Assemblea e Giubileo dei Sacerdoti a Roccaporena. Tre giorni in cui Arcivescovo e preti hanno pregato, ascoltato, riflettuto, dialogato. Foto.

Assemblea e Giubileo dei Sacerdoti a Roccaporena. Tre giorni in cui Arcivescovo e preti hanno pregato, ascoltato, riflettuto, dialogato. Foto.

Assemblea e Giubileo dei Sacerdoti a Roccaporena. Tre giorni in cui Arcivescovo e preti hanno pregato, ascoltato, riflettuto, dialogato. Foto.

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Dal 14 al 16 giugno 2016 a Roccaporena di Cascia, paese natale di Santa Rita, si è tenuta l’assemblea del clero dell’archidiocesi di Spoleto-Norcia: tre giorni in cui Arcivescovo e preti hanno pregato, ascoltato, riflettuto, dialogato e, infine, definito il calendario delle attività per il nuovo anno pastorale 2016-2017 che, come oramai noto, sarà caratterizzato dall’Assemblea sinodale. Don Dario Vitali, docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana, ha tenuto (martedì 14 giugno) una relazione su “Una Chiesa sinodale”, mentre don Maurizio Gronchi, docente di Teologia dogmatica alla Pontificia Università Urbaniana, ha presentato (mercoledì 15 giugno) l’Esortazione apostolica di papa Francesco “Amoris laetitia”. Nell’ultimo giorno, giovedì 16 giugno, mons. Boccardo e i sacerdoti hanno vissuto il loro Giubileo della Misericordia. Al mattino hanno ascoltato la relazione di mons. Arturo Aiello, vescovo di Teano-Calvi, sul tema “Tornare alle radici”.

Il Presule campano ha proposto alcune chiamate a cui ogni sacerdote deve rispondere: ad essere collegio, a stare con Cristo per essere come Lui e per essere Lui, a predicare per raccontare ad altri quanto sperimentato, a vincere il maligno, a impegnarsi nella pastorale vocazionale che è la vita dei presbiteri. Nel pomeriggio c’è stata la liturgia penitenziale in cui ogni sacerdote ogni sacerdote ha avuto la possibilità di confessarsi. Al termine, annuncio del Giubileo, passaggio dalla Porta Santa della Misericordia e celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo. L’omelia è stata tenuta dal vescovo di Teano-Calvi che ha indicato alcune caratteristiche del pregare, «conosciute e vissute da tutti – ha detto – ma che è bene costantemente ricordarci». «Pregare – ha detto mons. Aiello – è una relazione, è dire Padre e santificare il suo nome, invocarlo sopra di noi; pregare è accorgersi che il Regno di Gesù è in mezzo a noi nelle specie più umili; pregare è accettare la volontà di Cristo mettendo da parte la nostra; pregare è pane che assimiliamo e ci assimila (perdere il gusto del pane è morire); pregare è ricevere perdono (in ogni preghiera entriamo peccatori ed usciamo perdonati); pregare è ricevere la comunione tra noi, tra noi e il Vescovo, con i parrocchiani, con chi ci offende, con chi non tolleriamo; pregare è sentire che il male è sgominato; pregare è dire amen (che vuol dire affermazione, sì) si di noi, su quello che è stato, su quello che sarà, sulla nostra Diocesi, sulla nostra parrocchia». Prima della benedizione finale mons. Boccardo ha ringraziato mons. Aiello per il suo contributo e tutti i preti presenti, raccomandando loro di raccontare alla gente quanto vissuto a Roccaporena e di portare a tutti il saluto del Vescovo.

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