Ceselli di Scheggino. Riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo. Messa con l’Arcivescovo. Foto.

Ceselli di Scheggino. Riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo. Messa con l’Arcivescovo. Foto.

Ceselli di Scheggino. Riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo. Messa con l’Arcivescovo. Foto.

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Ceselli di Scheggino. Riaperta al culto la chiesa di S. Michele Arcangelo. Messa con l’Arcivescovo. Foto.
La concelebrazione

Gli abitanti del borgo di Ceselli, situato nel Comune di Scheggino, possono finalmente tornare a riunirsi per la preghiera nella chiesa di S. Michele Arcangelo. Chiusa a seguito dei danni dei terremoti del 2016, è stata riaperta al culto con un solenne Messa presieduta dall’Arcivescovo sabato 22 aprile 2023. Col Presule hanno concelebrato il parroco di Scheggino e Santa Anatolia di Narco don Lui Vielman e gli altri sacerdoti della Pievania del Beato Giolo. La liturgia è stata animata dalla corale interparrocchiale. Tantissimi i fedeli presenti, tanti tornati nel natio borgo proprio per l’occasione. C’era il sindaco di Scheggino Fabio Dottori, l’assessore regionale alla cultura e al turismo Paola Agabiti, i sindaci di Santa Anatolia di Narco e Vallo di Nera, lo staff dell’ufficio tecnico dell’Archidiocesi.

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L’Arcivescovo ha focalizzato la sua omelia sui discepoli di Emmaus. «Il viandante che loro non riconoscono (era Cristo, ndr) spiegò loro quanto era stato annunciato partendo da Mosè per arrivare fino alla risurrezione di Gesù. I due si fermano in una locanda e il personaggio ripete un gesto dell’ultima cena: spezza il pane e distribuisce vino. Finalmente lo riconoscono e corrono a Gerusalemme per dire che avevano visto il Signore. Anche noi abbiamo bisogno di aprire gli occhi e riconoscere Gesù; anche noi ogni volta che andiamo a Messa poi siamo invitati a raccontare quello che abbiamo vissuto, non tanto con le parole ma con lo stile della vita, con onestà, essendo accogliente e rispettoso, perdonando. E allora questa chiesa che riapriamo è il luogo dove ascoltare la Parola, dove condividere il Pane e da dove partire per raccontare. Vi auguro di utilizzare beni questi muri dove avviene lo scambio tra Dio che si comunica e noi che lo riceviamo».

Il parroco, don Luis Vielman

Il ringraziamento del parroco don Luis Vielman. «Grazie a lei, Eccellenza, per essere qui in mezzo a noi a fare festa. Grazie alle autorità civili e militari, all’ufficio tecnico della Diocesi, ai progettisti, alla ditta e alle maestranze. Il più grande grazie, però, va a voi cari fedeli per la vostra numerosa presenza. Abbiamo fatto una festa di parrocchie che camminano nell’unità; non è stata solo la festa di Ceselli, ma anche di Scheggino e di Santa Anatolia. E permettetemi di dire grazie alle persone più adulte di Ceselli che ogni giorno si prendono cura della chiesa: hanno lasciato che alcuni servizi sempre curati da loro – come la proclamazione della Parola – fossero oggi svolti dai giovani delle nostre parrocchie. Davvero un bel gesto. Grazie».

La chiesa di Ceselli. Edificata nel secolo XIV utilizzando come abside la torre poligonale del cassero, poi trasformata in campanile. L’edificio è stato più volte rimaneggiato ed ampliato fino ad assumere l’aspetto attuale di chiesa a navata unica con altari laterali. La sistemazione ottocentesca, sfruttando il pronunciato dislivello della piazza, ha enfatizzato l’imponenza della facciata preceduta da una scalinata. Dell’antica parrocchiale, già dedicata a San Sebastiano, si conservano ancora alcuni affreschi, nel vano dell’abside Crocifissione e santi (1603) e due Madonne con Bambino (1525). Nella contigua sacrestia rimangono tracce di affreschi della prima metà del XVI.

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