Celebrazione giubilare a Castelluccio di Norcia. L’Arcivescovo: «Essere cristiani è scomodo, vuol dire prendere posizione tra ciò che è vero e ciò che è falso». Foto.

Celebrazione giubilare a Castelluccio di Norcia. L’Arcivescovo: «Essere cristiani è scomodo, vuol dire prendere posizione tra ciò che è vero e ciò che è falso». Foto.

Celebrazione giubilare a Castelluccio di Norcia. L’Arcivescovo: «Essere cristiani è scomodo, vuol dire prendere posizione tra ciò che è vero e ciò che è falso». Foto.

/
/
/
Celebrazione giubilare a Castelluccio di Norcia. L’Arcivescovo: «Essere cristiani è scomodo, vuol dire prendere posizione tra ciò che è vero e ciò che è falso». Foto.
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on twitter

«Il Giubileo è una festa che non prevede l’organizzazione di chissà quale evento, ma è un tempo in cui accogliere il messaggio della bontà di Dio nei confronti del suo popolo». È un passaggio dell’omelia che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo ha tenuto domenica 14 agosto nel corso della celebrazione giubilare nella chiesa parrocchiale di Castelluccio di Norcia. In questo piccolo e suggestivo paese (1452 metri di altitudine), situato ai confini dell’Umbria con le Marche e il Lazio, vivono stabilmente meno di quindici persone, che nel periodo primavera-autunno diventano circa duecento e nei mesi di luglio-agosto circa tre-quattro mila.

Moltissime di queste persone che tornano a Castelluccio nel periodo estivo per il meritato riposo hanno chiesto al parroco don Marco Rufini (che è anche parroco della città di Norcia e della zona circostante) di vivere una celebrazione giubilare insieme all’Arcivescovo. E così il 14 agosto tantissime persone si sono ritrovate nella chiesa parrocchiale per partecipare alla Messa. Mons. Boccardo, don Rufini e i membri della locale Confraternita del Santissimo Sacramento sono giunti in chiesa in processione da un oratorio poco distante. La liturgia è stata animata dal coro parrocchiale di Norcia, coordinato da Carla Corazzi dell’Ordo Virginum diocesano. All’inizio dell’omelia l’Arcivescovo ha ringraziato i castellucciani per aver voluto questo momento «preparato con generosità, nel quale Dio ripete a ciascuno che ci vuole bene prima ancora dei nostri gesti, successi e fallimenti. E questo amore, inevitabilmente, ci mette in movimento e ci fa capaci di essere misericordiosi nei piccoli gesti della vita quotidiana, con le persone che ci stanno accanto. Il Vangelo che abbiamo ascoltato – ha proseguito mons. Boccardo – esorta ad interpretare il tempo che viviamo e ricorda che essere cristiani è scomodo, vuol dire prendere posizione tra ciò che è vero e ciò che è falso. Spesso – ha ricordato il Presule – si galleggia nella mediocrità e si è pronti a criticare tutto e tutti, senza essere più capaci di guardarsi dentro, cioè fare quel pellegrinaggio dall’esterno all’interno e ascoltare, nel silenzio, la voce di Dio che ci fa riflettere su come vivere con speranza e intelligenza il nostro tempo». Le offerte raccolte durante la Messa e alcuni cesti di generi alimentari verranno portati da don Marco Rufini e dagli abitanti di Castelluccio alla Mensa della Misericordia di Spoleto. Dopo la benedizione finale, un lungo applauso ha accompagnato l’uscita dell’Arcivescovo dalla chiesa per una foto ricordo sul sagrato con i membri della Confraternita del Santissimo Sacramento.

[sfx api=”flickr” album=”72157669368931563″ private=”1″]

ultime pubblicazioni

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

ultime pubblicazioni

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Ut elit tellus, luctus nec ullamcorper mattis, pulvinar dapibus leo.

Seguici su Facebook