Sisma 2016: news per la chiesa di Santo Spes a Saccovescio di Preci. Storia della chiesa

Sisma 2016: news per la chiesa di Santo Spes a Saccovescio di Preci. Storia della chiesa

Sisma 2016: news per la chiesa di Santo Spes a Saccovescio di Preci. Storia della chiesa

/
/
/
Sisma 2016: news per la chiesa di Santo Spes a Saccovescio di Preci. Storia della chiesa

Nella mattina di giovedì 13 giugno 2024 si è riunita la Conferenza permanente della ricostruzione post sisma 2016 tra la struttura del Commissario alla ricostruzione, l’Ufficio speciale alla ricostruzione dell’Umbria, la Sovrintendenza Speciale alla ricostruzione, l’Archidiocesi di Spoleto-Norcia e il Comune di Preci. Si è approvato il progetto di recupero della chiesa di Santo Spes a Saccovescio di Preci. L’Archidiocesi, appena arriverà il decreto commissariale di finanziamento, procederà all’affidamento dei lavori. L’importo dei lavori è di euro 705.000 circa e provengono dal fondo sisma 2016, ordinanza n. 105 del 17 settembre 2024. I tecnici sono: Arch. Leonardo Blasetti, Ing. Adamo Fortini, Ing. Federica Cerrini, Geologo Francesco Beccatini, Ing. Andrea Ortolani, P.I. Andrea Carsetti.

 

Notizie storiche della chiesa

Poco fuori il centro abitato, in direzione di Borgo di Preci, sorge la chiesa di Santo Spes, la più antica della frazione, dedicata appunto a Spes (morto secondo quanto scrive S. Gregorio Magno nel 471), fondatore della vita eremitica e monastica, originario presumibilmente della Siria, il quale intorno al V secolo d.C. si insediò su queste terre e fondò intorno al 450 un monastero a Campi, vicino a Norcia o, secondo quanto suggeriscono altre fonti, primo abate dell’abbazia di S. Eutizio. Di tale piccolo edificio possediamo al momento poche e scarne notizie.

La chiesa, piuttosto antica ed edificata già in epoca romanica, viene poi probabilmente ricostruita in stile gotico dopo il terremoto del 1328. Essa è documentata in una bolla di Giovanni vescovo di Spoleto del 22 marzo 1350, nella quale la si dice unita alla chiesa di S. Pietro del Monte (ora non più esistente), la cui investitura veniva affidata a Giacomo Accursi. Tale notizia storica figura sotto l’elenco dei benefici dell’abbazia di Sant’ Eutizio, benefici che tuttavia derivano da chiese non possedute dall’abbazia stessa.

In un codice risalente al 1393, conservato presso l’archivio Diocesano di Spoleto, si dice che la chiesa è collocata sotto il plebato di Valle Oblita e risulta avere un canonico, ma in quel periodo non risulterebbe dotata del fonte battesimale, pur essendo una vera parrocchiale. Altre distruzioni successive, dovute a nuovi terremoti susseguitisi nei secoli XV – XVIII, hanno distrutto gli affreschi che forse dovevano ornarla, come pure si è persa la memoria delle poche opere d’arte mobili che qui dovevano essere. La chiesa in origine era infatti dotata di due altari, dedicati rispettivamente al Santo a cui era stata intitolata e alla Madonna del Rosario. Il vescovo Lascaris nella sua visita pastorale degli anni ’20 del XVIII secolo dice che la chiesa è amministrata dai vicini monaci benedettini e nota nel pavimento del presbiterio due antiche tombe e altre in quello della unica navata.

Della struttura originaria rimangono la piccola abside di forma quasi perfettamente quadrata, coperta da una volta a crociera archiacuta costolonata, il notevole arco trionfale a sesto acuto dai conci ben lavorati e una monofora romanica, una finestra a una sola apertura solitamente stretta e sormontata da un arco, l’impianto del caratteristico piccolo campanile a vela posizionato quasi al colmo della facciata e le modanature delle due porte e delle finestrelle quadrate poste nella facciata. L’interno, a navata unica coperta da un tetto a doppia falda sostenuto da capriate lignee, presenta ora un nuovo pavimento di mattoni, e due altari. I terremoti del 1979 e del 1984 hanno purtroppo contribuito a snaturare in maniera definitiva gli elementi originali rimasti, coperti dalla ricostruzione operata alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90.

Nelle vicinanze della fonte presso la chiesa di Santo Spes sono stati ritrovati alcuni rilievi antichi di epoca romana: un primo frammento in marmo bianco statuario, databile all’incirca alla prima età imperiale, al I secolo d. C., scolpito con un grifo alato la cui coda e le cui zampe posteriori si trasformano in due rigogliose girali vegetali (pertinente probabilmente a un fregio architettonico), murato presumibilmente in età basso medievale nel fianco sinistro dell’edificio; un secondo frammento, databile al I secolo a.C., è stato invece murato all’interno sulla parete sinistra rispetto all’abside e su di esso si vede scolpita una veste, un gonnellino a balze, che richiama una possibile rappresentazione militare o sportiva, frequente sui paramenti dei monumenti funerari. Un terzo frammento in travertino pure scolpito (pertinente presumibilmente a una vera da pozzo), sempre ritrovato nei pressi della chiesa, raffigurante un satiro nudo che suona il flauto con due giovani e leggiadre danzatrici che a loro volta gli porgono una corona di mirto, un tempo era sistemato nella piazza del borgo.

Nota Bibliografica:

  • PIRRI PIETRO, L’abbazia di S.Eutizio in Val Castoriana presso Norcia e le chiese dipendenti. Notizie storico-artistiche, Castelplanio, Prem.Tip.Editrice L. Romagnoli, 1912, 7, 9-10, 14, 58, 74.
  • FABBI ANSANO, Preci e la valle Castoriana. Terra ignorata, Spoleto, Panetto e Petrelli, 1963, pp. 8, 11-12, 22, 58.
  • CORDELLA ROMANO, Visita ai centri del Nursino colpiti dal terremoto, in “Spoletium”, nn.25- 26, 1981.
  • AA.VV., I danni del terremoto 1997-98, in “Spoletium”, n.39, 1998.

Dalla stessa rubrica...

Seguici su Facebook

Dalla stessa rubrica...

ultime pubblicazioni

ultime pubblicazioni

Seguici su Facebook