Accesa a Norcia, in mezzo alle macerie della Basilica di S. Benedetto, la Fiaccola benedettina “Pro pace et Europa una”. Dall’8 all’11 marzo sarà a Bruxelles, presso le Istituzioni Europee. Foto.

Accesa a Norcia, in mezzo alle macerie della Basilica di S. Benedetto, la Fiaccola benedettina “Pro pace et Europa una”. Dall’8 all’11 marzo sarà a Bruxelles, presso le Istituzioni Europee. Foto.

Accesa a Norcia, in mezzo alle macerie della Basilica di S. Benedetto, la Fiaccola benedettina “Pro pace et Europa una”. Dall’8 all’11 marzo sarà a Bruxelles, presso le Istituzioni Europee. Foto.

/
/
/
Accesa a Norcia, in mezzo alle macerie della Basilica di S. Benedetto, la Fiaccola benedettina “Pro pace et Europa una”. Dall’8 all’11 marzo sarà a Bruxelles, presso le Istituzioni Europee. Foto.
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter

Sabato 25 febbraio 2017, a sei mesi dalla prima scossa di terremoto, a Norcia è stata accesa la “Fiaccola benedettina pro pace et Europa una”, che mercoledì 22 febbraio scorso è stata benedetta dal Papa. La Fiaccola è stata portata nella centrale Piazza S. Benedetto dai tedofori delle tre città benedettine, Norcia, Subiaco e Cassino. È stata consegnata a Riccardo Ammoscato della Protezione Civile Nazionale come segno di riconoscenza a quanto la ProCiv sta facendo dal 24 agosto scorso, data della prima scossa di terremoto. L’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha guidato un semplice ma intenso momento di preghiera. «Siamo a sei mesi dal terremoto – ha detto il Presule – e dinanzi a noi abbiamo le macerie della Basilica.

 

Tante cose sono state fatte, tante ancora da fare, ma guardiamo al futuro con speranza. Qui in piazza, dove tutto è lesionato, la statua di S. Benedetto non ha fatto una mossa, è il simbolo della solidità e della stabilità di questo sisma. E accendere la Fiaccola è un grande valore di speranza: dalle macerie lanciamo un grande messaggio all’Europa, che sembra aver perso l’anima ed è un Continente “vecchio”, che ha ancora un grande bisogno dell’umile e forte carisma di S. Benedetto. Il nostro patrono la aiuti a ritrovare la consapevolezza delle comuni radici cristiane. Ma il messaggio della Fiaccola – ha proseguito mons. Boccardo – sarà credibile e anche efficace solo se i primi ad imitarlo saremo noi che siamo qui, senza deleghe, impegnandoci per una vita onesta, coerente e generosa verso Dio e verso gli uomini».

