Storia Archidiocesi

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La Chiesa spoletina: una storia ricca di idee, uomini ed eventi

L’Archidiocesi di Spoleto-Norcia si estende nella parte meridionale della regione Umbria e il suo territorio è situato nelle due province di Perugia e Terni. Nel 1986 Giovanni Paolo II ha soppresso l’Archidiocesi di Spoleto e la Diocesi di Norcia, già unite in persona episcopi dal 1972, costituendo l’Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Primo Arcivescovo della nuova realtà ecclesiale è stato Ottorino Pietro Alberti. Insieme a Terni-Narni-Amelia e Orvieto-Todi non è parte della Metropolia di Perugia-Città della Pieve, ma è immediatamente soggetta alla Santa Sede. L’Archidiocesi è suddivisa in nove vicariati foranei e comprende 25 comuni: Spoleto, Norcia, Acquasparta, Arrone, Bevagna, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Foligno, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Polino, Preci, S. Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano, Terni, Trevi e Vallo di Nera.  Il territorio diocesano si estende su una superficie di 1836 chilometri quadrati; 104.124 sono gli abitanti; 75 le parrocchie; 134 i sacerdoti (diocesani e religiosi).

Spoleto, a partire dall’età costantiniana, conobbe un periodo di splendore, favorito dalla viabilità, che proseguì sotto Teodorico. Dopo la conquista longobarda del 576 e la fondazione del ducato, iniziò una ascesa che la inserì significativamente nella realtà italiana ed europea. Il ducato abbracciava una vasta area della valle spoletana e della montagna, addentrandosi nelle Marche, fino a Fano e Osimo, nel chietino fino ad Ortona, in Sabina e  fino a Sora e Arpino.
L’evangelizzazione di Spoleto, invece, secondo la tradizione, sarebbe avvenuta in età apostolica, tuttavia le più antiche passiones non vanno oltre il V-VI secolo. Particolare fortuna ebbe il culto di S. Sabino, attestato da Gregorio Magno e Paolo Diacono. La passione detta dei XII Siri è il racconto mitizzato di un fatto storico: l’immigrazione a Spoleto di monaci orientali, parimenti testimoniata da Gregorio Magno.

La tradizione colloca le origini dell’episcopato spoletino ai tempi di San Pietro: la passio di S. Brizio, primo vescovo di Spoleto, asserisce che il santo sarebbe stato consacrato vescovo di questa Chiesa dallo stesso S. Pietro; la serie dei vescovi di Spoleto, suffragata da documenti ineccepibili, inizia con Ceciliano il cui pontificato è certo nel 352 e cessa nel 380. Tra i vescovi del IV secolo va ricordato Spes, eletto dopo il 380, il quale, come il contemporaneo Ambrogio di Milano, ricercò i corpi dei martiri e ne cantò, come Papa Damaso a Roma, le gesta, per cui fu chiamato il Damaso dell’Umbria. Gli successe Achilleo che, nel 419, dalla corte di Ravenna fu inviato a Roma per presiedere alle funzioni pasquali e fu pure incaricato di organizzare il Concilio che si sarebbe dovuto tenere a Spoleto nel giugno dello stesso anno. A lui si deve la costruzione della basilica di S. Pietro extra moenia.
Per il periodo medioevale è da ricordare Andrea il quale, nel 1067, istituì la Canonica del duomo e iniziò i lavori di rinnovamento della cattedrale ove, nel 1232, presente Gregorio IX, fu canonizzato S. Antonio di Padova. Successivamente Bartolomeo Accoramboni, fondatore dell’ospedale della Stella, nel 1253 ebbe da Innocenzo IV l’incaricò di istruire il processo di canonizzazione di S. Chiara d’Assisi.

Dopo le cospicue presenze monastiche già attestate dagli scritti di Gregorio Magno, con il Medioevo arrivarono i mendicanti. Durante il secolo XIII si insediarono in città, che fu sede della “custodia vallis”, i Frati Francescani. I Domenicani vi giunsero nel 1247, in quello che fu il primo convento voluto dall’Ordine. Gli Agostiniani Brettinesi, giunti nel 1249, si trasferirono nel 1263 a S. Nicolò. Poco prima della loro soppressione, disposta dal II° Concilio di Lione del 1274, vennero a Spoleto anche i Saccati. I Servi di Maria furono in città dal 1273. Particolarmente vivace, sia in città che nel territorio, fu il movimento penitenziale femminile.

