«Non abbiamo sentito parole, ma un fuoco che ci spinge ad agire». Così il giornalista Rai Piero Damosso ha sintetizzato la giornata di sabato 11 luglio 2026 a Norcia in cui è stata celebrata la festa liturgica di S. Benedetto e la prima edizione del premio internazionale S. Benedetto da Norcia, quest’anno dedicato alla pace e assegnato al cardinale Pierbattista Pizzaballa Patriarca di Gerusalemme dei Latini.
La Messa in Abbazia. Alle ore 9.00 nell’Abbazia di S. Benedetto in Monte c’è stata la celebrazione eucaristica presieduta da padre Cassian Folsom, OSB. Hanno assistito alla Messa l’arcivescovo Renato Boccardo e l’abate Benedetto Nivakoff, OSB. Quest’ultimo ha tenuto l’omelia, dove ha sottolineato come S. Benedetto, nel capitolo 4 della Regola, esorta a tenere “innanzi agli occhi la morte, come fosse per venire”: «Oggi, invece, – ha detto – al posto della speranza il mondo propone l’ego, tutto è ottenibile a basso prezzo e la morte viene sempre più allontanata. Essere cristiani non vuol dire avere tutte le risposte, ma sapere di essere amati da Dio. Ognuno porta dentro demoni e zone oscure: il peccato, però, diventa il luogo dove incontriamo Dio e dove attendiamo il suo perdono. Cristo ci invita ad andare incontro al peccato con speranza e tenere davanti agli occhi la morte è l’unica via verso la vita. Accettiamo, dunque, la morte per gustare la resurrezione, la vera vita. Seguiamo Cristo e S. Benedetto».
La Messa in Basilica. Alle ore 11.00 c’è stato il Pontificale nella Basilica di S. Benedetto preseduto dall’arcivescovo Renato Boccardo e concelebrato da una ventina di sacerdoti diocesani e religiosi. Erano presenti numerose monache benedettine, che hanno animato nel canto la liturgia, provenienti da alcuni monasteri del centro Italia. Sono state accolte con premura dalla badessa di Norcia madre Caterina Corona.
Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato come Benedetto si allontana dalla vita pubblica non per paura, «ma per ché ascolta una voce misteriosa che gli parla al cuore e lo chiama a seguire un’altra via. La forza e la luce accumulate dentro, però, come sempre succede alle leggi del Regno di Dio, non dovevano restare un tesoro nascosto: il modello di vita proposto dalla Regola benedettina sarà capace di generare o fecondare una nuova civiltà; Benedetto ancora non sapeva, ma la strada intrapresa e lo stile “nuovo” della sua vita dovevano incidersi nel la grande storia religiosa e culturale
dell’umanità. … Interpretando i segni dei tempi, Benedetto vide che era necessario tendere alla santità evangelica in una forma ordinaria, nelle dimensioni della vita quotidiana: bisognava che l’eroico diventasse normale, e che il normale diventasse eroico. La spiritualità del nostro Santo non è una interiorità fuori dalla realtà. Grazie al suo intenso rapporto con Dio, egli diventa più attento ai doveri della vita quotidiana e all’uomo con i suoi bisogni concreti. Così, Benedetto è un esempio luminoso di santità che indica ai monaci come unico grande ideale Cristo; è un maestro di civiltà che propone un’equilibrata ed adeguata visione del le esigenze divine e delle finalità ultime dell’uomo; è una guida che suscita una fraternità autentica e costante, perché nel complesso dei rapporti umani non si perda di mira l’unità di spirito ma si costruisca e si alimenti la pace».
