Solenne pontificale dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Il riscatto dall’attuale depressione della vita cristiana incomincia da una madre che, perché umile, ha saputo dire di sé: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente». Omelia. Foto.

Solenne pontificale dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Il riscatto dall’attuale depressione della vita cristiana incomincia da una madre che, perché umile, ha saputo dire di sé: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente». Omelia. Foto.

Solenne pontificale dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Il riscatto dall’attuale depressione della vita cristiana incomincia da una madre che, perché umile, ha saputo dire di sé: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente». Omelia. Foto.

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Solenne pontificale dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Il riscatto dall’attuale depressione della vita cristiana incomincia da una madre che, perché umile, ha saputo dire di sé: grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente». Omelia. Foto.

La mattina di giovedì 15 agosto 2024 l’arcivescovo Renato Boccardo ha presieduto il solenne pontificale in Duomo, alla presenza di numerosi fedeli. Presente il vice sindaco Stefano Lisci con il gonfalone della Città. La liturgia è stata animata dalla corale diocesana, diretta da Mauro Presazzi, con all’organo Angelo Silvio Rosati. Il servizio all’altare è stato curato dai seminaristi e ministranti, coordinati dal cerimoniere don Pier Luigi Morlino.

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OMELIA

Nell’omelia il Presule ha sottolineato come «molti cristiani non sentono più l’urgenza e la bellezza di annunciare e testimoniare Gesù Cristo agli altri, uniformandosi in qualche modo al “nichilismo contemporaneo” o a quel “relativismo culturale” che mette sullo stesso piano ogni tipo di credenza religiosa o parareligiosa, come se una valesse l’altra. E così dimenticano di essere portatori di una spiritualità che offre alle persone e alla società un orizzonte di senso più alto e più ampio». «Dobbiamo chiederci – ha proseguito mons. Boccardo – se non ci stiamo rassegnando ad essere come una colonia di insetti, certo evoluti e ingegnosi, ma costruttori di una società che ha paura della vita e diffida della speranza. Scopriamo di avere politiche da amministrazione di condominio, aspettative di vita giovanilistiche, distanze umilianti e in crescita fra ricchi e poveri, uomini e donne, vecchi e bambini, influencer e anonimi, onesti e furbi. Nello spaesamento dell’incertezza, cresce il fascino della chiusura in spazi ristretti e orizzonti limitati e angusti». E l’Arcivescovo non ha dubbi sul fatto che «l’unica vera possibilità perché la nostra vita non insista, in una frustrazione continua, sull’esito dei propri sforzi è incontrare Qualcuno (Gesù, ndr) che sia all’altezza del bisogno grande che ci abita, capace non solo di abbracciare tutta la nostra umanità, ma di salvarla tutta in una valorizzazione infinita». «In questo modo – ha concluso il Presule – la festa dell’Assunta che celebriamo ci ricorda che il Signore non si contenta di “prendere a prestito” la nostra umanità; Egli vuole, piuttosto, farla sua. L’Assunta è Vergine e Madre, senza pregiudizio di entrambe. Il riscatto dall’attuale depressione della vita cristiana (e dell’umano che ci è comune) incomincia forse proprio da qui: da una madre che, perché umile, ha saputo dire di sé: “grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”». Al termine della Messa c’è stata la benedizione alla Città e alla Diocesi con la Santissima dalla loggia centrale della Cattedrale.

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