Norcia: celebrata la festa di S. Benedetto. Solenne pontificale dell’Arcivescovo. Omelia.

Norcia: celebrata la festa di S. Benedetto. Solenne pontificale dell’Arcivescovo. Omelia.

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Norcia ha reso omaggio al suo più illustre figlio, S. Benedetto. Dalla suggestiva cittadina umbra ancora una volta si è levato un appello di unità per l’Europa. Sia negli incontri istituzionali in Municipio che nelle varie celebrazioni nella Basilica edificata sul luogo di nascita del Santo sono state ricordate alcune caratteristiche di S. Benedetto quali la saggezza, l’equilibrio, la sensibilità umana e cristiana. Al Santo patrono d’Europa è stato chiesto di concedere ai popoli del Vecchio Continente unità e prosperità per il bene e il progresso di tutto il genere umano.

«S. Bene­det­to – ha detto nell’omelia l’arcivescovo Boccardo – ha saputo accogliere la Parola di Dio e metterla in pratica nella vita quotidiana, nelle scelte e nelle azioni; ha così acqui­si­to quella “sapienza del cuore” tanto necessaria agli uomini di tut­ti i tempi per poter dare senso e contenuto all’esistenza; nel­l’a­micizia e nel dialogo con il Signore ha attinto la forza per il ser­vi­zio dei fratelli. In lui troviamo un esempio sul quale misu­rar­ci, uno specchio nel quale esaminare la nostra vita cristiana».

Il Patriarca del monachesimo d’Occidente è stato un uomo dalla fede solida, ha formato i fratelli a viverla senza tentennamenti, ne ha misurato la sua qualità con la coerenza della vita. «Lui per primo – ha proseguito Boccardo – si è sforzato di vivere gli insegnamenti di Gesù, il distacco, l’umiltà, la gioia del Vangelo anche nella sofferenza e nelle gravi responsabilità; lui per primo, come il pastore buono, per amore dei fratelli ha esposto la vita e l’ha donata senza riserve». Il santo di Norcia ha sempre avuto una grande comprensione degli uomini e delle loro debolezze, una saggia fiducia nelle loro possibilità, un grande slancio verso ideali elevati. Facendo memoria di S. Benedetto non si può dimenticare l’autenticità del suo messaggio, «cioè – ha detto ancora l’Arcivescovo – una comunità che prega, che celebra i misteri della salvezza mettendo al centro la Parola e l’Eucarestia; che si impegna nell’ambito della catechesi e dell’evangelizzaizone; che rende testimonianza della carità, in particolare verso i più poveri e quanti sono nel bisogno». E ancora: «Possiamo ancora oggi, nel mondo contemporaneo così com­ples­so, spesso confuso e secolarizzato, parlare di umiltà, gra­­tuità, ri­nun­cia a se stessi, dedizione agli altri? Noi crediamo di sì e, alla scuo­la di san Benedetto, osiamo proporli come valo­ri sui qua­li fon­da­re il vivere comune e l’edificazione della socie­tà. Uto­pia? So­gno? Qualcuno lo potrebbe credere. San Bene­det­to – ha concluso mons. Boccardo – ci dice invece che questa è la via. Quanti altri personaggi storici hanno cre­duto di aver coniato la “formula vincente”, e la lo­ro me­moria si perde nel buio dei seco­li… Dopo 1500 anni, in­vece, Benedetto par­la ancora».

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