Messaggio Padri Passionisti

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Con la semplicità di Righetto percorriamo la via del bene e affidiamoci alla Madonna


L’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e la Comunità dei Passionisti vogliono ricordare e celebrare  il 150° dalle apparizioni della Madonna della Stella, “Auxilium Cristianorum”, al fanciullo Righetto Cionchi e prendere questa “memoria” come occasione per un rinnovato impegno personale ed ecclesiale.
Erano anni straordinari e turbolenti quelli a metà del 1800. In Umbria nel 1860  arriva l’esercito piemontese che annette questa Regione, insieme alle Marche, al nuovo Regno d’Italia. Vengono promulgate le legge di soppressione degli ordini religiosi e la demaniazione dei beni ecclesiastici. Momenti difficili e ferite che solo il passar del tempo ed una lettura di fede della storia hanno potuto pacificare fino a riconoscere, come disse Paolo VI, “provvidenziale” la fine del potere temporale della chiesa. È in questo periodo che la Vergine appare al piccolo Federico Cionchi. La storia delle apparizioni e il conseguente responso della Chiesa si trovano nelle pagine precedenti di questo numero. In questo articolo approfondiamo la presenza dei Passionisti alla Madonna della Stella.

Sotto la spinta dei fatti e della devozione popolare viene portato a compimento  il Santuario che sarà solennemente inaugurato, come già detto, nel 1881.Nel 1884 il vescovo di Spoleto, mons. Elvezio Mariano Pagliari, ed il generale dei Passionisti, Beato Bernardo Silvestrelli, firmano il compromesso per affidare il Santuario alla custodia dei religiosi fondati da S. Paolo della Croce. E da allora la Madonna della Stella è legata anche alla storia dei Passionisti della Provincia della Pietà in quanto il Santuario è stato offerto alla Congregazione Religiosa in un momento in cui, dopo le leggi di soppressione, si stavano ricostruendo le comunità e la provincia dell’Ordine. Il convento, infatti, fu costruito accanto al Santuario: è stato la sede della Curia provinciale e dal 1885, in modo quasi interrotto fino al 1969, casa di formazione. Novizi e studenti vi si sono alternati vivendo sotto la protezione della Vergine, a cui hanno affidato la loro professione dei consigli evangelici. Quei giovani, nel Santuario si sono prestati con devozione anche al servizio delle funzioni religiose e all’accoglienza dei pellegrini.

Dopo la partenza degli studenti, inviati a proseguire la loro formazione nelle Università Pontificie, i locali del vecchio studentato sono diventati “Oasi” per gruppi desiderosi di vivere ritiri spirituali ed incontri di preghiera. Il terremoto del 1997 ha interrotto  ogni attività. Ora si sta restaurando il complesso e si spera possa ripartire quanto prima con l’accoglienza.
Il servizio maggiore che la comunità ha svolto, e tuttora svolge al Santuario, si esplica attraverso le celebrazioni eucaristiche e l’accoglienza di coloro che si accostano al sacramento della riconciliazione.

Gli attuali collegamenti stradali e l’ampio piazzale favoriscono un notevole afflusso di pellegrini da tutta l’Umbria, specialmente nelle domeniche e nelle feste tradizionali della Vergine. Ci sono anche pellegrinaggi da altre regioni,  in collegamento con Cascia ed Assisi.

Il Santuario della Madonna della Stella è un Santuario ove si esprime “la pietà popolare”. Quest’ultima, dicono i Vescovi italiani negli orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020, «costituisce anche ai giorni nostri una dimensione rilevante della vita ecclesiale e può diventare veicolo educativo di valori della tradizione cristiana, riscoperti nel loro significato più autentico». Il citato documento invita ad “Educare alla vita buona del Vangelo”. In questo invito, che risponde ad un’urgenza formativa, riecheggia il messaggio della Vergine a Righetto: “Sii buono”. Lo stesso messaggio da 150 anni viene ricordato al pellegrino che varca la soglia del Santuario: la bontà come senso della vita, la bontà come dono in cui traspare la tenerezza di Dio e la bontà come scelta esistenziale positiva. Tutto questo in un mondo ed in una cultura che sembrano perdere il senso del bene per rincorrere egoismi privati e di gruppo, confondendo il bene con la debolezza del “buonismo”. L’invito di Maria a Righetto rimane allora come consiglio perenne a percorrere la via del bene con la semplicità del fanciullo, che si fida ed affida alle raccomandazioni della Madre. Perché lei, Addolorata ed Assunta, sa che alla fine il bene trionfa.

Padre Luciano Temperilli, CP, Rettore del Santuario della Madonna della Stella

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