Secondo dialogo, venerdì 14 maggio 2010: Prof. Ettore Gotti Tedeschi

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Il prof. Ettore Gotti Tedeschi, Presidente dell’Istituto per le Opere Religiose, meglio conosciuto come IOR, la banca che ha sede all’interno dello Stato della Città del Vaticano, è stato l’ospite, venerdì 14 maggio 2010, del secondo appuntamento dei “Dialoghi del venerdì”, la nuova iniziativa culturale dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia.

Il banchiere, che è anche consulente economico del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha proposto ai convenuti presso l’auditorium della Scuola di Polizia di Spoleto una lettura dell’attuale crisi economica alla luce dell’Enciclica di Papa Benedetto XVI Caritas in veritate.

Dopo i saluti dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, il Presidente dello IOR ha esposto alcuni criteri che dovrebbe avere l’economia di un Paese: non deve sprecare ma gestire le risorse; deve assicurare un vero sviluppo integrale; deve distribuire equamente la ricchezza. Solo così si può garantire uno sviluppo economico, sociale e politico autenticamente umano che, come scrive il Papa nell’enciclica, «deve fare spazio al principio di gratuità come espressione di fraternità».

Per Gotti Tedeschi una delle principali cause della crisi economica fonda le sue radici verso la fine degli anni’60 del ‘900, quando nel mondo occidentale si è smesso di fare figli. Questi oltre alla grande gioia nelle famiglie, producono anche ricchezza per la collettività, sollecitano e garantiscono lo sviluppo economico della società. «La crisi finanziaria – ha affermato il presidente dello IOR – nasce da una crisi dei valori morali, dalla perdita della verità e dall’aver trasformato i mezzi in fini». Dunque, l’aver negato il senso della vita umana, l’aver ignorato il senso dell’economia e averla concepita solo come strumento senza un fine preciso e aver dato autonomia morale agli strumenti evoluti (economici e tecnologici) che sfuggono di mano ad un uomo poco maturo nella conoscenza, ha generato l’origine della crisi e ha prodotto il suo sviluppo.  

La mancanza di valori morali ed etici può avere, secondo Gotti Tedeschi, delle conseguenze molto gravi se la crisi economica non si risolve in tempi brevi, se le biotecnologie da opportunità diventano tentazione e rischio, se il contesto globale competitivo geopolitico e culturale relativizza moralmente ogni scelta per afferma la leadership. «Perciò è fondamentale – ha detto l’economista – che l’attenzione all’enciclica Caritas in veritate non si spenga. La soluzione alla crisi, quindi, sta nel praticare quanto scritto dal Papa nell’enciclica, che è il massimo della scientificità, perché la scienza è lo studio della creazione e osservanza delle leggi naturali».

La Caritas in veritate spiega in maniera chiara l’esigenza di responsabilità personale nell’uso dello strumento economico e che l’etica è nella persona e non nelle strutture o nei mezzi. Dunque, va usata secondo una gerarchia di fini per il bene comune. «E la Chiesa – ha sottolineato Gotti Tedeschi – ha responsabilità per il creato e per la tenuta morale della società. Per adempiere questo servizio i suoi uomini, i sacerdoti, devono tornare ad insegnare una sana dottrina cristiana, proponendo delle omelie basate sull’insegnamento di Gesù e non sulla politica, sulla sociologia e sull’economia. Il ruolo dei preti – ha detto – è fondamentale per uscire dalla crisi, solo se tornano a formare le coscienze delle persone».

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