Durante il periodo della Quaresima dell’Anno Santo sono in programma delle liturgie penitenziali per ricevere l’indulgenza plenaria.
La prima si è tenuta al Santuario della Madonna delle Lacrime a Trevi domenica 9 marzo 2025 per i fedeli delle Pievanie del beato Pietro Bonilli, di Santa Maria in Campello sul Clitunno, di S. Brizio e di S. Giacomo Apostolo. Dopo l’ascolto della Parola di Dio, l’Arcivescovo ha detto: «Con la confessione ci riconosciamo fragili, incapaci di essere fedeli agli impegni del Battesimo; è un rimettersi nelle mani di Dio perché curi e guarisca ciò che è stato ferito, perché cancelli il male e le sue conseguenze che abitano ancora nel nostro cuore. Dio riconcilia gratuitamente, al di là dei nostri meriti. Assumiamo allora l’atteggiamento del medicante e tendiamo la mano per accogliere il dono che ci offre e che rinnova la nostra bellezza originaria. L’indulgenza, poi, toglie anche le conseguenze del peccato, ci dona la grazia di Dio affinché possiamo vincere le seduzioni del maligno. Questa celebrazione è un dono di grazia per entrare a pieno nel Giubileo. Siamo qui per guardare alla nostra vita non per sentirci colpevoli, ma per prendere coscienza del bisogno che abbiamo della grazia di Dio e affidare a lui il male commesso, nella certezza che il Signore fa in me cose grandi e la sua misericordia dà origine a una nuova creazione». Arcivescovo e presbiteri hanno quindi accolto le confessioni dei tanti fedeli presenti. Dinanzi all’altare c’erano un grande crocifisso e un catino con l’acqua santa, mentre nell’altare della Madonna delle Lacrime era stato esposto Gesù Eucaristia. Le persone, terminata la confessione hanno deposto un lumino ai piedi della croce, si sono aspersi con l’acqua santa e hanno sostato in preghiera dinanzi al Santissimo.
Foto-gallery liturgia penitenziale giubilare del 9 marzo 2025
La seconda liturgia penitenziale giubilare si è tenuta al Santuario di Santa Chiara della Croce a Montefalco domenica 16 marzo 2025 per i fedeli delle Pievanie di Santa Chiara della Croce, Madonna delle Valle e S. Felice. Una liturgia sobria, ma ricca di segni forti: l’ingresso solenne della grande croce, portata fino all’altare, ha immerso i presenti nel mistero della misericordia e della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte; la benedizione dell’acqua ha richiamato la memoria del Battesimo, quel momento originario in cui la vita nuova in Dio ha avuto inizio per ciascuno dei presenti. Il canto delle monache agostiniane ha accompagnato ogni gesto, aiutando i fedeli a immergersi ancora più profondamente nel senso di questo tempo di misericordia e di grazia. Il Vangelo di Bartimeo, proclamato durante la liturgia, ha motivato l’intera serata e la riflessione dell’Arcivescovo. «Gesù passa a Gerico – ha detto mons. Boccardo – e la gente lo guarda curiosa, lo vuole toccare. Anche stasera Gesù passa in mezzo
a noi, continua a camminare lungo le strade della nostra vita. Nessuno è estraneo al suo sguardo, che è di misericordia. Gesù vede me. E noi, come il cieco di Gerico, gridiamo verso di lui: gli consegniamo le nostre fatiche, gli diciamo di avere pietà di noi, di riconoscere il nostro peccato e imploriamo la sua riconciliazione. Alzati, ti chiama: siamo qui per dire al Signore “cosa vuoi che io faccia per te?”. Gesù non fa calcoli, il suo amore non conosce misure. Gli domandiamo il perdono, il dono dell’indulgenza giubilare che ci rende capaci di essere vittoriosi nella lotta con l’inclinazione al male. Il peccato ci getta nel buio: il sacramento della penitenza ci fa di nuove vedere ciò che è bello e giusto. Con l’assoluzione sacramentale la luce torna a splendere nelle nostre vite. E lì che Gesù ci dice: vieni e seguimi. Nient’altro». Mentre il Santissimo Sacramento era esposto nella cappella di Santa Croce, la stessa in cui Santa Chiara rese la sua anima a Dio, i sacerdoti – dieci in tutto, insieme all’Arcivescovo – si sono disposti in tutta la chiesa per accogliere le confessioni individuali, in un clima di raccoglimento e silenzio. Le persone, terminata la confessione hanno deposto un lumino ai piedi della croce, si sono aspersi con l’acqua santa e hanno sostato in preghiera dinanzi a Gesù Eucaristia. La liturgia si è conclusa con la benedizione finale dell’Arcivescovo, che ha affidato ogni cuore rinnovato alla custodia del Signore. Una serata di comunione profonda tra le Pievanie e il loro Vescovo, un vero anticipo della gioia della Pasqua, nella certezza che Dio non si stanca mai di donare il Suo perdono e la Sua luce. (Ha collaborato alla cronaca don Mario Proietti, CPPS, dell’Abbazia di S. Felice a Giano dell’Umbria).
