Secondo Dialogo, 17 aprile 2012: S. E. Mons. Enrico dal Covolo

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«Il senso della vita – dall’inizio alla fine – è comunicato dal cuore di una mamma. Noi ce l’abbiamo questa Mamma: è la Vergine Maria». Con queste parole il vescovo Enrico dal Covolo, sdb, Rettore della Pontificia Università Lateranense, ha concluso, martedì 17 aprile, il suo intervento ai “Dialoghi in città”, l’iniziativa culturale promossa dall’archidiocesi di Spoleto-Norcia. Invitato dal vescovo Renato Boccardo, il Presule, presso l’auditorium della Scuola di Polizia della città, ha parlato dell’Immagine di Maria Ausiliatrice della Madonna della Stella, presso Montefalco, centocinquant’anni dopo.

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Ma qual è la storia della devozione a Maria Ausiliatrice, venerata anche nel Santuario della Madonna della Stella? L’ambiente in cui si sviluppò in maniera più esplicita tale devozione – ha ricordato dal Covolo – è il clima drammatico della battaglia di Lepanto del 1571. A Roma, nel convento dei Domenicani di S. Sabina sull’Aventino, c’è un affresco dove S. Pio V, raccolto in preghiera, con il rosario in mano, ha una visione: la flotta delle navi cristiane arresta e sconfigge l’inesorabile avanzata dei musulmani in Europa. Da bravo figlio di S. Domenico – ha detto il Rettore della Lateranense – Pio V era un gran devoto del rosario, a tal punto che fece fiorire la giaculatoria: Maria Auxilium Christianorum. Fu, poi, uno dei suoi successori, Pio VII, ad istituire la festa di Maria Ausiliatrice il 24 maggio. Correva l’anno 1814. Cinquanta anni dopo, nel 1868, S. Giovanni Bosco inaugurava a Torino, nel quartiere Valdocco, la splendida basilica dedicata a Maria Ausiliatrice, diffondendone di conseguenza il culto, giunto anche in Umbria. Molto interessante a tal riguardo l’approfondimento che mons. dal Covolo ha proposto circa il legame tra don Bosco e il Santuario della Madonna della Stella. Proprio il fondatore dei Salesiani in un piccolo opuscolo – “Meraviglie della Madre di Dio invocata sotto il titolo di Maria Ausiliatrice”, pubblicato a Torino nel 1868, anno in cui veniva consacrato il suddetto tempio di Maria Ausiliatrice – parla ampiamente dell’immagine della Stella. Tra le altre cose S. Giovanni Bosco, dopo aver dato conto della relazione dell’arcivescovo di Spoleto Giovanni Battista Arnaldi sul gran concorso di fedeli che giungevano sul luogo delle apparizioni della Vergine al piccolo Righetto Cionchi per chiedere guarigioni, scrive: «La divota immagine non aveva alcun titolo proprio, e il pio Arcivescovo giudicò che fosse venerata sotto il titolo di Auxilium Christianorum, come parve più adatto all’attitudine che presentava», cioè quella di sostegno, conforto, aiuto alle tante richieste della gente. Don Bosco, in uno dei suoi viaggi a Roma, visitò la chiesa contenente l’immagine della Madonna della Stella. Circa un secolo dopo i fatti di Spoleto, un’effige di Maria Ausiliatrice, venerata a Cracovia nella parrocchia salesiana del quartiere Debniki, era la meta delle lunghe soste di preghiera di un brillante giovanotto di nome Karol, per gli amici Lòlek, per tantissime persone l’amato e indimenticato Giovanni Paolo II. «Davanti a questa immagine – ha detto dal Covolo – il giovane Lòlek prese la ferma decisione di entrare in seminario per diventare sacerdote».

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