Processione dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Madre dell’Amore, insegnaci a praticare la carità operosa; sii di sollievo ai malati, di aiuto ai più poveri, di sostegno a chi si impegna per il bene comune». Foto.

Processione dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Madre dell’Amore, insegnaci a praticare la carità operosa; sii di sollievo ai malati, di aiuto ai più poveri, di sostegno a chi si impegna per il bene comune». Foto.

Processione dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Madre dell’Amore, insegnaci a praticare la carità operosa; sii di sollievo ai malati, di aiuto ai più poveri, di sostegno a chi si impegna per il bene comune». Foto.

/
/
Processione dell’Assunta. L’Arcivescovo: «Madre dell’Amore, insegnaci a praticare la carità operosa; sii di sollievo ai malati, di aiuto ai più poveri, di sostegno a chi si impegna per il bene comune». Foto.

Come da tradizione la sera del 14 agosto 2024, vigilia della solennità dell’Assunta, si è svolta a Spoleto la processione con la Santissima Icone dalla Basilica di S. Gregorio alla Basilica Cattedrale. È stata presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo; c’erano diversi sacerdoti, molti fedeli e membri di varie associazioni di volontariato del territorio. Presente il gonfalone della Città di Spoleto e l’amministrazione comunale era rappresentata da Danilo Chiodetti, assessore alla valorizzazione delle culture, della qualità e della bellezza della Città e del territorio.

FOTO-GALLERY

Canto dell’Akathistos. Giunti nella Basilica Cattedrale di Spoleto c’è stato il canto dell’Inno Akathistos, uno dei più famosi inni che la Chiesa Ortodossa dedica alla Theotokos (Genitrice di Dio). Si tratta di composizione ispirata. Conserva un valore immenso:

  • a motivo del suo respiro storico-salvifico, che abbraccia tutto il progetto di Dio coinvolgendo la creazione e le creature, dalle origini all’ultimo termine, in vista della loro pienezza in Cristo;
  • a motivo delle fonti, le più pure: la Parola di Dio dell’Antico e del Nuovo Testamento, sempre presente in modo esplicito o implicito; la dottrina definita dai Concili di Nicea (325), di Efeso (431) e di Calcedonia (451), dai quali direttamente dipende; le esposizioni dottrinali dei più grandi Padri orientali del IV e del V secolo, dai quali desume concetti e lapidarie asserzioni;
  • a motivo di una sapiente metodologia mistagogica, con la quale – assumendo le immagini più eloquenti dalla creazione e dalle Scritture – eleva passo passo la mente e la porta alle soglie del mistero contemplato e celebrato: quel mistero del Verbo incarnato e salvatore che – come afferma il Vaticano II – fa di Maria il luogo d’incontro e di riverbero dei massimi dati della fede (cf Lumen Gentium 65).

Circa l’Autore, quasi tutta la tradizione manoscritta trasmette anonimo l’inno Akathistos. La versione latina redatta dal Vescovo Cristoforo di Venezia intorno all’anno 800, che tanto influsso esercitò sulla pietà del medioevo occidentale, porta il nome di Germano di Costantinopoli (733). Oggi però la critica scientifica propende ad attribuirne la composizione ad uno dei Padri di Calcedonia: in tal modo, questo testo venerando sarebbe il frutto maturo della tradizione più antica della Chiesa ancora indivisa delle origini, degno di essere assunto e cantato da tutte le Chiese e comunità ecclesiali.

Preghiera finale dell’Arcivescovo. Al termine del canto dell’Akathistos mons. Boccardo ha recitato al seguente preghiera dinanzi alla Santissima Icone:  

 

Santa Maria, dolce Madre di Cristo e della Chiesa,

tu che donasti al mondo il Salvatore

nella povertà di Betlemme,

tu che gli fosti accanto nella trepidazione della fuga in Egitto,

nel nascondimento di Nazareth,

nel faticoso cammino verso Gerusalemme;

tu che lo hai accompagnato con fedeltà

fino alla sua gloriosa Passione

e sei stata presente nella Chiesa nascente in attesa dello Spirito,

ottieni a tutti noi la capacità di accogliere la sua parola

e di metterla in pratica.

Madre dell’Amore,

insegnaci a praticare la carità operosa,

che ancora meraviglia il mondo

e ci manifesta come Chiesa del Signore.

Sii di sollievo ai malati,

di aiuto ai più poveri movendo tutti a praticare la giustizia,

di sostegno a chi si impegna per il bene comune.

Madre santa, onnipotente per Grazia,

ottienici di rimanere saldamente radicati nella fede

che i nostri padri ci hanno trasmesso.

Madre del Redentore,

sostieni con la tua preghiera la vita cristiana delle famiglie

affinché sia efficace nell’educazione dei figli

e risani la società con testimonianze credibili.

Santa Maria, regina degli apostoli,

fa’ che sacerdoti e laici risplendano di santità

e con rinnovato fervore diano al mondo

ragione della speranza che è in loro.

Infondi la Sapienza nel cuore dei giovani.

Custodisci tutti noi sempre più vicini al tuo divin Figlio

perché siamo pronti a fare quanto egli ci chiede:

testimoniare con la vita la gioia del Vangelo

portando a tutti il lieto annuncio della salvezza.

Amen.

Dalla stessa rubrica...

Seguici su Facebook

Dalla stessa rubrica...

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook