“Parroco di campagna, studioso illustre”: è il titolo della piccola brochure preparata in occasione del 45° anniversario della morte di don Ansano Fabbi, sacerdote con la passione per gli studi di storia e di arte locale, che è stato ricordato con una Messa celebrata dall’Arcivescovo a Todiano di Preci, paese dove è nato e dove infine è stato parroco, nel pomeriggio del 13 agosto 2025. Con mons. Boccardo ha concelebrato il parroco dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci don Dieudonné Mutombw Tshibang. Erano presenti tante persone, soprattutto di Todiano ed Abeto che, nel periodo estivo, tornano a riempirsi grazie al ritorno di chi in questi piccoli borghi ha le origini. E Todiano vanta una particolarità: mentre da tutti i paesi della Valnerina la gente nel passato è emigrata a Roma, da Todiano le persone sono andate in Toscana. C’erano naturalmente anche le autorità civili, tra cui il sindaco di Preci Massimo Messi, il consigliere regionale Paola Agabiti, altri primi cittadini della Valnerina, autorità militari e i presidenti della Comunanza Agraria e della Pro Loco di Todiano. C’era anche la nipote di don Ansano, sorella di un altro prete nato proprio a Todiano e morto da qualche anno, don Oscar Battaglia.
L’omelia dell’Arcivescovo. «Siamo qui – ha detto mons. Boccardo nell’omelia – per ricordare il ministero di don Ansano, parroco di campagna, ma anche studioso illustre capace di scavare nella memoria del tempo e raccontare così alla gente le loro radici. Ha riscoperto una cultura cristiana che ha vitalizzato lungo i secoli la vita di questi paesi. La nostra commemorazione, però, non è solo esercizio di storia – don Ansano ha detto o ha scritto -, ma deve diventare una lezione di vita. Guardando alle persone che ci hanno preceduto nella Casa del Padre, infatti, siamo chiamati ad abitare il tempo così come hanno fatto loro, per essere discepoli della verità secondo le circostanze che stiamo vivendo. È quanto ha fatto don Ansano, che nel suo testamento ha scritto: “Fate al modo di utilizzare al massimo la vita che avete”».
Il busto a don Ansano. Al termine della Messa è stata presentata la piccola brochure in onore di don Ansano preparata dal “Comitato per don Ansano Fabbi”, presieduto da Aristide Bucchi, che ha vede come coordinatrice culturale Caterina Comino. Sono intervenuti per un saluto il sindaco di Preci Massimo Messi, lo stesso Bucchi, il sindaco di Cascia Mario De Carolis (don Ansano fu parroco a Maltignano di Cascia) e il vice sindaco di Visso Sara Tomani (don Ansano svolse il suo ministero anche a Mevale). Al termine, c’è stata l’inaugurazione di un busto in bronzo di don Ansano realizzato da Roberta Passantino.
Profillo biografico di don Ansano Fabbi. Nacque l’11 febbraio 1916 a Todiano di Preci, un paesino di 300 abitanti affacciato sulla Valle Castoriana, che aveva visto fiorire fin dal III secolo numerosi monasteri e cenobi prebenedettini. Ottavo di dieci figli, nacque in una famiglia molto religiosa: altri due suoi fratelli erano preti, don Fabio (che fu rettore del Seminario regionale di Assisi) e don Pio. Ordinato sacerdote il 13 agosto 1939, fu nominato parroco a Roccanolfi di Preci. Dopo una breve parentesi come cappellano militare a Torino, fece ritorno alla sua prima parrocchia, poi passò a quella di Maltignano di Cascia e, infine, nelle parrocchie riunite di Abeto, Todiano e Montebufo dove rimase fino alla morte, avvenuta il 20 novembre 1980. Durante gli anni di sacerdozio restaurò con i suoi risparmi le chiese di Roccanolfi, Maltignano, Abeto, Todiano e Montebufo, conservando e curando le opere d’arte che vi erano custodite, e raccolse nei suoi libri le antiche tradizioni della gente di montagna in quanto ritenute importanti manifestazioni
cli cultura. Coltivò con passione gli studi di storia ed arte locale come autodidatta, acquisendo una cultura vasta e profonda tale da essere consultato da persone di alta cultura, professori universitari, sovrintendenti ai monumenti e alle biblioteche, archivisti, studenti universitari. Pubblicò una trentina di opere e centinaia di articoli in riviste di cultura e giornali di divulgazione: una produzione di grande valore storico, indispensabile per chi intenda conoscere la storia e l’arte della Valnerina. Per i suoi studi e le sue ricerche di archivio ebbe il “Diploma di medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte” da parte del Presidente della Repubblica e del Ministero della Pubblica Istruzione; gli fu riconosciuta la cittadinanza onoraria delle città di Visso e di Cascia, e ricevette l’apprezzamento di papa Giovanni Paolo Il, al quale, in occasione del suo pellegrinaggio a Norcia per le celebrazioni del XV centenario della nascita di San Benedetto, furono donati i suoi libri (Notizie biografiche tratte da Oscar Battaglia in Folklore in Valnerina a cura di Pierluigi Valesini, Edizioni Era Nuova, 1997).


















