Anno Santo 2025, le chiese giubilari: Santuario di S. Francesco al Monteluco. Il guardiano padre Paolo Zampollini: «È un luogo di speranza in cui ritrovare l’incontro con il Signore». Foto.

Anno Santo 2025, le chiese giubilari: Santuario di S. Francesco al Monteluco. Il guardiano padre Paolo Zampollini: «È un luogo di speranza in cui ritrovare l’incontro con il Signore». Foto.

Anno Santo 2025, le chiese giubilari: Santuario di S. Francesco al Monteluco. Il guardiano padre Paolo Zampollini: «È un luogo di speranza in cui ritrovare l’incontro con il Signore». Foto.

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Anno Santo 2025, le chiese giubilari: Santuario di S. Francesco al Monteluco. Il guardiano padre Paolo Zampollini: «È un luogo di speranza in cui ritrovare l’incontro con il Signore». Foto.

Il Santuario di S. Francesco al Monteluco di Spoleto, retto dai Frati Minori della Provincia Serafica di Umbria e Sardegna, è una delle chiese giubilare scelte dall’arcivescovo Renato Boccardo insieme alla Cattedrale, al Santuario della Madonna della Stella a Montefalco e alla Basilica di Santa Rita a Cascia. Monteluco, ad 8 km dalla città di Spoleto, è un monte sacro abitato dagli eremiti siriani fin dal 528 circa. S. Francesco ha visitato il luogo nel 1221 e i monaci eremiti gli affidarono la cappella di Santa Caterina, attorno alla quale si svilupparono le prime cellette, nucleo dell’attuale convento. Nel chiostro c’è il pozzo di S. Francesco: una piccola sorgente ancora zampillante che il Santo fece scaturire dal vivo scoglio presso

Corpo del beato Leopoldo da Gaiche

la grotta dove abitava. Le caratteristiche cellette e le grotte nel bosco testimoniano la presenza a Monteluco di S. Francesco, S. Antonio da Padova, S. Bonaventura e S. Bernardino da Siena. Oltre a questi, altri religiosi si sono ritirati a Monteluco per vivere in modo pieno la Regola francescana: il beato Francesco da Pavia vi è morto il 16 agosto 1454 e  il beato Leopoldo da Gaiche nel 1788 vi fondava il Ritiro di stretta osservanza e qui è morto il 2 aprile 1815 e il suo corpo riposa nella chiesa conventuale. L’arcivescovo di Spoleto Giovanni Maria Mastai, futuro Pio IX, ha fatto parte della fraternità del Terz’Ordine Francescano di Monteluco. Dalla soppressione italiana il convento è proprietà del Comune di Spoleto.

FOTO-GALLERY

Padre Paolo Zampollini, ofm

Oggi è abitato dai sei frati, il cui guardiano è padre Paolo Zampollini. «Fino a qualche anno fa – ci dice – questa era la casa di Postulandato della Provincia, dove cioè venivano accolti i giovani che chiedevano di sperimentare la nostra vita per verificare se potevano poi farla propria. Ora è una casa di esercizi spirituali e vengono tante persone, sia religiose che laiche, per dare respiro all’anima. È un luogo di speranza in cui ritrovare l’incontro con il Signore; per noi frati è molto bello essere per coloro che vengono alla ricerca della preghiera, come diceva S. Francesco, madri che custodiscono i propri figli. Dopo otto secoli la vocazione di questo luogo è rimasta immutata e il silenzio è la sua caratteristica principale: questo permette di cogliere ancora meglio la voce di Dio». Padre Paolo e tutta la comunità sono felici che il santuario di S. Francesco sia stato scelto dall’Arcivescovo come chiesa giubilare. Le tante persone che vi andranno per gli esercizi spirituali, i molti spoletini che vi saliranno soprattutto nel tempo estivo e i pellegrini sulla via di Francesco avranno così l’occasione di lucrare l’indulgenza plenaria legata al Giubileo. «Nei fratelli e sorelle che accogliamo – dice padre Paolo – percepiamo forte l’assenza della speranza e non credono più in sé stessi. Giungere qui è

Il convento primitivo

allora occasione per fermarsi, per sperimentare che Dio ci vuole bene. Notiamo, poi, che molti vengono perché hanno smarrito i ritmi ordinari della vita, oscurati dalla frenesia in cui tutti siamo immersi. Prossimamente accoglieremo un gruppo di manager di varie aziende che hanno scelto di fermarsi per ritrovare il silenzio, per ascoltare la natura, per ricercare uno scorrere del tempo più ordinato». La settimana scorsa a Monteluco padre Paolo ha predicato gli esercizi spirituali all’Arcivescovo e ad un gruppo di preti di Spoleto-Norcia: «Una bella esperienza. Ci siamo fermati ad ascoltare la Parola di Dio e riscoprire di nuovo l’amicizia con il Signore. È stato bello vivere la fraternità presbiterale». Chiunque volesse visitare il Santuario e il Convento e accostarsi al sacramento della confessione lo può fare ogni giorno dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. «Ma all’ingresso del convento – dice padre Paolo – c’è un campanello, basta suonare e ci incontriamo. Vi aspettiamo con gioia in questo Anno Santo. E insieme faremo esperienza della nostra unica speranza, Cristo. Lui è nostro amico, ci ama, ci accompagna e ci permette di guardare al futuro sapendo che c’è un compimento certo: andare verso l’incontro con il Padre».

SITO INTERNET DEL CONVENTO 

 

 

 

 

 

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