Primo dialogo, 23 aprile 2010: Card. Camillo Ruini

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Il Cardinale Camillo Ruini ha parlato della sfida educativa

Il Cardinale Camillo Ruini, Presidente del Progetto Culturale della Chiesa italiana, ha inaugurato a Spoleto, venerdì 23 aprile 2010, l’iniziativa dell’Archidiocesi i “Dialoghi del venerdì”. In un auditorium dell’Istituto per Sovrintendenti della Polizia di Stato “Rolando Lanari” gremito – la sala è da quasi 500 posti, tutti occupati – il porporato ha parlato della sfida educativa che la società è chiamata a compiere.

Dopo il saluto iniziale dell’Arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, con parole semplici e schiette, con grande passione, con fiducia e  ottimismo l’uomo che per sedici anni è stato Presiedente della Conferenza Episcopale Italiana ha analizzato le difficoltà odierne nel formare le persone, poco robuste e interiormente fragili. Con grande lucidità e competenza, ha enunciato come il sistema educativo sia permeato dal predominio del relativismo culturale, dal nichilismo e dal naturalismo che tende a ridurre l’uomo ad elemento, a una particella della natura. Inoltre, le trasformazioni tecnologiche-scientifiche stanno trasformando l’uomo. I ritmi tecnologici stanno prevalendo su quelli naturali. E qui il Cardinale ha sottolineato che «se cambia la natura dell’uomo, cambiano i criteri di educativi». Ha ammonito dicendo che «si tende a ridurre l’uomo ad oggetto. Guai, ha esortato, se l’uomo dovesse venire a mancare».

L’ex Vicario del Papa per la diocesi di Roma non si è, però, limitato solo ad elencare le difficoltà. Ha invitato a non cedere al pessimismo, a puntare sulla formazione, sulle idee, sulla cultura. È questo quello che cerca di proporre la Chiesa italiana in una visione antropologica ed essenziale del fatto educativo, nella piena consapevolezza che il futuro dell’Italia dipende dalla qualità del capitale umano. Una via che il cardinal Ruini ha proposto per invertire la marcia è partire dai più piccoli, dai bambini. «Dobbiamo far sentire loro – ha detto – la nostra vicinanza. Si deve riproporre con forza il binomio libertà e disciplina, senza le quali non si forma il carattere di una persona. È necessario recuperare il rapporto educatore-allievo visto come l’incontro di due libertà». Ricordando alcune esperienze della sua terra di origine, l’Emilia Romagna, Ruini ha esortato genitori, insegnanti, animatori e tutti quelli che stanno a contatto con i giovani a non proteggerli dalla sofferenza e dalla morte, «da quegli elementi oscuri della vita da allontanare il più possibile. Così – ha affermato – si rischia di crescere persone poco realiste e poco generose».

In ogni epoca, comunque, l’educazione delle nuove generazioni ha rappresentato per ciascun gruppo umano un compito fondamentale e, a volte, non semplice. Per il Cardinale, però, oggi è necessaria una maggiore intelligenza creatrice. «Si deve produrre cultura, si devono far crescere persone con responsabilità etiche e morali, con capacità estetiche,  con voglia di relazionarsi». La Chiesa cerca di farsi di carico di questo compito e, con l’esperienza accumulata nei secoli e con la speranza che è imprescindibile per i cristiani, vuole portare il proprio contributo alla società. In questa visione rientra la presenza della Chiesa nel Patto Educativo che si è creato in Italia tra tutte le agenzie educative. Al termine della relazione di Ruini si è aperto un interessante dibattito tra i presenti e il Cardinale, il quale ha concluso dicendo che «il futuro è aperto». A ciascuno, dunque, il compito di impegnarsi nella costruzione di una società a misura d’uomo.

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