Tanti i fedeli che hanno partecipato al solenne pontificale dell’Assunta presieduto nel Duomo di Spoleto dall’Arcivescovo la mattina del 15 agosto, tra cui il vice sindaco del Comune di Spoleto Danilo Chiodetti e il vice presidente del Consiglio comunale Sergio Grifoni. Facendo memoria del compimento della vicenda terrena della Madonna, mons. Boccardo nell’omelia ha detto: «Se viviamo nella fedeltà al Signore, se interpretiamo la vita del discepolo, se la percorriamo con e come Gesù, non dobbiamo avere paura della morte. Perché, quando l’esistenza è vissuta così, la morte è un passaggio; è una dormizione come quella di Maria. Tutti coloro che vivono la vita cristiana e sono capaci di trasfigurare i loro gesti umani all’interno della fede non possono temere la morte; chi fa continuamente la spola tra l’intenzione del cuore e i gesti dell’esistenza sa che tutto ciò che compie (sul Iavoro, in famiglia, nella società) entrerà nel compimento della vita. Ammirando la serenità della scena della dormizione della Vergine, possiamo intuire
che non è la morte in sé a farci paura quanto piuttosto il nostro rapporto con la morte. Questo ha a che fare con un modo di pensare e di rapportarsi con la vita: ogni giorno possiamo superare una tale paura quando, con il nostro comportamento concreto, vogliamo essere più vita che morte per noi e per gli altri, per la famiglia e per la società». Al termine della Messa l’Arcivescovo, i concelebranti e le autorità civili e militari sono saliti sulla loggia centrale della Cattedrale, con i fedeli adunati in Piazza, per la benedizione alla Città. Mons. Boccardo ha pronunciato la seguente preghiera:
“Santa Maria, Madre del Principe della pace, rivolgi il tuo sguardo di bontà ai popoli tormentati della terra e ottieni da Dio il dono della pace per il mondo intero. Si plachi il delirio dell’odio che funesta le nazioni e torni una nuova primavera di speranza e progresso per tutti. Regina della pace, tu
che, Addolorata, sei rimasta sotto la croce del tuo Figlio, accompagna i defunti sul campo di battaglia all’abbraccio misericordioso del Padre, consola il pianto e allevia la sofferenza di chi è vittima della violenza e di chi patisce per la devastazione, la solitudine e l’abbandono. A tanti popoli e a tante famiglie, sconvolte dal dolore, provate dalla miseria e dalla morte, lacerate dal potere tirannico e dalla menzogna, fa’ sentire il tuo conforto materno e il tuo sostegno provvidente perché ritrovino amore e fiducia e si aprano ancora alla speranza. Vergine della pace, ottieni da Dio sapienza e intelletto per i grandi e i potenti della terra perché, superando egoismi nazionali e personali, desiderio di rivalsa e interessi di parte, sappiano guardare al vero bene dei loro popoli e garantiscano a tutti un presente e un futuro di pace, giustizia e prosperità. E anche a noi, Santa Madre di Dio, ottieni la sapienza del cuore perché nelle nostre case e nelle nostre relazioni sappiamo seminare germi di pace e di riconciliazione e riconoscere in ogni persona che accostiamo l’immagine luminosa del tuo Figlio Gesù; mantieni integra e convinta la nostra fede, rafforza la nostra speranza, rendi credibile la nostra carità. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.



















