Incontro con padre Federico Lombardi su “La Chiesa in cammino guidata da papa Francesco”. «Il Pontefice guarda al mondo e ai suoi problemi non dal centro ma dai margini».

Incontro con padre Federico Lombardi su “La Chiesa in cammino guidata da papa Francesco”. «Il Pontefice guarda al mondo e ai suoi problemi non dal centro ma dai margini».

Incontro con padre Federico Lombardi su “La Chiesa in cammino guidata da papa Francesco”. «Il Pontefice guarda al mondo e ai suoi problemi non dal centro ma dai margini».

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«La grande caratteristica di papa Francesco è che riesce a far capire bene alla gente che Dio vuole bene a tutti, che non esclude nessuno, nemmeno chi vive situazioni sbagliate e tristi». Sono parole che padre Federico Lombardi, il gesuita che fino all’estate scorsa ha diretto la Sala Stampa della Santa Sede, ha pronunciato a Spoleto, nella chiesa di Santa Rita, giovedì 15 dicembre scorso, intervenendo all’iniziativa culturale dell’Archidiocesi “Dialoghi in città”. Accolto dall’arcivescovo Renato Boccardo e da un discreto numero di persone, padre Lombardi ha delineato alcune questioni che stanno molto a cuore al Papa e che ne determinano parole e azioni.

Come prima cosa i grandi spostamenti di popoli e persone da un Paese all’altro a motivo della guerra, della fame, di un regime dittatoriale, della mancanza di lavoro. «Qui – ha detto il gesuita – l’occhio del Papa è sempre molto attento.  Parla spesso di questi argomenti e non a caso il suo primo viaggio in assoluto è stato a Lampedusa per abbracciare i profughi e per pregare per quelli che nel mare hanno perso la vita. Ci provoca spesso domandando: come cristiani siamo aperti o chiusi? Vogliamo costruire una società includendo gli altri oppure erigendo dei muri?». La seconda questione che sta al cuore al Santo Padre riguarda i cambiamenti della condizione umana: i progressi della scienza, della medicina, i nuovi modi di relazionalità che scaturiscono anche dai nuovi media. «Ci parla spesso della cultura dell’incontro, un incontro sincero e non solo di parola ma di cuore. Il suo costante invito è a confrontarsi con l’altro (anche se non cristiano) e non rimanere isolati», che detto in altri termini  vuol dire non rimanere chiusi nel recinto delle sacrestie. Poi, il Vescovo di Roma segue con molta attenzione i cambiamenti economici nel mondo, dove sono presenti molte disuguaglianze fra Paesi o all’interno dello stesso Paese. «Francesco dinanzi a piaghe che scaturiscono da situazioni economiche precarie come la discriminazione, lo sfruttamento, la tratta di persone parla di un dilagare della cultura dello scarto. Al suo posto ci invita a mettere la cultura della solidarietà». Non meno attenzione presta ai conflitti e alla violenza nel mondo. «Diverse volte ha parlato che è in atto una Terza Guerra Mondiale che definisce a spicchi. Chiede dialogo, non irrigidimento, perdono e riconciliazione». Infine, è nota la sua attenzione alla riconciliazione con le creature e al rispetto del creato.

«Il Papa – ha detto Lombardi – dinanzi a queste sfide riesce ad avere un atteggiamento di valutazione critica perché si mette dalla parte dei poveri, di chi soffre, di chi vive nelle periferie. Lui guarda al mondo non dal centro ma dai margini. E questo si può cogliere anche dal fatto che, ad esempio in Europa, ha visitato le periferie e non ancora le grandi capitali. Francesco ha la grande capacità di mettersi nel cuore, negli occhi e nella mente di chi vive in difficoltà. In ogni discorso, omelia, intervista, messaggio emergono sempre in maniera molto chiara i due passi del Vangelo a lui molti cari: le Beatitudini e il Giudizio universale.

A padre Lombardi, nel corso del successivo dialogo con i presenti, è stato chiesto cosa ha provato quando è stato eletto il cardinal Bergoglio, come lui gesuita. «Sono rimasto allibito, esterrefatto e senza parole. Avere un Papa gesuita era impossibile, inimmaginabile. E invece…». 

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