Siglato un protocollo di intesa tra Comune di Spoleto e Caritas diocesana per fronteggiare insieme le piaghe sociali, economiche e umanitarie della gente.

Siglato un protocollo di intesa tra Comune di Spoleto e Caritas diocesana per fronteggiare insieme le piaghe sociali, economiche e umanitarie della gente.
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Siglato un protocollo di intesa tra Comune di Spoleto e Caritas diocesana per fronteggiare insieme le piaghe sociali, economiche e umanitarie della gente.

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Un protocollo di intesa tra Comune di Spoleto e Caritas diocesana di Spoleto-Norcia per fronteggiare insieme le piaghe sociali, economiche e umanitarie della gente. Un momento altamente significativo per la comunità spoletina, fortemente voluto dall’Arcivescovo Renato Boccardo e dal Sindaco Daniele Benedetti. È stato siglato la mattina del 14 marzo 2011 nella Sala dello Spagna del Palazzo Comunale dal Sindaco di Spoleto Daniele Benedetti e dal Direttore della Caritas diocesana don Vito Stramaccia.

Erano presenti: il Vice Sindaco Stefano Lisci, l’Assessore al Bilancio e ai Servizi Sociali Paolo Proietti, i Dirigenti dei Servizi Sociali del Comune e lo staff della Caritas diocesana. A cosa serve questo documento? «A non rimanere indifferenti e impreparati – afferma don Vito Stramaccia – quando bussano alle nostre porte persone che hanno perso il lavoro, che non riescono a pagare il canone di locazione, che fanno fatica a saldare in tempo le rate del mutuo. Credo sia giunto il momento, dopo oltre venti anni, di rivedere le modalità dei servizi che il Comune e la Caritas offrono. Vogliamo attivare un tavolo permanente di confronto, di un confronto tranquillo e placido che coinvolga tutte le realtà che si fanno prossime alle problematiche della gente. Credetemi – ha detto il sacerdote – è pesante farsi rincorrere e schiacciare dai problemi delle persone. Cosa diremo a partire dal 15 aprile prossimo a coloro i quali scade la cassa integrazione? Cosa diremo alle 130 famiglie del nostro territorio finora sostenute, con 500 euro al mese, dal Fondo di Solidarietà delle Chiese umbre, Fondo nato solo per traghettare la crisi e che ora sta andando verso l’esaurimento delle risorse? Credo che alcune urgenze non possono più essere rimandate. Credo sia giunto il momento di iniziare anche un percorso educativo (alla gestione dei soldi, agli stili di vita ecc…) da proporre alle persone che si presentano nei nostri uffici. Non basta più dare il pacco alimentare o un sostegno economico». Ad evidenziare la criticità della situazione ci ha pensato il Sindaco della città di Spoleto Daniele Benedetti: «se non cambiano le cose, la nostra previsione è che nel 2013 i fondi da destinare al sociale saranno pari a 0 euro. Se non ci impegniamo seriamente, tutti insieme, rischiamo di passare momenti veramente scuri. Non è nostra intenzione abbatterci. Anzi, vogliamo creare una rete concreta nella città che coinvolga tutti, che elabori progetti a lungo termine. È vero che i soldi sono pochi e saranno sempre meno, ma quel conta è che ci sono le idee. Le abbiamo noi come Comune, le ha la Caritas: è giunto il momento di concretizzarle attraverso questo tavolo di collaborazione da anni sperato e che, dopo alcune difficoltà, trova ora la luce». Il primo passo? Riunire gli archivi delle persone che si rivolgono ai servizi del Comune e della Caritas per programmare insieme strategie di intervento e riunirsi almeno una volta al mese.

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