Pellegrinaggio “sui passi dei martiri per professare la fede”. Il card. Comastri ai ragazzi: «Oggi, molti mali vengono dai modelli sbagliati che si seguono. La vita è una sola, bisogna spenderla bene»

Pellegrinaggio “sui passi dei martiri per professare la fede”. Il card. Comastri ai ragazzi: «Oggi, molti mali vengono dai modelli sbagliati che si seguono. La vita è una sola, bisogna spenderla bene»
suipassideimartiri2013

Pellegrinaggio “sui passi dei martiri per professare la fede”. Il card. Comastri ai ragazzi: «Oggi, molti mali vengono dai modelli sbagliati che si seguono. La vita è una sola, bisogna spenderla bene»

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Sabato 15 giugno, sono stati oltre 650 coloro che sono partiti dalle parrocchie dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia in pellegrinaggio a Roma “sui passi dei martiri per professare la fede”: ragazzi che hanno ricevuto la cresima in questo Anno Pastorale 2012-2013 o che la devono ancora ricevere, accompagnati da sacerdoti, catechisti e da alcuni genitori. Guida speciale del pellegrinaggio è stato l’arcivescovo Renato Boccardo e la giornata è stata organizzata dal Centro di Pastorale giovanile diocesana, coordinato da suor Annamaria Lolli. A tutti è stata consegnata una bandata con impresso il tema della giornata.

All’arrivo, i ragazzi sono stati accolti dall’Arcivescovo, accanto al colonnato di piazza S. Pietro e scortati all’ingresso dei Giardini Vaticani, dove sono stati introdotti con alcuni canti. «Sappiamo di essere qui non per turismo ma per un’esperienza di fede – ha detto mons. Boccardo – Siamo venuti per trarre ispirazione dal messaggio dei santi, per seguire il loro esempio».

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Poi, l’incontro presso la grotta della Madonna di Lourdes, con il card. Angelo Comastri, arciprete della Basilica di S. Pietro in Vaticano, che ha “messo in guardia” i ragazzi in merito ai personaggi d’esempio che si tende a seguire: «Oggi, molti giovani seguono dei ‘modelli’, ma bisogna stare attenti a quali. Credo che molti mali odierni vengono dai modelli sbagliati che si seguono». Ha così tracciato il vissuto del beato Giovanni Paolo II: orfano di madre a 9 anni, aveva perso già il fratello per un epidemia e già lavorava quando, a 21 anni, tornando a casa, trovò morto il padre. Solo, si guarda attorno e vede gli orrori della guerra (Cracovia è a 20km da Auschwitz). Decide così di abbandonare gli studi di filologia quasi al termine, lasciare l’accademia teatrale che stava seguendo ed entrare in seminario clandestino, con questa motivazione: “l’uomo lontano da Dio diventa feroce; spenderò allora la vita per aprire strade a Dio nella storia degli uomini”. E quando diventò papa, il 16 ottobre 1978, gridò “Sia lodato Gesù Cristo!”: un gesto che stupì, visto che i pontefici non avevano mai pronunciato discorsi prima di allora. Per lui, è stato un modo per dire: “ora che sono papa, continuo quello che ho deciso in gioventù. Lo scopo è Lui, aprire strade a Gesù”.

Un esempio di vita spesa pienamente, quella di Giovanni Paolo II, fino all’ultimo giorno. Il cardinal Comastri ha poi ricordato anche madre Teresa di Calcutta e il suo messaggio: “La vita è una sola e bisogna spenderla bene”. Ha così lasciato i ragazzi con un’incitazione: «Auguri a tutti voi per questa giornata ma, molto di più, per la vostra vita».

Al termine della visita ai Giardini Vaticani, i quattordici pullman si sono trasferiti presso le Catacombe di S. Callisto, tra le più grandi delle cinque visitabili di Roma. Qui, dopo aver assistito alla drammatizzazione di tre martiri sepolti, per secoli, nel luogo divisi in tre gruppi, i ragazzi sono scesi nei sotterranei per la visita guidata.

Sono seguiti dei giochi e, al termine, l’Arcivescovo ha concluso la giornata con un momento di preghiera. «Gesù ci dice: “Voi siete la luce del mondo e il sale della terra”. Insieme ai vostri genitori, catechisti e sacerdoti, vi dico di essere ragazzi in gamba. Il cardinale ci ha detto che la vita è una sola, non possiamo sprecarla. E, ricordando Giovanni Paolo II, l’altro insegnamento: “Voglio vivere la mia vita perché è solo una”. Vediamo di imprimere queste parole nel nostro cuore e diciamo “Signore, siamo pronti a vivere la vita come Tu ci hai insegnato”».

Ai ragazzi è stato consegnato un cartoncino in cui da un lato c’è scritto “Io c’ero” e, dall’altro, “Io mi impegno” con le varie proposte scaturite dall’esempio dei martiri. Mons. Boccardo ha invitato, chi se la sentisse, a sottoscrivere questo impegno.

Il prossimo appuntamento, per bambini e non solo, è per il 27 giugno a Spoleto (S. Gregorio), con la giornata “E-state con noi”, promossa dalla Pastorale giovanile e che darà il via alle attività estive.

 

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