“Una finestra sul mistero”: è il titolo della mostra di Icone di Tiziana Pieruz che si tiene dall’8 al 24 agosto 2025 in Via dell’Arringo a Spoleto (sotto il Palazzo Arcivescovile, all’inizio della parte alta della scalinata del Duomo); sarà aperta, con ingresso libero, dalle 10.00 alle 19.00. La mostra è stata inaugurata nel pomeriggio di venerdì 8 agosto ed erano presenti diverse persone, tra cui: l’arcivescovo Renato Boccardo, il vice sindaco di Spoleto Danilo Chiodetti, l’iconografa Tiziana Pieruz accompagnata dal marito Claudio. Tra le icone esposte, alcune ripropongono gli elementi principali del Duomo di Spoleto (Santissima Icone, il crocifisso del Sotio, il volto del Cristo della facciata) e una raffigura Santa Rita da Cascia.
«Abbiamo voluto questo momento – ha detto mons. Boccardo – per sottolineare una novità: forse è la prima volta che nella nostra città troviamo una raccolta di immagini particolari definite le icone. Vorrei raccogliere due pensieri. Il primo viene dall’affermazione dello scrittore Fëdor Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”. In un mondo ferito come quello nel quale noi viviamo, disorientato e impaurito, impressionato continuamente dalle immagini delle armi e della violenza, vedere qualche cosa di bello credo ci richiama all’aspetto più interiore della persona umana. Le cose belle ci aiutano anche ad attraversare i momenti difficili. E allora abbiamo voluto questa mostra per aiutarci a non dimenticare la nostalgia connaturale che ci portiamo dentro per le cose belle che danno senso e danno significato alla vita. Poi – ha proseguito l’Arcivescovo – c’è una seconda espressione che vorrei richiamare e che è il titolo della mostra:
“Una finestra sul mistero. Le icone, sappiamo, vengono dalla tradizione orientale della Chiesa bizantina e vogliono farci entrare in contatto con quanto è rappresentato sulla tavola; sono come delle finestre che si spalancano su qualcosa di misterioso ma non per questo non esistente, non per questo lontano da noi. Esse, dunque, alimentano una curiosità su cosa c’è dentro queste immagini che si riferiscono alla vita di Gesù e alla storia dei Santi. Fanno emergere la dimensione del mistero che fa parte dell’essere umano».
Poi, ha preso la parola l’iconografa Tiziana Pieruz, che è dello stesso paese di mons. Boccardo, S. Ambrogio di Torino. «Ringrazio don Renato – ha detto – per la possibilità di questa mostra. Lui è l’ispiratore di diverse icone che qui sono esposte. Esse sono fatte in legno di tiglio, telato e gessato. Si lavora con le terre, con tutti i pigmenti naturali; la doratura è in oro zecchino in foglie e sotto l’oro viene messo il bolo; poi c’è il blu del lapislazzuli, le ocre, il rosso del monte Amiata; molte pietre, invece, vengono dall’estero. Lo stile è bizantino e in alcuni casi più italico».


















