Avviato il cammino pastorale delle Pievanie del Beato Giolo, della Madonna della Valle e del Beato Pietro Bonilli. Foto.

Avviato il cammino pastorale delle Pievanie del Beato Giolo, della Madonna della Valle e del Beato Pietro Bonilli. Foto.

Avviato il cammino pastorale delle Pievanie del Beato Giolo, della Madonna della Valle e del Beato Pietro Bonilli. Foto.

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Avviato il cammino pastorale delle Pievanie del Beato Giolo, della Madonna della Valle e del Beato Pietro Bonilli. Foto.

Nel fine settimana del 28 e 29 ottobre 2023 è stato avviato il cammino pastorale di tre Pievanie: del Beato Giolo (Verchiano, Sellano e Cerreto di Spoleto), della Madonna della Valle (Gualdo Cattaneo e Bevagna) e del beato Pietro Bonilli (Trevi). È stato l’Arcivescovo a presiedere le celebrazioni eucaristiche nelle chiese di Santa Maria Assunta a Sellano, della Madonna della Valle a Bevagna, della Madonna delle Lacrime a Trevi.

L’Arcivescovo

Omelie dell’Arcivescovo. Il Vangelo proponeva il brano di Matteo 22,34-40 “Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso”. In tutte e tre le celebrazioni mons. Boccardo ha detto che per ben «comprendere il senso della discussione intavolata da un dottore della Legge con Gesù intorno al “grande comandamento” dobbiamo partire dall’affermazione conclusiva posta a sigillo dell’episodio: “Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti” (Mt 22, 40). Legge e Profeti sono dunque come “appesi” al chiodo costituito dai comandamenti dell’amore a Dio e dell’amore al prossimo. Un unico amore in una duplice direzione, ci propone Gesù. Ma noi osiamo obiettare: “Hai un bel da dire, Gesù, quando affermi che l’altro deve essere amato “come me stesso”. Posso davvero essere io la misura della giusta relazione quando, invece, mi scopro umorale, egocentrico, permaloso? Vale ancora in questi casi il ‘come me stesso’?”. Non poche volte – lo sappiamo bene – è solo attraverso un lento cammino di introspezione che giungiamo a trovare un certo equilibrio tra aggressività esasperate e generosità esagerate. Il Vangelo ci chiede di amare l’altro non di più ma neanche di meno di me stesso: l’equilibrio è tutto in quel “come”. Per questo Gesù non si limita a chiederci l’amore del prossimo come noi stessi ma lo fa precedere dal comandamento di amare il Signore “con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente”. Per Dio io sono una passione d’amore, che mi ha reso degno del suo amore per pura gratuità, per “grazia”. È solo Dio, infatti, che mi fa conoscere chi sono fino in fondo e cosa valgo; solo Dio mi rivela quanto sono e sono stato amato. Posso amare l’altro come me stesso proprio perché Dio ha manifestato in una storia concreta il suo amore appassionato per me. Si tratta di dedicare al prossimo la stessa cura, lo stesso amore che si dà a Dio. Il legame indissolubile che unisce i due comandamenti è da ravvisare in quella verità fondamentale dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio (cf Gen 1, 27; 5, 1-2). Perché se nel prossimo si riconosce la propria immagine, si riconosce per ciò stesso l’immagine divina che è in lui». Poi, un passaggio dell’omelia del Presule è stato dedicato alle Pievanie: «Nate da un attento ascolto dello Spirito e da un esame onesto della realtà: diminuisce il numero dei praticanti e quello dei preti, non siamo più in una società “cristiana”, la gran parte dei no stri contemporanei sembra non aver bisogno del Vangelo di Gesù. E noi cristiani non possiamo stare a guardare: a questa società siamo mandati per testimoniare che proprio il Vangelo di Gesù può dare senso alla vita. In ogni Pievania vengono individuati uno o più “centri eucaristici”, cioè il luogo in cui le diverse comunità convergono per ricevere alimento e sostegno per la vita cristiana e fare una reale esperienza di fraternità. Per realizzare ciò anche gli orari e le località delle Messe festive e delle altre iniziative e attività pastorali dovranno essere rivisti e razionalizzati. So bene che questo obbligherà qualcuno a spostarsi; ma so altrettanto bene che viviamo in una società nella quale ci si muove per ogni cosa (dalla spesa, al lavoro, al medico…). Se ci teniamo alla nostra vita cristiana, potremo dare più rilievo al valore di una celebrazione eucaristica viva e coinvolgente che alla fatica di qualche spostamento».

