Fiaccolata da Piedivalle all’Abbazia di S. Eutizio. L’Arcivescovo: «so che è difficile ripartire e ricostruire e che sono state dette tante parole vuote che hanno stancato, ma vi invito a non mollare, vale la pena ricominciare». Foto.

Fiaccolata da Piedivalle all’Abbazia di S. Eutizio. L’Arcivescovo: «so che è difficile ripartire e ricostruire e che sono state dette tante parole vuote che hanno stancato, ma vi invito a non mollare, vale la pena ricominciare». Foto.

Fiaccolata da Piedivalle all’Abbazia di S. Eutizio. L’Arcivescovo: «so che è difficile ripartire e ricostruire e che sono state dette tante parole vuote che hanno stancato, ma vi invito a non mollare, vale la pena ricominciare». Foto.

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Fiaccolata da Piedivalle all’Abbazia di S. Eutizio. L’Arcivescovo: «so che è difficile ripartire e ricostruire e che sono state dette tante parole vuote che hanno stancato, ma vi invito a non mollare, vale la pena ricominciare». Foto.
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«Cammineremo verso l’Abbazia di S. Eutizio, centro della vita religiosa, culturale e sociale di questo territorio, simbolo della violenza con cui il terremoto è entrato nella nostra vita e nella nostra storia, la cui ricostruzione dovrà rappresentare la rinascita delle nostre comunità». Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo all’avvio della fiaccolata da Piedivalle all’antico complesso monastico di S. Eutizio, nel Comune di Preci, terzo appuntamento delle celebrazioni della Diocesi per l’anniversario del terremoto del 26 e del 30 ottobre 2016.

Foto-gallery (foto Massimo Chiappini)

 

Diverse le persone accorse a questo momento di preghiera, semplice ed intenso al tempo stesso, per ringraziare il Signore che protegge da ogni male, che veglia sulle vite delle persone sempre, anche nei momenti più difficili come è stato il sisma per la zona della Valnerina. Ha coordinato la fiaccolata don Luciano Avenati, parroco dell’abbazia di S. Eutizio e vicario episcopale per la formazione della Diocesi; presenti altre tre sacerdoti: don Marco Rufini parroco di Norcia, mons. Giampiero Ceccarelli parroco di Eggi di Spoleto, cancelliere vescovile e vicario episcopale per la ricostruzione post-sisma, già parroco di S. Eutizio, e don James Crafton eremita. Tra le autorità civili e militari, Paolo Masciotti vice sindaco di Preci e il capitano Pasqualino Trotta comandate della Compagnia Carabinieri di Norcia.

Il passato (il sisma oramai ci appartiene), il presente (la precarietà che il sisma ha causato) e il futuro (la ricostruzione post sisma), così come le speranze e le attese sono state affidate ai Santi patroni delle comunità delle Valli Castoriana e Campiana. «Sentendo la lista dei Santi – ha detto l’Arcivescovo – ho pensato all’appello che si fa per formare una squadra di persone che condivide gioie e fatiche, della quale ci si può fidare. I nostri Santi camminano dinanzi a noi e ci dicono: coraggio! Con loro fanno il tifo per noi anche i nostri cari tornati alla Casa del Padre che proprio qui a S. Eutizio trovarono forza e sostegno per le sfide della vita. Lo so che è difficile ripartire e ricostruire e che sono state dette tante parole vuote che hanno stancato, ma vi invito a non mollare, vale la pena ricominciare. Noi siamo gli eredi del patrimonio di fede e d’idee di S. Eutizio: lui, come ho ricordato altre volte, in questa valle diede avvio alla primordiale forma di vita cenobitica, invitando gli eremiti presenti nel circondario a riunirsi a vivere insieme. Prima pensò alla costruzione degli uomini e poi dei muri, nello specifico dell’Abbazia che porta il suo nome. Questa ricchezza non la dobbiamo perdere, anzi – ha concluso l’Arcivescovo – la dobbiamo trasferire nei gesti quotidiani della ricostruzione che ci attende». 

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