Messa per i nati nell’anno e Giornata del malato. La cronaca di una giornata significativa per la comunità ecclesiale dove si è celebrata la vita. Le parole dell’Arcivescovo. Foto.

Messa per i nati nell’anno e Giornata del malato. La cronaca di una giornata significativa per la comunità ecclesiale dove si è celebrata la vita. Le parole dell’Arcivescovo. Foto.

Messa per i nati nell’anno e Giornata del malato. La cronaca di una giornata significativa per la comunità ecclesiale dove si è celebrata la vita. Le parole dell’Arcivescovo. Foto.

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Messa per i nati nell’anno e Giornata del malato. La cronaca di una giornata significativa per la comunità ecclesiale dove si è celebrata la vita. Le parole dell’Arcivescovo. Foto.

Domenica 11 febbraio 2024 è stata una giornata particolarmente significativa per la Chiesa di Spoleto-Norcia. Al mattino, nel Duomo di Spoleto, c’è stata la Messa per i nati nell’anno 2023 negli Ospedali del territorio; nel pomeriggio, al Santuario della Madonna della Stella in Montefalco c’è stata la celebrazione eucaristica nella XXXII Giornata mondiale del Malato.

Messa per i nati nell’anno. «Questi bambini sono il dono di Dio alle vostre case: a loro va il mio più cordiale benvenuto». Con queste parole l’Arcivescovo ha avviato la celebrazione eucaristica.

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Con mons. Boccardo ha concelebrato il vicario generale don Sem Fioretti. La liturgia è stata animata dal coro della chiesa di S. Filippo. Presente il sindaco di Spoleto Andrea Sisti. «Cari genitori, siete qui – ha detto poi il Presule nell’omelia –  per affidare al Signore i vostri bimbi, chiedendogli la sua grazia. Dio si riconosce in ciascuno di questi bambini, si rispecchia in essi. Questi bimbi crescendo avranno bisogno dell’esempio di persone credibili. Non bastano cibo e vestiti, una buona scuola, lo sport. Ciò che rimane è l’esempio. Questa è la vostra missione più alta cari genitori: dire ai vostri figli che quello che hai visto fare da mamma e papà puoi farlo anche tu. Non possiamo – ha proseguito mons. Boccardo – defraudare questi bambini di esempi significativi che gli consentano di affrontare il cammino della vita. Non sappiamo cosa faranno da grandi, ma non facciamogli mancare testimoni credibili. È un’impresa che richiede coraggio, coerenza e fedeltà, ma ne vale pena. E questo sarà il dono più bello che possiamo dare a questi bimbi». Al termine della Messa, tutti si sono spostati in Piazza Duomo per il tradizionale lancio di palloncini blu e rosa. «È un segno esteriore – ha detto il Vescovo – di augurio e festa. Nel ripetere questo gesto, vi invito a pensare ai bambini che in diversi parti del mondo soffrono a causa della guerra. Non possiamo ignorare queste tragedie che feriscono l’umanità. I palloncini servono a poco, ma sono importanti se affidiamo loro il nostro desiderio di giustizia e libertà per i bambini che vivono nelle zone di guerra. È un piccolo segno, ma ricco di significato: ci ricorda il nostro impegno a curare la pace nei gesti quotidiani».

Giornata del Malato. Tanti malati e persone anziane, accompagnati dai familiari e dai volontari di diverse associazioni del territorio, si sono ritrovati al santuario della Madonna della Stella in Montefalco per partecipare alla Messa celebrata dal Vescovo in occasione della XXXII Giornata Mondiale del Malato.

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Col Presule hanno concelebrato: don Sem Fioretti, vicario generale; don Bruno Molinari, assistente ecclesiastico dell’Unitalsi Spoleto-Norcia; padre Roberto Cecconi, cp, rettore del santuario; mons. Dino Pallucchi, cappellano dell’ospedale di Spoleto; don Vito Stramaccia, pievano della Pievania di S. Brizio; padre Alex Remolini, oad, parroco di Santa Rita in Spoleto. La liturgia è stata animata dalla corale del santuario. Così si è espresso mons. Boccardo all’inizio della celebrazione: «Da ogni parte della Diocesi siamo venuti qui alla Stella per andare incontro al Signore. Portiamo nella nostra preghiera ogni umana sofferenza conosciuta o sconosciuta». Nell’omelia, poi, l’Arcivescovo ha sottolineato come «tutti portiamo qualche malattia, fisica o dell’anima, una qualche ferita che condiziona le nostre giornate. Siamo qui per dire a Gesù: se vuoi, puoi guarirmi. Mettiamo tutta la nostra disperazione nelle sue mani, affidiamoci a lui, chiediamogli di prendersi cura di noi. Siamo qui mendicanti della carezza del Signore e a lui diciamo: insegnami a portare il peso della sofferenza; sono qui pieno di fiducia perché so che non sono da solo, ci sei tu che mi aiuti a portare il peso della sofferenza». E poi rivolto ai familiari e agli operatori che si prendono cura delle persone malate mons. Boccardo ha detto: «Siete la carezza del Signore. Grazie di quanto fate, anche in mezzo a difficoltà e momenti di scoraggiamento». Al termine della Messa c’è stata la processione all’interno del santuario della statua della Madonna di Lourdes portata dai volontari dell’Unitalsi.

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