“PER UNA CHIESA ABITATA DALLA GIOIA DEL VANGELO”

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«Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà. … Permettetemi di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni …

Sono sicuro della vostra capacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio. Ne sono sicuro perché siete una Chiesa adulta, antichissima nella fede, solida nelle radici e ampia nei frutti».

Con queste parole, Papa Francesco concludeva il suo intervento al V Convegno Nazionale della Chiesa Italiana a Firenze, il 10 novembre 2015. Anche noi, comunità diocesana di Spoleto-Norcia, ci sentiamo sollecitati da questa indicazione e vogliamo rispondere nella fede vivendo un evento ecclesiale di preghiera, ascolto, confronto e discernimento, «per una Chiesa abitata dalla gioia del Vangelo».

Celebreremo dunque una “Assemblea sinodale” che raccoglierà i delegati di tutte le Pievanie in quattro sessioni di lavoro nel corso dell’anno pastorale 2016-2017 per rivolgere alla nostra Chiesa uno sguardo amoroso, non ansioso, rassegnato o ingenuo, ma coraggioso e capace di guardare al futuro; uno sguardo realizzato sulla scia dell’ultimo Sinodo diocesano e a conclusione del triennio pastorale nel quale abbiamo riscoperto la fede ricevuta nel Battesimo, la missione che ci è stata consegnata nella Cresima, e la comunione ecclesiale che nasce dall’Eucaristia e si celebra e manifesta soprattutto nella messa domenicale.

Lo faremo con uno “stile sinodale”, cioè pregando insieme, pensando insieme, progettando insieme, lavorando insieme. Il termine sinodo viene dal greco, con una combinazione di due parole: syn (con, insieme) e odòs (via, strada, cammino); sinodos è dunque un “cammino da compiere insieme”. Sinodalità significa che camminare insieme è il modo di essere della Chiesa, popolo di Dio “in via”, un popolo peregrinante «tra le persecuzioni e le incomprensioni e del mondo e le consolazioni di Dio», come dice sant’Agostino.

Il motivo ultimo per convocare una Assemblea sinodale è la parola di Dio, affidata alla Chiesa, comunità di credenti che Cristo continua a chiamare a sé per incoraggiarli ed inviarli nel mondo a proclamare il suo messaggio di salvezza, condividendo «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi» (GS 1). Perché la parola di Dio è sempre valida e continua ad offrire risposte vere alle domande della vita, mentre ci chiede di confrontarci con i mutevoli contesti storici e sociali; di riflettere sul contributo della Chiesa alla società in cui vive, sui nostri modi di celebrare, di annunciare e di servire Cristo nel prossimo; di valutare la nostra prassi pastorale alla luce del progetto di Dio e della vita quotidiana delle persone.
Ci interrogheremo allora su come la nostra Chiesa proclama la gioia del Vangelo, con l’intento di meglio comprendere le domande e le attese della gente e le caratteristiche del nostro territorio e individuare per l’opera di evangelizzazione forme e mezzi “nuovi e incisivi”, che rendano le nostre comunità capaci di «prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare, festeggiare» (EG 24).

Iniziamo dunque “nel nome del Signore” questo cammino comune, lasciandoci guidare da Papa Francesco nella Evangelii gaudium: «Una pastorale in chiave missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine che si tenta di imporre a forza di insistere» (n. 35); «il rinnovamento delle forme di espressione si rende necessario per trasmettere all’uomo di oggi il messaggio evangelico nel suo immutabile significato» (n. 41); «la Chiesa può giungere a riconoscere consuetudini proprie non legate al nucleo del vangelo, alcune molto radicate nel corso della storia, che oggi ormai non sono più interpretate allo stesso modo. Non abbiamo paura di rivederle» (n. 43); «bisogna avere il coraggio di trovare nuovi segni, nuovi stimoli, una nuova carne per la trasmissione della Parola» (n. 167).

Affido alla preghiera di tutta la diocesi questo evento ecclesiale, certo che sarà – con l’assistenza e la forza dello Spirito e l’intercessione dei santi Ponziano e Benedetto – un autentico momento di grazia dal quale scaturiranno nuove energie vitali per l’annuncio del Vangelo e la testimonianza cristiana.

+ Renato Boccardo
                                                                                  Arcivescovo

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