli Piceno e Rieti – afferma mons. Boccardo – Ora, dobbiamo pensare alla ricostruzione, non solo delle strutture ma anche delle vite, già provate da più terremoti». Allo stesso tempo, il presule ha ricordato nella preghiera coloro che hanno perso la vita dall’altra parte dell’Appennino. I tecnici spiegano che la situazione sarebbe potuta essere più grave anche per la popolazione umbra, senza il sistema antisismico di ricostruzione messo in atto a seguito delle due precedenti esperienze. L’Arcivescovo si è fatto vicino alla gente, soprattutto a chi è più avanti nell’età, e ha esortato: «Coraggio, non arrendiamoci!». C’è chi non si dà pace, come un padre per la propria figlia, tornata a vivere nella casa ristrutturata soltanto lo scorso anno. C’è anche chi, pur nella disperazione, risponde: «Il Signore dà il peso ma dona anche la forza di guardare avanti». E, ancora: «Non abbiamo più la casa, è vero, ma siamo vivi». Tra le varie visite del presule, quella a don Natale Rossi, il sacerdote più anziano, 94 anni, che vive a S. Giorgio di Cascia, dove è nato ed è vissuto, tra la sua gente, come ama ricordare. L’Arcivescovo si è poi sincerato dello stato di salute delle monache di clausura e, dalle Clarisse di Norcia, ha appreso che una consacrata è stata bloccata da un armadio cadutole addosso, fortunatamente senza gravi lesioni. Per ringraziare del dono della vita, mons. Boccardo celebrerà una messa domenica prossima (28 agosto) presso il campo sportivo di Norcia. In giornata, il presule è stato contattato telefonicamente dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Citta della Pieve, e da tutti i vescovi dell’Umbria che hanno garantito la disponibilità dei propri operatori Caritas. Vicinanza anche dal card. Angelo Comastri, arciprete della basilica papale di S. Pietro in Vaticano.

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