Montefranco: l’Arcivescovo ha riaperto al culto la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Nell’occasione è stato ricordato don Mario Curini, nato proprio a Montefranco, ad un anno dal suo ritorno alla Casa del Padre.

Montefranco: l’Arcivescovo ha riaperto al culto la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Nell’occasione è stato ricordato don Mario Curini, nato proprio a Montefranco, ad un anno dal suo ritorno alla Casa del Padre.
riaperturamontefranco2013

Montefranco: l’Arcivescovo ha riaperto al culto la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Nell’occasione è stato ricordato don Mario Curini, nato proprio a Montefranco, ad un anno dal suo ritorno alla Casa del Padre.

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Montefranco: l’Arcivescovo ha riaperto al culto la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Nell’occasione è stato ricordato don Mario Curini, nato proprio a Montefranco, ad un anno dal suo ritorno alla Casa del Padre.
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Martedì 28 maggio è stata riaperta al culto, dopo i lavori di messa in sicurezza, la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta in Montefranco. Presenti numerosi fedeli e autorità civili, tra cui il sindaco Alessandro Sinibaldi, la dott.ssa Margherita Romano per la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria e il dott. Francesco Quadraccia, vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni.

La celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo Boccardo e animata nel canto dal Coro di Torreorsina, ha avuto una duplice valenza: al festeggiamento per la chiesa rinnovata, si è unito il ricordo di mons. Mario Curini, originario proprio di Montefranco, ad un anno dal suo ritorno alla Casa del Padre. «Siamo lieti di riaprire la chiesa parrocchiale di Montefranco in memoria di don Mario – ha affermato il parroco don Nolberto Cardenas Rosas – e lo facciamo insieme a sua mamma, Velia».

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L’Arcivescovo, nell’omelia, ha espresso tre pensieri. Il primo rivolto alla riapertura della chiesa di S. Maria Assunta, con un ringraziamento particolare ai tecnici del Comune e della Curia, alla Soprintendenza e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. «Riaprire una chiesa è sempre un momento di gioia ma deve diventare, allo stesso tempo, un momento di riflessione e un impegno rinnovato. Sappiamo bene che il nostro territorio è punteggiato di chiese che sono sì scrigni di storia e di arte ma sono, innanzitutto e soprattutto, testimonianza di fede, della fede di coloro che, spesso con tanti sacrifici, le hanno edificate. Ma queste chiese hanno ragione di essere, allora, proprio perché sono luoghi di preghiera, dei luoghi dove la comunità cristiana si raccoglie per fare memoria del suo Signore Salvatore, per ascoltare ancora una volta l’insegnamento dalla Sua Parola e fare di questo ascolto, lungo e intelligente, una luce per il proprio cammino. Ecco allora il senso di questa sera: riaprire questa chiesa vuol dire per la comunità cristiana di Montefranco rinnovare l’impegno ad ascoltare e a seguire il suo Signore. Sarebbe poca cosa l’orgoglio di un monumento in più, se non servisse per alimentare e sostenere la vita cristiana. Invece, questa celebrazione di gioia divenga per tutti e per ciascuno l’occasione per rinnovare la propria adesione al Signore e per dimostrare l’attaccamento a questo monumento con una partecipazione assidua, cosciente e responsabile alla vita della comunità parrocchiale. È quest’ultima, infatti, che deve dare vita alle mura e qui deve crescere nell’amore e nella comprensione fraterna, per trovare alimento e orientamento per il proprio cammino». Un secondo pensiero, poi, al Vangelo e alla richiesta di serietà e radicalità del vivere da cristiani nelle parole di Gesù, che chiede di lasciare tutto per seguirlo. Il terzo per don Mario Curini: «Lo vogliamo ricordare – ha detto il Presule – come il giovane che realizzò quel che il Signore ha detto nella pagina che abbiamo del Vangelo appena ascoltata. Questa celebrazione diviene per tutti noi: da una parte, il pensiero di gratitudine verso don Mario, che ha lasciato un vuoto incolmabile nella sua famiglia e nella nostra Chiesa diocesana; dall’altra, dal suo esempio, il coraggio ad andare avanti con coerenza nella vita cristiana».

La famiglia di don Mario ha voluto donare alla chiesa parrocchiale la tovaglia sulla quale è stata celebrata l’Eucaristia.

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