L’arrivo del card. Pierbattista Pizzaballa e la consegna del Premio. Dopo aver sostato nell’Abbazia di S. Benedetto in Monte, il Porporato alle 16.30 è giunto nella piazza principale di Norcia, accolto dal sindaco Giuliano Boccanera e dalle altre autorità civili e militari. Poi, si è diretto alla Basilica di S. Benedetto dove è stato accolto dall’Arcivescovo e dal clero presente. Mons. Boccardo ha illustrato la storia della Basilica, soffermandosi in particolare sugli ultimi dieci anni: dalla distruzione a causa del terremoto del 2016 alla sua ricostruzione culminata con la riapertura al culto lo scorso 31 ottobre. Pizzaballa si è recato in visita nel Palazzo Comunale, ha incontrato i giornalisti al DigiPass e infine nel Teatro civico ha ricevuto il Premio Internazionale S. Benedetto da Norcia. Si tratta di un’opera dell’artista Andrea Roggi, ancorato ad una pietra recuperata dalle macerie del sisma del 2016: trasmette un’idea di pace con un volo di rondini, che nell’immaginario è ricondotto a S. Benedetto, le quali escono da un mondo lacerato. Dopo i saluti istituzionali, hanno dialogato con il card. Pizzaballa: Carmen Lasorella, giornalista; Maria Gianni, corrispondente Rai in collegamento da Gerusalemme; Francois Vayne, responsabile della comunicazione dei Cavalieri del Santo Sepolcro; una ragazza in rappresentanza dei giovani di Norcia. Le musiche e le voci che hanno intervallato i vari momenti della consegna del premio sono state di: Miriam Toukan, cantante; Idan Toledano, chitarrista; “Discanto”, coro di voci bianche; “Trio PAX” orchestra.
Le parole del card. Pizzaballa. Dopo aver ringraziato per l’accoglienza e per l’assegnazione del premio, ha condiviso con i presenti molti pensieri. Ne riportiamo solo alcuni: «La guerra, specie a Gaza, ha devastato il tessuto sociale, la vita delle famiglie e delle comunità. La ricostruzione di tutto ciò richiederà molto tempo. Noi non abbiamo istituzioni, non si sa a chi fare riferimento, non si sa chi decide. È molto difficile. Dalla vostra esperienza di terremotati riporto con me in Terra Santa la volontà della popolazione di rimanere e ripartire, certi che poi le vie si trovano. Abbiamo bisogno di segni di fiducia. Nel Medio Oriente i vecchi equilibri non ci sono più, i nuovi non ci sono, la transizione sarà lunga: abbiamo bisogno del metodo di S. Benedetto per creare i fondamenti per la ricostruzione dell’uomo nella sua integralità. Il conflitto non lo dobbiamo cancellare, anzi va spiegato nelle scuole e dire che si può fare in modo diverso. I giovani sono il perno da cui ripartire. Il mese scorso sono stato a Gaza e mi sono recato in ciò che rimane dell’Università pubblica. Ho incontrato 600 studenti ed uno mi ha detto: “Non vogliamo più la violenza”. Poi, ho partecipato ad un convegno a
Tel Aviv con circa 10.000 ragazzi israeliani che hanno gridato a gran voce: “ Dobbiamo voltare pagina, questa non è la strada”. Gli architetti della ricostruzione, dunque, ci sono. Ma il processo sarà lungo. Il nostro compito è tenere le porte aperte a tutti, senza giudicare: stiamo vivendo una lunga notte che sembra non finire mai. Abbiamo però tante luci che la illuminano e sono le persone delle nostre parrocchie e i tanti giovani che incontro che, con la loro testimonianza, ci dicono che dove c’è l’amore la violenza non prevarrà».
Il concerto della Banda della Polizia di Stato. La giornata si è conclusa con il concerto in Piazza S. Benedetto della Banda della Polizia di Stato, cui ha partecipato il card. Pizzaballa.
Il premio 2027. È stato annunciato che per il 2027 il tema scelto è il lavoro. La commissione del Premio a breve si riunirà per un bilancio di questa prima edizione e per iniziare ad individuare la figura a cui consegnarlo. Ricordiamo i membri della commissione: Piero Damosso, presidente; Antonio Duca, vice sindaco di Norcia; Giuseppina Perla, consigliere comunale di Norcia; Andrea Russo, consigliere comunale di Norcia; Davide Rondoni, poeta e scrittore; don Luca Gentili, cancelliere dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia; dom Placido Alberti, rappresentate dell’Abbazia di S. Benedetto in Monte; Fabio Di Stefano, responsabile dei rapporti con le istituzioni e della comunicazione del Parlamento Europeo in Italia; Stefano Ugolini, docente di storia dell’arte.


















