Dalla chiesa di S. Giacomo a Francocci di Spoleto fino al Santuario della Madonna Bruna di Castel Ritaldi: è il percorso, di quasi 5 km, del pellegrinaggio giubilare della Pievania di S. Brizio che si è tenuto nel tardo pomeriggio di giovedì 5 giugno 2025, vigilia della festa della Madonna Bruna. Insieme all’Arcivescovo, al pievano don Vito Stramaccia, a don Ivan Kaseliuk (collaboratore per l’assistenza spirituale della Comunità ucraina di rito bizantino) e al diacono permanente Gianluca Filippetti sono stati tanti i fedeli che si sono messi in cammino, alla scuola di Maria.
Prima della partenza mons. Boccardo ha detto: «Cosa portiamo a Maria, nella sua casa de la Bruna, affinché lei ne parli al Figlio Gesù? Basta un semplice grazie, oppure affidiamole qualcuno che ci sta a cuore e che ha bisogno di un gesto di consolazione e speranza». Lungo il tragitto, tra gli ulivi in fiore e immersi nel profumo delle ginestre, si sono alternati momenti di preghiera (le decine del rosario), momenti di silenzio, momenti di dialogo tra “compagni” di pellegrinaggio. Una
tappa è stata fatta al cimitero di Castel Ritaldi. «Questo luogo, o un altro simile, – ha detto l’Arcivescovo – è un appuntamento obbligato della nostra vita, anche se non vogliamo mai pensare alla morte. Ricordiamo tutti i nostri defunti e facciamo memoria dell’eredità che ci hanno lasciato, soprattutto l’esempio della loro vita. Diciamogli grazie per il bene che ci hanno voluto e perché dalla casa di Dio continuano a prendersi cura di noi». Un’altra tappa, poi, è stata fatta dinanzi alle scuole di Castel Ritaldi e qui si sono aggiunte tante altre persone. Mons. Boccardo ha consegnato ai pellegrini delle domande su cui riflettere: «Cosa rimarrà dopo di me, cosa ricorderanno di me? Per cosa mi affanno? Cosa io posso fare per costruire la pace, nelle nostre case, nei nostri rapporti familiari?».
Al Santuario della Madonna della Bruna l’Arcivescovo, don Vito e i pellegrini sono stati accolti dalla Banda di Castel Ritaldi e dal sindaco Elisa Sabbatini. Dinanzi alla chiesa mons. Boccardo ha detto ai presenti che «prendere in casa Maria vuol dire provare ad imitarla nei gesti ordinari della vita e a mettere il cuore nelle cose che facciamo». La serata si è conclusa con un momento di condivisione fraterna in piazza.


