Poi, l’accensione della Fiaccola in mezzo alle macerie della Basilica di S. Benedetto da parte dell’Arcivescovo, dell’abate di Montecassino Donato Ogliari e del priore dei benedettini di Norcia padre Benedetto Nivakoff. Presenti i tre sindaci delle città benedettine: Nicola Alemanno di Norcia, Carlo Maria D’Alessandro di Cassino e Francesco Pelliccia di Subiaco. Le molte persone accorse hanno potuto vedere l’accensione grazie ad un maxi schermo posizionato dinanzi al palazzo municipale. Hanno portato il loro saluto l’Abate di Montecassino e i Sindaci. Ad Alemanno, “padrone” di casa, il compito di dare lettura del messaggio di benedettino 2017: «Nel sessantesimo anniversario della firma del Trattato di Roma, le città di Norcia, Subiaco e Cassino ribadiscono la loro convinzione che i popoli e i responsabili della politica mondiale possano trovare nei valori e nel programma di vita di San Benedetto un vigoroso impulso all’edificazione di un ordine morale internazionale basato sulla Giustizia e sulla Pace. Ogni anno le tre città benedettine affidano questi valori alla Fiaccola “pro Pace et Europa una”, una staffetta simbolica della luce e della pace di San Benedetto, scortata da giovani tedofori sulle strade di tutta Europa e negli altri Continenti. Dal 1964, in coincidenza con gli avvenimenti storici di volta in volta più significativi, la Fiaccola è stata accesa in quasi tutte le capitali delle Nazioni Europee, coinvolgendo la partecipazione delle massime autorità politiche e religiose dei diversi Paesi visitati. Ogni anno – com’è accaduto lo scorso 22 febbraio con papa Francesco – la Fiaccola è accolta e benedetta dal Santo Padre in Vaticano. Quest’anno però si è aggiunta una nota diversa, che ci spinge a far sì che la Fiaccola che ha illuminato l’Europa brilli ancora di più. Norcia ed altre numerose realtà del Centro Italia, sono state ferite, e con esse è stata ferita anche l’Europa dei popoli e delle nazioni, quella fondata sulle comuni radici storiche, religiose, culturali e umanistiche. Questa Europa, dallo scorso agosto, si è trovata a dover soccorrere, aiutare, farsi prossima delle popolazioni che, in una notte, hanno perso quasi tutto. Forse, anzi sicuramente, non tutto è perduto. Tutto potrà rinascere. Da qualche settimana l’Italia guida il Parlamento Europeo, in una coincidenza che nessuna sceneggiatura avrebbe potuto comporre. La globalizzazione ha frammentato il mondo, i populismi lo lacerano e gli individui sono sempre più isolati. Il massimo organo assembleare rappresentativo del Vecchio Continente potrà davvero iniziare da una nuova scintilla di vita ad essere segno di rinascita, di azione e linfa nuova. Quale il valore di una tragedia nel panorama storico e umanistico europeo? Le tre città benedettine possono essere “la Fiaccola”: Norcia la città natale del Patrono d’Europa, Subiaco la città dove Benedetto ha maturato i fondamenti del suo pensiero e Cassino il luogo dove il pensiero, facendosi parola e azione, ha posto le basi del nostro essere e sentirci europei. In questo 2017 la Fiaccola Benedettina dal Belgio illuminerà tutto il Continente: la culla del Patrono, sfregiata dal sisma, si offre come culla di una politica nuova, che abbatta le distanze e rafforzi i legami di fratellanza. Per questo le Città benedettine chiedono all’Europa – che nei mesi scorsi ha già dimostrato concretamente la sua vicinanza e il suo sostegno alla città di Norcia – di diventarne con umiltà e fedeltà, le capitali simboliche. Mentre il mondo guarda all’Europa, l’Europa guardi a Benedetto affinché la luce che lo ha ispirato possa illuminare il Parlamento Europeo e diffondersi concretamente verso tutti i cittadini europei, senza escludere nessuno. Quest’anno l’Europa festeggia anche il trentesimo anniversario del Programma Erasmus, il progetto che permette ai giovani europei di studiare, formarsi, lavorare e fare volontariato all’estero; progetto che finora ha già sostenuto più di 5 milioni di studenti. È soprattutto a loro che rivolgiamo l’invito a condividere con noi questo messaggio di pace. Essi sono già il presente, ma sono anche la speranza e il futuro. Sono loro che guardano in avanti e che aiutano anche noi a farlo. Cambiando Paesi, città, esperienze, piani di studio, essi generano nuove idee attraverso tutta l’Europa. È a questi giovani, dunque, che rivolgiamo il nostro appello: “L’Università è l’universo”, diceva pochi giorni fa Papa Francesco in visita ad un Ateneo romano. L’Europa ha bisogno di sentirsi nuovamente un “universo”, partendo da quei valori che questa sera condividiamo insieme. Come quindici secoli fa, fu un giovane di Norcia che decise di andare a Roma da dove raggiunse poi Subiaco e Montecassino e, senza progettarlo, pose le basi per la rifondazione dell’Europa, così i giovani europei di oggi siano il segno concreto della rinascita del nostro Vecchio Continente. Noi, con umiltà e speranza, lo auspichiamo vivamente nel nome del giovane San Benedetto, nostra Luce perenne».

Dall’8 all’11 marzo la fiaccola sarà a Bruxelles presso le istituzioni europee per rimettere al centro del vecchio continente il messaggio di s. Benedetto e per chiedere all’Europa che non dimentichi le zone dell’Italia centrale colpite dal sisma.

[sfx api=”flickr” album=”72157677296702724″ private=”1″]

ultime pubblicazioni

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

ultime pubblicazioni

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Seguici su Facebook