“Ritorno” in Duomo dei missionari della misericordia. L’Arcivescovo: «La vostra disponibilità manifesta la fecondità del Vangelo. Siete diventati collaboratori di Dio e questo è il vostro titolo di gloria». Foto.

“Ritorno” in Duomo dei missionari della misericordia. L’Arcivescovo: «La vostra disponibilità manifesta la fecondità del Vangelo. Siete diventati collaboratori di Dio e questo è il vostro titolo di gloria». Foto.

“Ritorno” in Duomo dei missionari della misericordia. L’Arcivescovo: «La vostra disponibilità manifesta la fecondità del Vangelo. Siete diventati collaboratori di Dio e questo è il vostro titolo di gloria». Foto.

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Domenica 10 aprile 2016 nella Cattedrale di Spoleto l’arcivescovo mons. Renato Boccardo ha presieduto la celebrazione dei Vespri per il “ritorno” dei missionari, cioè di quegli operatori pastorali che nel tempo di Quaresima si sono recati nelle case per portare, nell’Anno Santo della Misericordia, il messaggio semplice e gioioso del Vangelo, che anima e sostiene la vita dei cristiani. In Piazza Duomo c’è stato l’annuncio del Giubileo, poi si è entranti in chiesa varcando la Porta Santa della Misericordia. Molti i missionari che sono tornati in Cattedrale, nella chiesa madre di tutte le altre, a tre mesi esatti dal ricevimento del mandato (era, infatti, domenica 10 gennaio 2016, ndr) per rendere grazie a Dio di quanto vissuto.

E grazie ha voluto dire loro mons. Boccardo: «Il Vescovo – ha detto nell’omelia – che vi ha mandati ed ora vi accoglie vi ringrazia: la vostra disponibilità manifesta la fecondità del Vangelo. Facciamo memoria davanti a Dio l’aver portato la pagina evangelica nelle case, l’aver detto della misericordia del Padre, l’aver testimoniato la vostra fede. Siete diventati collaboratori di Dio e questo è il vostro titolo di gloria. La gente che avete incontrato – ha proseguito l’Arcivescovo – in un qualche modo “vi appartiene”, è nata una solidarietà che non finisce con la missione: di essa siete chiamati a parlare al buon di Dio. Dalla missione scaturisce per voi un invito semplice ed immediato: accogliere sempre di nuovo la misericordia di Dio (lasciarsi perdonare) e diventare testimoni e operatori della misericordia, dando alle nostre giornate il sapore della bontà». Al termine della celebrazione del Vespro, animato nel canto dalla Cappella Musicale del Duomo, Arcivescovo e fedeli sono andati a deporre al cuore di Maria, nella cappella della Santissima Icone, la missione realizzata. La preghiera che mons. Boccardo ha recitato è ispirata al numero 24 della Misericordiæ vultus, la bolla con la quale papa Francesco ha indetto il Giubileo. Riportiamo l’ultimo passaggio: “Nel tuo cuore di Madre deponiamo fiduciosi la missione che abbiamo realizzato, e a te, Madre di misericordia,  eleviamo la nostra preghiera, perché non ti stanchi mai di rivolgere a noi i tuoi occhi misericordiosi  e la tua intercessione ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, il tuo Figlio Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli”.

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