Giornata per la Vita: resoconto convegno “Racconta la vita” e Messa nati nell’anno. Foto.

Giornata per la Vita: resoconto convegno “Racconta la vita” e Messa nati nell’anno. Foto.

Giornata per la Vita: resoconto convegno “Racconta la vita” e Messa nati nell’anno. Foto.

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Tantissime persone hanno riempito, il pomeriggio di venerdì 6 febbraio, l’Auditorium dell’Istituto per Sovrintendenti P.S. “R. Lanari” di Spoleto per assistere al convegno “Racconta la vita”, il primo momento pensato dalla pastorale familiare della Diocesi, in collaborazione con il reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale di Spoleto, per celebrare la Giornata della Vita (il secondo è la Messa per i nati nell’anno tenutasi in Duomo domenica 8 febbraio, ndr).

 

Foto-gallery “Racconta la Vita”

Foto-gallery Messa nati nell’anno

Questo evento, giunto alla quinta edizione, ha come base oramai consolidata una serie di testimonianze sulla vita, sulle sue gioie e le sue difficoltà. Presentatore della serata è stato il giornalista e conduttore televisivo Massimo Giletti che, con la sua esperienza e professionalità, ha reso la serata riflessiva e al tempo stesso “leggera”. I presenti sono stati accolti dal neo direttore della Scuola di Polizia, la dott.ssa Elisa Beatrice Cozza. Tra le autorità erano presenti: il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli, il direttore medico del presidio ospedaliero di Spoleto Luca Sapori e il primario del reparto di Ginecologia ed Ostetricia del nosocomio cittadino Fabrizio Damiani. Le musiche della Banda della Città di Spoleto, presieduta da Franco Mosca e diretta dal maestro Angelo Silvio Rosati, hanno arricchito il convegno.

L’arcivescovo, mons. Renato Boccardo, nel saluto iniziale ha sottolineato come questo evento è pensato a favore della vita e non contro qualcosa. «È dunque è un’iniziativa del sì alla vita; poi, da questo sì scaturiscono alcuni no, ma all’inizio c’è un sì che è accoglienza. E su questo noi vogliamo riflettere».

Hanno portato la loro testimonianza:

Don Aniello Manganiello: Parroco di Scampia (NA) per 16 anni, si è sempre battuto in prima linea contro la criminalità organizzata e il malaffare. «Sono andato parroco a Scampia – ha detto – malvolentieri e con tanti pregiudizi. Poi, giorno dopo giorno ho constatato la sofferenza, i pianti e la disperazione della gente; ho capito come dietro il male si nasconde il bene. A Scampia c’è un’umanità che va oltre la camorra. Il recupero della vita di queste persone avviene non mostrando i muscoli, ma attivando un percorso culturale ed educativo, l’unica via che riesce ad impedire alla camorra di essere un ammortizzatore sociale. È possibile – ha concluso – costruire la propria vita lontano dalle logiche della criminalità». 

Chiara e Sandro Baggio, di Torino: sposati, tre figli. È stata la testimonianza di una famiglia normale che si apre alla vita degli altri in parrocchia, nell’accompagnare i fidanzati al matrimonio, nell’ascoltare storie di vita familiare (crisi, momenti di difficoltà, gioie).

Paola e Gualtiero Terzi di Rocca di Papa (Roma), sposati, cinque figli. Anche la loro è stata una testimonianza di una famiglia normale che ha scelto di “educare alla vita” i propri figli mandandoli a studiare in Università di varie parti del mondo (Africa, India ecc…): sono accolti da famiglie locali. A loro volta, essi, accolgono ragazzi di varie parti del mondo che studiano in Italia. Apertura alla vita come interscambio culturale.