Foto-gallery liturgia penitenziale giubilare del 16 marzo 2025
La terza Liturgia penitenziale giubilare si è tenuta alla Sala della Pace del Santuario di Santa Rita a Cascia domenica 23 marzo 2025 per i fedeli delle Pievanie dei Santi Benedetto e Scolastica, di Santa Rita, del Beato Giolo, dei Santi Felice e Mauro, di S. Bernardino. Lo schema è stato lo stesso delle altre liturgie: accoglienza della Croce, benedizione dell’acqua, preghiera penitenziale, ascolto della Parola (parabola della pecora smarrita), meditazione dell’Arcivescovo, esposizione del Santissimo Sacramento, confessioni, sosta in preghiera dinanzi a Gesù Eucaristia, deposizione di un lume ai piedi della croce, aspersione con l’acqua santa, recita del Padre Nostro, benedizione finale. La liturgia è stata animata dalla corale parrocchiale di Cascia. Mons. Boccardo nella sua riflessione ha detto: «Ognuna delle cento pecore è preziosa per il pastore, anche se zoppa o non in piena forma. Il pastore cammina fin quando non la trova e se la mette sulle spalle: il gregge si è ricomposto, è necessario fare festa per la pecora ritrovata. Il messaggio che
Gesù ci lascia con questa parabola è chiaro: quella pecora che si è allontanata, che vuole fare per conto proprio senza l’autorità e la vigilanza del pastore sono io quando mi allontano dalla Chiesa, dalla relazione di amicizia con Dio. Ma Dio mi viene a cercare, non giudica, non domanda perché me ne sono andato, mi prende in braccio e mi riporta a casa. E questa sera siamo qui per lasciarci trovare dal Signore che ci chiede, col sacramento della riconciliazione, di ritornare a lui, ci spalanca le braccia della sua misericordia e ci dice: “Tu sei prezioso ai miei occhi e non voglio perderti; torna a casa, c’è un posto per te, ti restituisco la tua bellezza originaria”. In questo luogo guardiamo a Santa Rita: è stata una donna che ha vissuto seriamente la vita cristiana. Ci aiuti ad essere discepoli autentici del Signore Gesù».
Foto-Gallery della liturgia penitenziale giubilare del 23 marzo 2025
La quarta e ultima Liturgia penitenziale giubilare si è tenuta nella chiesa di S. Giovanni Paolo II a S. Nicolò di Spoleto domenica 30 marzo 2025 per i fedeli delle Pievanie di S. Ponziano, S. Giovanni Paolo II, S. Giovanni Battista e i Santi Erasmo e Fortunato. Lo schema è stato lo stesso delle altre liturgie: accoglienza della Croce, benedizione dell’acqua, preghiera penitenziale, ascolto della Parola, meditazione dell’Arcivescovo, esposizione del Santissimo Sacramento, confessioni, sosta in preghiera dinanzi a Gesù Eucaristia, deposizione di un lume ai piedi della croce, aspersione con l’acqua santa, recita del Padre Nostro, benedizione finale. La liturgia è stata animata dalla corale delle Pievanie. Mons. Boccardo nella sua riflessione ha detto: «Il Padre continuamente cerca quanti si allontanano da lui. Siamo qui per prendere coscienza della ferita che abbiamo inferto al Padre misericordioso con il nostro peccato. Con la riconciliazione prendiamo coscienza che c’è un Padre che ci attende sull’uscio di casa e dice: ti aspettavo! Il vero miracolo che non sappiamo più apprezzare è la confessione: ci riabilita, fa nascere in noi una persona nuova. Dio non ci rimprovera del male commesso, ci dice solo ti voglio bene così come sei».
Foto-Gallery della liturgia penitenziale giubilare del 30 marzo 2025


















