Ritiro del clero on line del 26 novembre 2020. Rivedi la video catechesi di padre Michelini. Lettera dell’Arcivescovo ai preti dal Policlinico “Gemelli”

Ritiro del clero on line del 26 novembre 2020. Rivedi la video catechesi di padre Michelini. Lettera dell’Arcivescovo ai preti dal Policlinico “Gemelli”

Ritiro del clero on line del 26 novembre 2020. Rivedi la video catechesi di padre Michelini. Lettera dell’Arcivescovo ai preti dal Policlinico “Gemelli”

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Giovedì 26 novembre 2020 si è tenuto, in modalità on line, il ritiro del clero dell’Archidiocesi. L’approfondimento sul Vangelo di Marco è stato tenuto da padre Giulio Michelini, ofm, Preside dell’Istituto Teologico di Assisi. CLICCA QUI PER RIVEDERE LA CATECHESI

Anche l’Arcivescovo ha seguito il ritiro dal Policlinico “A. Gemelli” di Roma dove è ricoverato a causa del Coronavirus. Riportiamo la lettera che mons. Boccardo ha scritto ai preti e che è stata letta da padre Michelini. 

 

Cari amici, fratelli amati,

avevo pensato di rivolgere un saluto via web all’inizio del nostro Ritiro, ma temo di commuovermi (nonostante la scorza piemontese) e preferisco scrivere qualcosa dal mio letto d’ospedale, chiedendo a P. Giulio di prestarmi la sua voce per raggiungervi.

Dico a tutti e a ciascuno un grande grazie, semplicemente, così come sgorga da un cuore sorpreso e consolato. La vostra vicinanza assidua e discreta, manifestata in mille modi diversi in queste settimane – da chi ogni mattina mi manda un whatsapp, a chi ogni sera mi chiama al telefono, a chi mi scrive puntualmente o chiama per avere notizie e assicurare preghiera – mi ha letteralmente “avvolto” e mai come in questa circostanza ho sentito il nostro presbiterio diocesano come “mia gioia e mia corona” (Fil 4, 1), mia unica e vera famiglia.

Ho gustato una sollecitudine e una fraternità inattese, al di là di ogni mio merito, che vengono a consolidare e rinsaldare un legame sacramentale che tutti ci precede, ci è misteriosamente donato e cura e risana la nostra umanità ferita. Mentre ho misurato ancora una volta le mie debolezze e inadempienze, delle quali domando perdono al Padre delle misericordie e a voi tutti… Se ancora fosse stato necessario, queste giornate così intense di solitudine, riflessione e preghiera – nelle quali più e più volte ho ripercorso con il pensiero tutte le vostre case e le vostre comunità – mi hanno permesso di approfondire con ciascuno di voi una relazione vitale interiore e santa, che colma le nostre povertà naturali, rende bello e fecondo lo stare insieme dei fratelli (cf Sal 133, 1) e mi fa ammirare e celebrare il dono prezioso che ciascuno di voi è per il popolo cristiano e per il vescovo.

Con animo fraterno e paterno, invito me e voi a custodire questa perla preziosa, a non disperderla offuscando la sua luminosità con le nostre piccole miserie quotidiane, a coltivare ogni giorno la nostalgia del volerci bene così come siamo, nella ricchezza e nella povertà della nostra condizione di servi amati dal Signore, ai quali sono affidati come croce e come gloria l’amore e il servizio di questa Chiesa di Spoleto-Norcia. Vi abbraccio tutti, e invoco su di voi le più belle benedizioni di Dio.

Roma, Policlinico Gemelli, 26 novembre 2020

Il vostro vescovo, che vi vuole bene

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