Dal 1448, per circa un secolo, la Chiesa spoletina fu retta da tre Vescovi della famiglia Eroli. A Berardo (1448-1474), si deve la decorazione absidale del duomo, realizzata da fra Filippo Lippi. Dopo gli Eroli, per oltre un secolo, si successero Cardinali, o Vescovi elevati poi alla dignità cardinalizia, tra cui Maffeo Barberini (1608-1617), poi Papa nel 1623, col nome di Urbano VIII, che promosse il rinnovamento della cattedrale.

Il territorio di Norcia fu, invece, evangelizzato, secondo la tradizione, da S. Feliciano; il primo Vescovo documentato è tuttavia Stefano, che appare alla fine del V secolo. Verso l’anno 603 la cura di questa comunità fu affidata a Crisanto, vescovo di Spoleto. Nei secoli VI/VII furono inglobate a Spoleto le vicine diocesi di Bevagna, Spello, Trevi, Terni e Norcia.

Dopo il periodo dell’ingrandimento territoriale della Diocesi iniziò quello degli smembramenti: nel 1218 Terni ebbe nuovamente la sede vescovile; nel 1586 Sisto V staccò Pieve Torina e altri territori per compensare Camerino della perdita di S. Severino. Nel 1772 fu distaccato il territorio di Spello e del Subasio, che vennero annessi a Foligno. Il 15 gennaio del 1821 fu staccata Norcia, con un territorio di circa cento parrocchie. Pio VII, per compensare Spoleto della perdita subita, con la “Pervetustam episcopalium civitatem origine”, elevò Spoleto a sede arcivescovile, la prima dell’Umbria.

Nel 1969 l’Arcivescovo di Spoleto Ugo Poletti, piemontese come l’attuale Presule, fu promosso Cardinale Vicario della Diocesi di Roma. Negli anni 1971-72, Arcivescovo era il fiorentino Giuliano Agresti,  dalla Diocesi di Spoleto è passata a quella di Rieti la zona di Leonessa e furono fatte cessioni di parrocchie alla Diocesi Terni.

Dopo la ricostituzione della diocesi di Norcia, il primo Vescovo fu Gaetano Bonanni (1821-1843) e l’ultimo è stato Alberto Scola, che rinunciò nel 1972. La Diocesi due mesi dopo fu unita a Spoleto nella persona di Giuliano Agresti, Arcivescovo di Spoleto e Vescovo di Norcia; l’unione piena è stata decretata il 30 novembre del 1986. Furono soppresse le due Diocesi di Norcia e di Spoleto e fu creata l’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, staccandone però il Vissano e le altre zone in provincia di Macerata.

Questa Chiesa locale è conosciuta nel mondo per i suoi numerosi santi, tra cui primeggiano S. Benedetto da Norcia, S. Rita da Cascia e S. Chiara da Montefalco.

Collegato a Spoleto è Annibale della Genga (1760-1829), poi divenuto papa Leone XII, che nel 1827 mandò come Arcivescovo nella sua città Giovanni Maria Mastai Ferretti che, poi, divenne Papa col nome di Pio IX. Ma da questa terra vennero numerosi Cardinali e Vescovi, tra cui, per ricordarne alcuni del secolo XX: Basilio Pompili, Cardinale Vicario Generale della Diocesi di Roma; Pietro Gasparri, Cardinale Segretario di Stato del Papa, il cui nome è legato ai Patti Lateranensi del 1929; Silvio Gasperini, Vescovo di Anagni; Domenico Ettorre, Vescovo di Nocera Umbra e Gualdo Tadino; Alessio Ascalesi, Cardinale Arcivescovo di Napoli; Giovanni Capobianco, Vescovo di Urbania e S. Angelo in Vado; Carlo Falcinelli, Vescovo di Jesi. Sono viventi Giuseppe Chiaretti, già Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e Gino Reali, attuale Vescovo di Porto-S. Rufina. Nel territorio della nostra Archidiocesi è nato, a Cerreto di Spoleto, anche l’attuale Arcivescovo di Siena-Montalcino-Colle Val d’Elsa, Antonio Buoncristiani, del clero di Foligno.

Mons. Giampiero Ceccarelli

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