Domenica 10 agosto 2025 l’Arcivescovo ha presieduto il pellegrinaggio giubilare con i fedeli della parrocchia dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, con partenza dalla piazza di Poggio di Croce e arrivo alla chiesa di Santa Giuliana a Collazzoni. Molti i fedeli presenti, tra cui il sindaco Massimo Messi e i presidenti delle Comunanze Agrarie locali. “Regista” premuroso della buona riuscita del pellegrinaggio è stato il parroco don Dieudonné Mutombw Tshibang. Erano rappresentante, con tanto di gonfalone del Santo patrono, gran parte delle frazioni del territorio delle valli preciana e castoriana.
Prima di avviare il pellegrinaggio mons. Boccardo ha sottolineato come «tutta la nostra vita sia un pellegrinaggio. È bello allora oggi volgere il nostro pensiero a quanti prima di noi hanno percorso queste strade a piedi, a dorso di animali, con le automobili». Nella prima sosta mons. Boccardo ha invitato i presenti ad allargare gli orizzonti e pensare dunque al mondo ferito dalla guerra: «Ogni giorno vediamo le stesse notizie di violenza e di morte, rischiando di perdere la sensibilità. Preghiamo per la pace nel mondo, preghiamo per quelle generazioni che stanno crescendo nell’odio e nell’indifferenza». Infine, nella tappa prima di giungere a Collazzoni, il Presule ha ricordato i defunti che – ha detto – «hanno irrorato con il sudore della
loro fronte queste vallate. Non sono scomparsi con la morte, ma sono nella casa di Dio e da lì si prendono cura di noi e ci vogliono ancora più bene di quando erano sulla terra perché partecipano della pienezza della vita».
Giunti nella chiesa di Santa Giuliana a Collazzoni c’è stata la celebrazione eucaristica e nell’omelia mons. Boccardo ha esortato i fedeli presenti a non sprecare la vita, a scoprire qual è il tesoro per cui vale la pensa affannarsi. «Noi siamo dei pellegrini e non dei vagabondi», ha detto. «Sappiamo da dove siamo partiti e dove dobbiamo arrivare, non giriamo senza una meta, come invece fa il vagabondo. E la nostra meta è la vita piena nella casa di Dio che stiamo costruendo qui sulla terra con i pensieri, con le parole e con le azioni di ogni giorno». Al termine della Messa il sindaco Messi ha
consegnato all’Arcivescovo una targa a ricordo della giornata giubilare. Poi, ha preso la parola don Dieudonné: «Grazie Eccellenza, è giunto tra noi come semplice pellegrino e questo ci ha onorato. Nel territorio della parrocchia abbiamo 57 chiese crollate o lesionate dal terremoto del 2016, famiglie che hanno perso le case e perfino la fede e la speranza. C’è bisogno di tanta voglia di rinascita, soprattutto nella fede, nella carità e nelle relazioni. Le assicuriamo la nostra preghiera». Mons. Boccardo ha quindi preso la parola e ha lanciato una provocazione: «Don Dieudonné ci ha detto delle tante chiese. Certamente le recupereremo tutte. Ma a cosa serve tutto ciò se non ci sono i cristiani? Le chiese sono luoghi della fede e non dei musei. E allora: impegniamoci tutti di più nel trasmettere ai nostri figli la sapienza del Signore».


















