Norcia, cerimonia di accensione delle Fiaccola benedettina. L’Arcivescovo: «Custodire la memoria di S. Benedetto è fonte di orgoglio per Norcia, Subiaco e Cassino». Foto e video clip

Norcia, cerimonia di accensione delle Fiaccola benedettina. L’Arcivescovo: «Custodire la memoria di S. Benedetto è fonte di orgoglio per Norcia, Subiaco e Cassino». Foto e video clip

Norcia, cerimonia di accensione delle Fiaccola benedettina. L’Arcivescovo: «Custodire la memoria di S. Benedetto è fonte di orgoglio per Norcia, Subiaco e Cassino». Foto e video clip

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Norcia, cerimonia di accensione delle Fiaccola benedettina. L’Arcivescovo: «Custodire la memoria di S. Benedetto è fonte di orgoglio per Norcia, Subiaco e Cassino». Foto e video clip

Nel pomeriggio di domenica 1° marzo 2026 nella Basilica di S. Benedetto a Norcia è stata accesa la Fiaccola Benedettina “Pro Pace et Europa una”, preludio delle celebrazioni in onore del Santo patrono d’Europa che culmineranno nella festa liturgica del 21 marzo. Ancora una volta le Città della Terra Sancti Benedicti – Norcia, Subiaco e Cassino – hanno compiuto insieme questo semplice e significativo gesto nel luogo natale del Santo, anche se in realtà le Fiaccole erano tre, una per ogni Città.

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La cerimonia in Basilica è stata presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, alla presenza dell’Abate di S. Benedetto in Monte di Norcia, padre Benedetto Nivakoff, dell’Abate di Montecassino, padre Luca Fallica, e del parroco in solido di Norcia don Davide Tononi. Diverse le autorità civili e militari presenti, tra cui: il Prefetto di Perugia Francesco Zito, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il senatore Francesco Zaffini, il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, il vice sindaco di Subiaco Emanuele Rocchi, il sindaco di Cassino Enzo Salera. C’erano anche i figuranti dei vari cortei storici di S. Benedetto, così come i tedofori delle tre Città, che hanno ora il compito di portare nei villaggi e nelle città la luce e il messaggio di S. Benedetto racchiuso simbolicamente nella Fiaccola.

«Custodire la memoria di S. Benedetto – ha detto l’arcivescovo Boccardo nella sua riflessione – è fonte di orgoglio per Norcia, Subiaco e Cassino. Nello stesso tempo, però, è motivo di responsabilità in quanto Benedetto definisce l’identità passata e attuale della società civile ed ecclesiale. Non si tratta di richiamare qualche parola o qualche gesto del Santo, ma di lasciarsi interpellare dalla testimonianza della sua vita: la memoria allora si traduce in un impegno e in una missione. E tutti noi che siamo qui intorno alla Fiaccola di unità e di pace raccogliamo una provocazione in questo tempo confuso e disorientato, segnato da venti di violenza ed oppressione: si può ancora parlare di riconciliazione, di giustizia e di pace? Viene spontaneo pensare ai responsabili delle nazioni, a coloro che vengono definiti i signori della guerra, e a quanti traggono dalla sopraffazione di interi popoli vantaggi economici e politici. Sentiamo tutta la nostra piccolezza e ci domandiamo cosa possiamo fare per fermare la violenza, per promuovere e realizzare la giustizia e il rispetto dei diritti umani delle popolazioni. Possiamo lasciar risuonare nel profondo del nostro cuore l’esortazione di S. Benedetto: “Si prevengano l’un l’altro nel rendersi onore; si obbediscano a vicenda; non cerchino ciò che è utile per sé ma per gli altri; pratichino la carità fraterna”. Sono delle indicazioni molto concrete che possiamo applicare alla nostra vita quotidiana. Sarebbe bello se, dopo l’accensione della Fiaccola, tornassimo a casa con questo proposito: compiere un gesto di riconciliazione e di pace in famiglia, nel luogo di lavoro, nelle relazioni interpersonali. Sarà il nostro contributo serio e sincero alla costruzione della pace. Può sembrare impossibile, ma noi crediamo fermamente che c’è una fecondità segreta nei piccoli gesti della vita quotidiana. L’accensione di questa Fiaccola allora trova un significato: non è solamente un gesto culturale, storico e folkloristico, ma diventa qualcosa di pienamente umano che si rivolge alla coscienza di ciascuno e suscita una domanda. Che cosa posso fare io per costruire la pace? Questa Fiaccola vuole diffondere la luce di Benedetto, il suo modo di interpretare la vita, la sua visione di uomo e di società ispirata al Vangelo di Gesù. Essa, quindi, non è un solo un gesto della tradizione, ma diventa un’assunzione di responsabilità».

Al termine della celebrazione in Basilica, tutti si sono trasferiti in Piazza, sotto la grande statua in marmo di S. Benedetto. Dopo i discorsi dei Sindaci di Norcia, Subiaco e Cassino, i tedofori delle tre Città hanno acceso con la Fiaccola il grande tripode. È stato questo l’avvio ufficiale delle celebrazioni benedettine 2026.

 

 

 

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