Festa di S. Benedetto: l’Arcivescovo l’ha vissuta per un giorno intero con i monaci benedettini di Norcia, condividendo con loro la preghiera e la vita comune.

Festa di S. Benedetto: l’Arcivescovo l’ha vissuta per un giorno intero con i monaci benedettini di Norcia, condividendo con loro la preghiera e la vita comune.

Festa di S. Benedetto: l’Arcivescovo l’ha vissuta per un giorno intero con i monaci benedettini di Norcia, condividendo con loro la preghiera e la vita comune.

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La festa di S. Benedetto dell’11 luglio a Norcia non è caratterizzata da solenni cerimonie in onore del patrono d’Europa, che si tengono invece il 21 marzo con l’arrivo in città della Fiaccola pro pace et Europa una. Spazio allora a una festa molto familiare per i sedici monaci che “custodiscono” la basilica, sorta sul luogo della nascita del Santo. Festa scandita dal ritmo della preghiera corale: i primi vespri, la lectio, la cena dell’eremita in silenzio totale e la compieta del 10 luglio; il mattutino, la lectio, le lodi, il tempo dello studio personale, l’ora terza, la messa conventuale animata nel canto dai monaci, l’ora sesta, l’ora nona, i vespri e l’adorazione eucaristica del giorno 11.

La bella sorpresa per i monaci quest’anno è stata la presenza in monastero dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che ha condiviso con loro questi intensi momenti di preghiera e la vita comune secondo la Regola di S. Benedetto. Insieme, Vescovo e benedettini, hanno elevato orazioni a Dio affinché conceda a tutti gli uomini di non anteporre nulla all’amore di Cristo e di correre con cuore libero e ardente nella via dei suoi insegnamenti. «La sapienza di S. Benedetto – ha affermato mons. Boccardo dopo i due giorni trascorsi nella clausura del monastero – ha ancora molto da dire all’uomo di oggi: ci ricorda che da soli è difficile rimanere in piedi e che la gratuità è quel valore che rende bella la vita. Il Santo richiama tutti a rinnovare l’impegno alla collaborazione per edificare una società degna dell’uomo e, per chi crede, degna di Dio».

Nell’omelia padre Cassian Folsom, priore dei monaci di Norcia, riprendendo le parole di S. Gregorio Magno, ha ricordato come S. Benedetto era ricolmo dello spirito di tutti i giusti, era dotato di spirito profetico, prediceva il futuro e rivelava ai presenti ciò che avveniva a distanza. «Noi monaci – ha detto – non facciamo miracoli e non profetizziamo, ma cerchiamo di imitare il nostro fondatore nel silenzio della preghiera umile, nella saggezza, nella perseveranza e nel perdono, virtù monastiche e cristiane di alto livello. La gioia – ha proseguito – dovrebbe essere la caratteristica del monaco, del cristiano in genere. Ma qual è la gioia?», si è domandato il religioso. «Il rimanere uniti a Cristo è la vera gioia. Ciò – ha concluso padre Folsom – non ci fa perdere di vista la consapevolezza che l’uomo è una creatura e che il creatore è Dio».

La festa di S. Benedetto celebrata l’11 luglio, è stata l’occasione per i monaci di Norcia di presentare in anteprima all’arcivescovo Boccardo la fabbrica della “Birra Nursia”, situata nei vecchi magazzini del monastero e che sarà ufficialmente inaugurata il prossimo 15 agosto, alla presenza dello stesso Presule. La birra prodotta dai benedettini sarà un ulteriore mezzo per sostenere le attività che hanno avviato a Norcia dal loro arrivo nel 2000 e che hanno come finalità quella di tenere sempre viva la memoria del Santo patrono d’Europa, nella consapevolezza che la società, come ha ribadito recentemente il Papa, «ha bisogno di uomini come S. Benedetto».

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