Anna Maria Benedetti, di Spoleto, sposata, tre figli, per venti anni coordinatrice della Caritas diocesana: ha raccontato la sua “rinascita” dopo quattro delicati, infausti interventi al cuore in tre mesi. «Il mio corpo – ha detto – è stato smontato e ricomposto. Non volevo più vivere, ero arrabbiato con quello dei piani alti (Dio, ndr). Poi, ho iniziato a prestare orecchio a chi mi diceva “ce la puoi fare”. Ho capito che per nostro Signore ero importante, mi sono sentita amata e presa per mano da lui. Ora ho un’altra sensibilità, ho bisogno di silenzio e, giunta ad ottanta anni, è bello avere nuove forze ed energie».  

Anna Maria Brizi, di Collestatte di Terni. Ha raccontato una storia semplice, come quella di tante altre persone, che è segno di fiducia in Dio di fronte ad ogni avversità. Anna Maria, con i suoi figli Michele e Nicola e con l’anziana zia Vincenza, di cui si prende cura, ogni giorno si rimbocca le maniche per affrontare la vita con tenacia, senza il marito (morto per una fibrosi polmonare) e con un figlio, Michele, autistico. Nonostante ciò, mette a disposizione il suo tempo in parrocchia, testimoniando (a giovani e anziani) che la vita è bella nonostante tutto.

Battistina Vargiu, sarda di origine, spoletina di adozione, sposata, una figlia. È stata insegnante e per tanti anni dirigente scolastico nelle scuole di Spoleto. Ha ricoperto anche il ruolo di assessore all’istruzione e alle politiche sociali nel Comune di Spoleto. Ha testimoniato la sua esperienza con e per i giovani, la bellezza di accompagnarli alla scoperta della vita. «Non è semplice educare», ha detto. «Dobbiamo porre il dialogo e l’ascolto alla base dell’educazione, senza confondere i ruoli della famiglia, della scuola e degli altri agenti educativi. Solo con la chiarezza e la coerenza di noi adulti i giovani potranno far emergere le loro potenzialità e così aprirsi giorno dopo giorno alla vita». 

Messa per i nati nell’anno 

È stata celebrata domenica 8 febbraio nel Duomo di Spoleto la Messa per i nati nell’anno 2014 nel reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’Ospedale di Spoleto, secondo appuntamento della Giornata per la Vita (il primo è stato il convegno Racconta la Vita tenuto venerdì 6 febbraio). Sotto il portico della Cattedrale c’erano quattro ulivi sui quali sono state appese le foto dei bambini. L’arcivescovo Renato Boccardo ha accolto piccoli, mamme e papà in fondo alla chiesa, che in poco tempo si è riempita di persone e di carrozzine.

La Messa è stata animata nel canto dal coro della pastorale giovanile della Diocesi. Presente il sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli e il primario del reparto di Ginecologia ed Ostetricia Fabrizio Damiani. 

Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato come una nuova vita è sempre un grande mistero che merita sostegno. «Voi – ha detto rivolto ai genitori – siete i destinatari della fiducia di Dio che ha posto nelle vostre mani questi “tesori preziosi” che dovete proteggere e avviare nel cammino della vita. Ciò è allo stesso tempo gioia e responsabilità: è grazie alla vostra testimonianza, infatti, che cresceranno interiormente e saranno persone significative nel mondo e nella Chiesa. Tutta la comunità cristiana – ha proseguito il Presule – si stringe a voi con affetto e simpatia; mi piace pensare che questa mattina il Signore visiti le vostre famiglie e vi porti la pace. Alla Santissima Icone, che veneriamo in questa Cattedrale, affidiamo questi bimbi, chiedendole di prendersi cura di loro, facendoli crescere in età, sapienza e grazia».

Al termine della Messa, tutti si adunati in Piazza Duomo per il tradizionale lancio dei palloncini in cielo, simbolo esteriore del “sì” alla vita. Ad ogni coppia ne è stato consegnato uno, blu o rosa secondo il sesso del figlio. L’Arcivescovo, il Sindaco e il Primario, invece, li avevano di entrambi i colori. All’unisono sono stati lanciati in cielo e un forte applauso è partito spontaneo. Poi, spazio alle foto tra l’Arcivescovo, i bambini e i rispettivi genitori.     

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