Camminare come Francesco: concluso il percorso diocesano di catechesi “Francesco, una vita che parla ancora”

Camminare come Francesco: concluso il percorso diocesano di catechesi “Francesco, una vita che parla ancora”

Camminare come Francesco: concluso il percorso diocesano di catechesi “Francesco, una vita che parla ancora”

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Camminare come Francesco: concluso il percorso diocesano di catechesi “Francesco, una vita che parla ancora”

Nel pomeriggio di sabato 23 maggio 2026, presso la chiesa di S. Sabino in Spoleto, si è svolto l’evento diocesano conclusivo del progetto “Francesco, una vita che parla ancora”, un momento di incontro e condivisione che ha visto la partecipazione di 280 ragazzi del catechismo insieme alle loro famiglie. L’iniziativa si è aperta con i saluti dell’Arcivescovo, che ha accolto i partecipanti introducendo il significato della giornata e richiamando l’attualità del messaggio di S. Francesco.

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Successivamente gli animatori, insieme ai ragazzi del catechismo, hanno proposto attività, giochi e momenti di riflessione ispirati ad alcuni temi centrali della spiritualità francescana: la pace, la fraternità, la cura del creato, la gioia e la semplicità. Attraverso esperienze concrete e dinamiche partecipative, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con valori che continuano ancora oggi a parlare alla vita di ciascuno.

Parallelamente, i genitori hanno preso parte ad un incontro guidato dall’Arcivescovo, da don Pier Luigi Morlino e da Sabrina Guerrini dedicato al tema della Perfetta Letizia, occasione di approfondimento e dialogo sul significato autentico della gioia cristiana nella vita quotidiana.

A conclusione del pomeriggio, dopo l’intervento di padre Paolo Zampollini, dei Frati Minori di Monteluco, è stato presentato e ufficialmente lanciato il progetto di storytelling,  attraverso la visione del trailer e la condivisione del relativo link, realizzato dai bambini e catechisti delle varie Pievanie, offrendo così ai partecipanti uno strumento ulteriore per continuare il cammino intrapreso e custodire i contenuti e l’esperienza vissuta. L’incontro ha rappresentato un momento intenso di partecipazione, capace di unire famiglie, ragazzi ed educatori nel segno di un messaggio che, a distanza di secoli, continua a parlare con forza e semplicità alle nuove generazioni.

Il progetto “Francesco, una vita che parla ancora” nasce da un desiderio semplice ma profondo: non ricordare S. Francesco soltanto come una figura del passato, ma riscoprirlo come una presenza viva, capace ancora oggi di parlare al cuore di ciascuno di noi. Si tratta di una storytelling (arte di raccontare storie, ndr) che ha un duplice significato.

  1. Il primo è quello di rivivere la storia di S. Francesco quasi in prima persona, lasciandoci interrogare dalla sua vita. Francesco non ci parla solo attraverso ciò che ha fatto, ma attraverso il modo in cui ha amato, ascoltato e servito. La sua esperienza ci pone una domanda attuale e personale: che cosa dice oggi a me la sua vita? In un tempo spesso segnato dalla divisione, dalla fretta e dall’indifferenza, Francesco continua a indicarci la via della semplicità, della fraternità e della pace.
  2. Il secondo significato è scoprire la bellezza della Chiesa attraverso le diversità di ciascuno. Ogni Pievania ha camminato con la propria storia, i propri doni, le proprie sensibilità e caratteristiche, ma tutte con lo stesso sguardo rivolto verso la Diocesi e verso la Cattedrale, che è la chiesa madre e il segno dell’unità. Proprio come nel corpo umano ogni membro ha una funzione diversa ma indispensabile, così ogni Pievania rappresenta una parte viva del grande corpo della Chiesa. Essendo tutti diversi tra noi, ma uniti in Cristo. La Diocesi allora diventa immagine del corpo di Gesù: un corpo vivo, fatto di volti, storie, comunità e talenti differenti. E la vera bellezza della Chiesa sta proprio qui: non nell’essere tutti uguali, ma nel saper camminare insieme, riconoscendo che ogni diversità, quando è vissuta nell’amore e nella comunione, diventa una ricchezza per tutti.

Francesco ci insegna proprio questo: sentirci fratelli, capaci di costruire unità senza cancellare le differenze. Perché una Chiesa viva è una Chiesa che accoglie, valorizza e unisce. Ed è questo il messaggio che vogliamo portare avanti con questo progetto: una vita che parla ancora, perché continua a insegnarci che soltanto insieme possiamo essere davvero il volto di Cristo nel mondo. I video non saranno perfetti dal punto di vista tecnico, ma saranno sicuramente magnifici agli occhi del cuore. Perché dietro ogni immagine, ogni scena e ogni parola ci sono l’impegno, l’entusiasmo e la gioia dei ragazzi, accompagnati dai catechisti, che hanno vissuto momenti bellissimi di comunità, fraternità e condivisione. Questo è il valore più grande del progetto: non la perfezione, ma il cammino fatto insieme. Un cammino che ha unito ragazzi, famiglie e comunità, facendo sperimentare concretamente la bellezza dello stare insieme e del sentirsi parte di un’unica Chiesa.

 

 

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