Messa in Coena Domini: l’Arcivescovo ha ripetuto il gesto della lavanda dei piedi nel Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto. Foto.

Messa in Coena Domini: l’Arcivescovo ha ripetuto il gesto della lavanda dei piedi nel Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto. Foto.

Messa in Coena Domini: l’Arcivescovo ha ripetuto il gesto della lavanda dei piedi nel Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto. Foto.

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Giovedì 17 aprile, nel santuario della Madonna di Loreto a Spoleto, l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha presieduto la Messa in Coena Domini, la celebrazione che avvia solennemente il triduo pasquale. In essa si ricorda l’ultima cena del Signore con i suoi discepoli, dopo aver lavato loro i piedi. L’istituzione dell’Eucaristia, del sacerdozio ministeriale e del servizio fraterno della carità da parte di Gesù sono gli aspetti più evidenti di questa liturgia.

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Con il Presule ha concelebrato il parroco dei Santi Pietro e Paolo in Spoleto, don Edoardo Rossi; il servizio all’altare è stato curato dal diacono permanente Enzo Feliziani, coadiuvato da un gruppo di ministranti, adulti e giovani, della parrocchia. La liturgia è stata animata nel canto dal coro parrocchiale. Molti i fedeli che hanno partecipato a questa solenne celebrazione.

Nell’omelia mons. Boccardo ha invitato i presenti a soffermarsi sugli aspetti fondamentali di questa celebrazione, che tanto disagio crearono nei discepoli: la lavanda dei piedi e l’istituzione dell’Eucaristia. «Gesù ce li affida – ha detto il Presule – chiedendoci di prolungare nel tempo il suo atteggiamento di servizio, di perdono e di accoglienza. Siamo chiamati a fare come Gesù fece, a dire ciò che Gesù disse, ad amare come Gesù amò. Così riusciremo – ha proseguito l’Arcivescovo – a dare alla nostra vita un contenuto di pace, di amore e di riconciliazione. Ed oggi il gesto della lavanda dei piedi si può concretizzare proprio nell’essere portatori di pace e amore nella società e nel saper perdonare. Da questa solenne liturgia impariamo ancora una volta a metterci alla scuola di Gesù, a seguirlo e a non pretendere, come spesso facciamo, che sia lui a venire dietro alle nostre esigenze». Al termine dell’omelia, mons. Boccardo ha ripetuto il gesto della lavanda dei piedi a dodici uomini della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.

Dopo la Comunione, la pisside contenente ostie consacrate non è stata riposta, ma è rimasta esposta sull’altare per una breve adorazione; poi l’Arcivescovo, accompagnato dal concelebrante, dai ministranti e dai bambini presenti, ha avviato una piccola processione eucaristica fino all’altare della reposizione (luogo di conservazione dell’Eucaristia dopo la celebrazione della Messa in Coena Domini, ndr) solennemente addobbato. L’assemblea si è sciolta in silenzio, senza benedizione o segno di croce.

Il Sabato Santo, 19 aprile, dalle 15.00 alle 19.00, presso il Santuario della Madonna di Loreto a Spoleto l’Arcivescovo è a disposizione per le confessioni. Alle 22.30 presiederà la Veglia Pasquale nella basilica di S. Pietro extra moenia a Spoleto. Domenica 20 aprile, Pasqua di Resurrezione, mons. Boccardo presiederà due celebrazioni eucaristiche: all’Hospice “La Torre sul Colle” (9.00) e in Cattedrale (11.30).

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