Solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Sedersi a mensa con Gesù diventa scuola dove si impara a vivere. È uno stile completamente diverso dall’anonimato intristito e dall’indifferenza sfiduciata che caratterizzano la società nella quale viviamo»

Solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Sedersi a mensa con Gesù diventa scuola dove si impara a vivere. È uno stile completamente diverso dall’anonimato intristito e dall’indifferenza sfiduciata che caratterizzano la società nella quale viviamo»
corpusdomini2013

Solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Sedersi a mensa con Gesù diventa scuola dove si impara a vivere. È uno stile completamente diverso dall’anonimato intristito e dall’indifferenza sfiduciata che caratterizzano la società nella quale viviamo»

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Solennità del Corpus Domini. L’Arcivescovo: «Sedersi a mensa con Gesù diventa scuola dove si impara a vivere. È uno stile completamente diverso dall’anonimato intristito e dall’indifferenza sfiduciata che caratterizzano la società nella quale viviamo»
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È stato celebrata, domenica 2 giugno, la solennità del Corpus Domini a Spoleto, presieduta dall’arcivescovo mons. Renato Boccardo. La basilica di S. Domenico, gremita di persone, ha ospitato la santa messa, prima della processione per le vie della città fino alla chiesa cattedrale di S. Maria Assunta.

Nell’omelia, l’Arcivescovo ha parlato di sperimentare la gioia dell’incontro a tavola, che è scuola di gratuità e di dono, di semplicità e di tenerezza, palestra di autentico silenzio dove però tutto trova una voce. «Sedersi a mensa con Gesù – ha detto – diventa scuola dove si impara a vivere come Lui, scuola dove tutto si riannoda, senza l’assillo di dover spiegare tutto e di tutto fare un bilancio. È uno stile completamente diverso dall’anonimato intristito e dall’indifferenza sfiduciata, dalla fretta e dalla competitività che caratterizzano la società nella quale viviamo».

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L’eucaristia rende presente Gesù, vero uomo e vero Dio, e nel pane che riceviamo Egli comunica i suoi sentimenti e le sue virtù, soprattutto il suo amore a Dio e al prossimo. «Eppure – ha proseguito il presule, citando un autore contemporaneo – “ci comportiamo con Dio come col pane: quando la tavola è piena di tanti cibi, quello che avanza è sempre il pane”. Colui che si mette da parte è sempre Dio e capita, così, di vivere come se Dio non ci fosse. Come nella dieta la prima cosa che si toglie è il pane, allo stesso modo nel vortice della vita odierna è sempre Dio ad essere messo in disparte. E così inizia un reale impoverimento, la carenza delle risorse spirituali che rendono deboli, vulnerabile di fronte ai virus velenosi della mentalità corrente». Mons. Boccardo ha ribadito quindi l’importanza della partecipazione alla messa domenicale, prima testimonianza missionaria nel mondo di oggi per il cristiano e da dove si diffonde il buon profumo di una vita nuova, diversa dal conformismo che tutti ci attanaglia». Ha infine citato Papa Francesco che, recentemente, ha divulgato alcuni ‘atteggiamenti’ necessari per vivere autenticamente l’eucaristia: non lasciarsi imprigionare dalle ideologie di moda e custodire e conservare un’autentica libertà interiore; evitare la contestazione sistematica e lo spirito ipercritico con il pretesto di autenticità ed esigenza di collaborazione; non isolarsi dalla Chiesa diocesana e dalla Chiesa universale, conservando una comunione sincera con i pastori e con il magistero; crescere, ogni giorno, in consapevolezza, in zelo, in impegno e in irradiazione missionaria.

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