Lunedì 8 settembre 2025, natività di Maria, si sono tenuti, alla presenza dell’Arcivescovo, i pellegrinaggi giubilari delle Pievanie di Santa Chiara della Croce (Montefalco) e di S. Bernardino da Siena (Ferentillo, Montefranco, Arrone, Polino, Torre Orsina e Collestatte di Terni).
FOTO-GALLERY PIEVANIA SANTA CHIARA DELLA CROCEÂ
FOTO-GALLERY PIEVANIA S. BERNARDINO
Nella pievania di Santa Chiara, al mattino, mons. Boccardo, il Pievano don Sem Fioretti, don Luca Gentili e diversi fedeli si sono ritrovati dinanzi al Santuario di Santa Chiara della Croce a Montefalco. Prima della partenza il Presule ha salutato sul sagrato della chiesa la priora delle agostiniane suor Maria Cristina Daguati. Il percorso fatto dai pellegrini verso il Santuario della Madonna della Stella passava tra filari di vigna con i frutti oramai maturi. Nel pomeriggio, invece, l’Arcivescovo si è recato nella chiesa di S. Nicola a Casteldilago di Arrone per avviare il pellegrinaggio della Pievania di S. Bernardino da Siena. Insieme al Pievano don Jose Kuruvila Tekkumatom, VC, a don Tomasz Grodzki e ad un bel gruppo di fedeli c’erano i sindaci di Arrone Fabio Di Gioia, di Ferentillo Elisabetta Cascelli, di Montefranco Rachele Taccalozzi e di Polino Remigio Venanzi. Il percorso, su un erto sentiero dal quale si scorgono panorami mozzafiato su Casteldilago, Montefranco, Torre Orsina, Collestatte e San Liberatore, ha condotto i fedeli al santuario della Madonna dello Scoglio, a cui gli abitanti della zona sono molto legati.
Nelle soste verso i due Santuari, mons. Boccardo ha proposto alcune riflessioni ai pellegrini: «Pensiamo a cosa portare andando alla casa di Maria: sentimenti, progetti, fatiche, sofferenze, desideri, fallimenti. Affidiamo tutto ciò alla Madonna, che si prende cura delle nostre vite. Ancora, chi presentiamo alla Vergine: il bene delle persone, la loro vita, la loro salute, i nostri defunti. E infine, preghiamo per la pace nel mondo, con un pensiero speciale per i bambini di Gaza e le vedove ucraine».
Omelia dell’Arcivescovo. «Oggi – ha detto il Presule – celebriamo la festa della nascita di Maria. Eppure il Vangelo ci racconta della nascita di Gesù. Sembra un controsenso. Ma per comprendere il mistero di questa fanciulla dobbiamo guardare alla persona di Gesù. Non sono due momenti distinti nella storia della salvezza. Maria nella sua semplicità e apertura di cuore è stata capace di accogliere Dio. Lei, però, è efficace solo se la guardiamo accanto al suo Figlio: la sua docilità , infatti, va messa in parallelo con la passione di Cristo. Anche noi, come lei, siamo chiamati ad essere discepoli giorno dopo giorno di suo Figlio. Lei cammina davanti a noi ed è modello del nostro essere pellegrini nel tempo; continua ad essere Madre della Chiesa e nelle immagini la vediamo sempre come colei che ci offre il Figlio. E sono le immagini più belle che abbiamo della Vergine Maria».


