I presbiteri della Pievania del beato Giolo

Pievania del beato Giolo. Con mons. Boccardo hanno concelebrato i due presbiteri che si prenderanno cura della zona: don Bartolomeo Gladson Sagayaraj, Pievano (fino parroco solo di Verchiano, e don Elvis Antony (fino parroco solo di Cerreto di Spoleto). C’era anche don Nolberto Cardenas Rosas finora parroco di Sellano, nuovo pro rettore del Santuario di Santa Rita in Roccaporena di Cascia. Al termine della celebrazione don Nolberto ha salutato la comunità di Sellano dicendo «grazie per quello che mi avete donato». E ai due presbiteri ha detto: «Benvenuti, questa comunità vi studierà e poi vi amerà». Don Bartolomeo, invece, ha detto: «Grazie Eccellenza per questa Pievania. Promettiamo di fare il nostro meglio con l’aiuto di Dio e con la vostra partecipazione. Collaboriamo insieme: tutti dobbiamo dire questa è la mia Pievania, io devo fare qualcosa per questa Chiesa».

FOTO-GALLERY PIEVANIA BEATO GIOLO

Presbiteri della Pievania della Madonna della Valle

Pievania della Madonna della Valle. È stata affidata a don Giovanni Cocianga (finora parroco di Gualdo Cattaneo e Pomonte), Pievano, e a don Melchior Erram Josephraj, cpps (in passato è stato nelle comunità di S. Nicolò e di Baiano di Spoleto; gli ultimi quattro anni, invece, ha svolto servizio nella parrocchia di Pantelleria affidata ai Missionari del Preziosissimo Sangue). La celebrazione eucaristica si è tenuta nel Santuario della Madonna della Valle, posto proprio tra le parrocchie di Bevagna e Pomonte, meta di continui pellegrinaggi delle persone di quelle zone. Tanti i fedeli presenti. C’erano anche i sindaci di Bevagna, Annarita Falsacappa, e di Gualdo Cattaneo, Enrico Valentini. La liturgia è stata animata dai cori riuniti di Bevagna e Gualdo. Al termine della celebrazione ha preso la parola don Giovanni, che ha detto: «Io e don Melchior vi salutiamo con affetto e vi ringraziamo per la vostra accoglienza e la vostra presenza. Siamo qui in questo Santuario perché Maria è amata da tutti e da tutte le comunità che compongono la nostra nuova Pievania. Un grazie di cuore al nostro Arcivescovo per la sua fiducia e la sua cura paterna. Che bello sapere e vedere che i nostri comuni di Gualdo Cattaneo e Bevagna, tanto diverso e pur simili, ricchi di storia, arte, bellezza della natura, hanno creato con altri Comuni della nostra terra produttrice dell’Olio e del Sagrantino una unione. Perché l’unione porta ricchezza, è fonte di ispirazione, raggiunge gli obiettivi. Mi domando perché non dovrebbe essere così anche a livello delle parrocchie unite in Pievania? È un sogno? Non credo, i nostri tempi lo richiedono». Anche il sindaco di Bevagna Falsacappa ha preso la parola: «Vorrei ringraziare il nostro Vescovo per aver scelto il Santuario della Madonna della Valle come sede dell’attuale Pievania: essere qui questa mattina è davvero un regalo straordinario che ci ripaga della scelta fatta di aver recuperato questo Santuario». La signora Rita a nome della comunità di Pomonte ha detto: «Siamo qui per accompagnare il nostro parroco don Giovanni che oggi inizia ad essere il Pievano di una zona più ampia. Non nascondiamo le nostre preoccupazioni. Ma se siamo qui tutti insieme riuniti, dal Vescovo al più piccolo dei fedeli, il motivo è un altro: la risposta ad una chiamata. E siamo sicuri che la nostra comune chiamata supera tutti i sentimenti di timore, di paura del futuro, supera il senso di abbandono e tutte le nostre ansie perché la chiamata alla fede in Cristo è una promessa di pienezza».

FOTO-GALLERY PIEVANIA MADONNA DELLA VALLE 

Presbiteri della Pievania del beato Pietro Bonilli

Pievania del beato Pietro Bonilli. Questa zona pastorale di Trevi è stata affidata ai presbiteri che già vi erano presenti: don Jozef Gerčák, Pievano; don Kamil Ragan; don Sem Fioretti; don Luca Gentili; diacono Paolo Eleuteri. La liturgia è stata animata dalla corale di Pievania. La celebrazione di avvio di questa Pievania è stata l’occasione propizia per conferire al seminarista Giacomo Santeramo il ministero del Lettorato. «Caro Giacomo – ha detto l’Arcivescovo – dovrai leggere e studiare e assimilare le pagine del testo biblico. Il ministero di Lettore che oggi la Chiesa ti affida come tappa del cammino che ti conduce, se Dio lo vorrà, verso il presbiterato, richiede che, mentre annunzi agli altri la parola di Dio, tu la accolga in te stesso con piena docilità allo Spirito Santo: meditala ogni giorno per acquistarne una conoscenza sempre più viva e penetrante, e rendi testimonianza con la tua vita a Gesù Cristo nostro salvatore». A sostenere Giacomo con la preghiera sono giunti anche i seminaristi del Seminario regionale di Assisi “Pio XI” e il rettore don Francesco Verzini. Alla celebrazione era presente anche il Sindaco di Trevi Ferdinando Gemma.

FOTO-GALLERY PIEVANIA BEATO PIETRO BONILLI

 

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