La Parrocchia di S. Giovanni Apostolo in Baiano di Spoleto ha organizzato la festa per gli ultranovantenni. Presente anche l’Arcivescovo

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La Parrocchia di S. Giovanni Apostolo in Baiano di Spoleto ha organizzato la festa per gli ultranovantenni. Presente anche l’Arcivescovo

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Sabato 23 giugno la Parrocchia di S. Giovanni Apostolo in Baiano di Spoleto ha organizzato, presso la chiesa di S. Giovanni, la tradizionale festa degli ultranovantenni che vivono nel Comune di Spoleto. Il caldo torrido di questo periodo non ha scoraggiato i “custodi della memoria”, giunti numerosi a questo momento di festa loro dedicato. Accolti dal parroco don Canzio Scarabottini, dal suo vice don Nelson Abraham e dagli organizzatori della festa, i”vecchietti” si sono sistemati all’ombra delle maestose querce presenti dinanzi la chiesa, dove è stato allestito l’altare per la celebrazione della Messa presieduta dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo.

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«Carissimi “giovanotti” e “giovanotte”, siate i benvenuti», ha detto il Vescovo all’inizio dell’omelia. La liturgia eucaristica è stata animata dal coro della Parrocchia di Baiano e si è svolta in un clima di silenzio che ha molto favorito la preghiera, personale e comunitaria. «È bello pensare – ha proseguito mons. Boccardo – alle persone che avete incontrato nel lungo cammino della vostra vita, in particolare a quelle che sono già nella Casa del Padre. Quante storie di vita avete condiviso, quanto bene avete seminato! E questo bene, cari amici, rimarrà per sempre, nulla lo scalfirà, neanche la crisi economica. Visitando le Parrocchie della Diocesi, spesso incontro persone della vostra età – forse anche qualcuno dei presenti – che mi dicono: “sono vecchio, non servo più a niente”. Questo è un pensiero cattivo. Non è assolutamente vero che gli anziani non hanno più nulla da dire o da fare. A voi, forse, tocca uno dei compiti più affascinanti e delicati, quello di trasmettere alle nuove generazioni, ai vostri nipoti in particolare, l’esperienza di una vita scandita dall’onestà, basata su valori solidi e indissolubili quali la famiglia, l’amicizia e le tradizioni, edificata da una fede semplice e genuina come indicato nella Beatitudini Evangeliche». Mons. Boccardo, a coloro che lo avevano chiesto, ha amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi, che ha lo scopo di conferire una grazia speciale al cristiano che sperimenta le difficoltà inerenti allo stato di malattia grave o alla vecchiaia. È sbagliato definirlo, come invece spesso accade, “estrema unzione”. È dono particolare dello Spirito Santo, è una grazia di conforto, di pace e di coraggio per superare le difficoltà proprie dello stato di malattia, è un rinnovare la fiducia e la fede in Dio, è una fortificazione contro la tentazione di scoraggiamento e di angoscia.

Al termine della Messa il parroco di Baiano, don Canzio Scarabottini, a nome dell’intera comunità, ha consegnato agli ultranovantenni un libro sulla vecchiaia e una pergamena con la preghiera “Signore, insegnami ad invecchiare”. L’ANTEAS di Spoleto (Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà), invece, ha regalato agli anziani una targa ricordo della giornata.

Il pomeriggio si è concluso con un’esibizione di balli folkloristici e con una “merenda”.

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