La Pievania che comprende le parrocchie presenti nel territorio comunale di Giano dell’Umbria (Giano, appunto, e Bastardo) non poteva che prendere il nome dal Santo di riferimento di quella zona: Felice di Massa Martana (241 circa – 303 circa). Il corpo del vescovo martire è proprio sepolto nella splendida abbazia gianese ai piedi dei Monti Martani, immersa tra olivi e lecci secolari, che poi fu proprio intitolata al Santo. In questo luogo, composto da parti benedettine e agostiniane, S. Gaspare del Bufalo il 15 agosto 1815 fondò i Missionari del Preziosissimo Sangue, che ancora vi abitano e lo animano.

La Pievania di S. Felice, dunque, ha avviato ufficialmente il suo cammino pastorale nel pomeriggio di lunedì 3 ottobre 2023 con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo nella chiesa parrocchiale di S. Francesco a Bastardo. «Tante motivazioni si intrecciano e si sostengono l’una con l’altra questa sera», ha detto il Presule all’inizio della Messa. «L’avvio del ministero pastorale di don Roberto Turco, cpps, nella Pievania di S. Felice, in particolare nella comunità di Bastardo dove raccoglie il testimone del suo confratello don Ernesto Di Fiore, trasferito a Firenze; riaccogliere tra noi don Emo Moretti, cpps, dopo una breve parentesi di assenza (era stato parroco di Bastardo dal 2010 al 2021, ndr); la presenza tra noi di don Terenzio Pastore, cpps, Direttore provinciale per l’Italia dei Missionari del Preziosissimo Sangue: a lui va il ringraziamento mio e della Diocesi per il sostegno prezioso che i Missionari che ci assicurano; infine, l’avvio del ministero di Pievano di don Giuseppe Iavarone che tutti conoscete in quanto è in questo territorio da diverso tempo. Il tutto nella festa di S. Francesco, patrono di questa comunità di Bastardo». La celebrazione è stata animata dal coro della Pievanie, erano presenti diversi fedeli e c’era anche il sindaco Manuel Petruccioli.

Omelia dell’Arcivescovo. «La vera devozione a un Santo – ha detto mons. Boccardo parlando di S. Francesco – è la sua imitazione. Siamo chiamati a fare nostra la sua passione interiore che lo ha condotto a compiere gesti coraggiosi. Il Poverello di Assisi ci insegna a non accontentarsi di dare qualche sistemata alla vita, ma di vivere tutta la vita seguendo Gesù. S. Francesco non era un cantore simpatico della natura, ma era un seguace del Signore e da lui ha imparato a vedere in ogni creatura, anche inanimata, la presenza di Dio. Non era, quindi, un grande ecologista, ma un grande discepolo del Maestro. E a noi ripete: mettetevi alla scuola di Cristo senza mezza misure e date un senso forte alla vostra vita». Poi, mons. Boccardo ha spiegato ai fedeli il progetto della Pievania: «É frutto di un percorso fatto a più livelli che ci ha condotto a ripensare la vita delle nostre parrocchie. Bastardo e Giano sono un’unica realtà pastorale, i preti, senza posizioni gerarchiche, dovranno lavorare insieme per il bene della gente di questo territorio. Non disperdiamo le forze, ma mettiamole insieme e così saremo più efficaci nel comunicare la bellezza di Gesù. Vi esorto a superare le barriere e a guardare tutti nella stessa direzione. Il Pievano non è un super parroco, ma il coordinatore dell’attività pastorale. Accanto ai presbiteri, poi, ci sarà una equipe di laici per condividere col pensiero e la preghiera la responsabilità della comunità».

Saluto di don Terenzio Pastore. «Grazie Eccellenza, la sua presenza e le sue parole ci hanno permesso di comprendere meglio il nuovo percorso della Chiesa di Spoleto-Norcia. Le novità – ha detto il Direttore provinciale dei Missionari del Preziosissimo Sangue – creano dubbi e difficoltà. Posso però dirvi, cari fratelli e sorelle, che tante Diocesi in Italia stanno cercando risposte nuove a situazioni mutate. C’è carenza di preti e quindi pregate affinché qualcuno dei vostri figli diventi prete o suora. Noi presbiteri, poi, ci siamo troppo abituati ad essere accentratori e invece dobbiamo tornare a coinvolgere tutti nell’annuncio del Vangelo. Questo progetto delle Pievanie rispetta l’identità di ogni zona e quindi siamo chiamati a rimanere uniti, a contribuire a questo nuovo percorso, certi che se non lo facciamo il maligno si insinuerà. La comunione sarà la prerogativa che dovranno avere i preti a servizio di questa zona. Girando l’Italia vi assicuro che zone grandi come questa di Giano-Bastardo tre sacerdoti per il servizio pastorale se li sognano. Sono qui, anche per presentarvi don Roberto Turco: è prete da 25 anni e nelle comunità dove è stato si è sempre coinvolto con passione».
Saluto di don Giuseppe Iavarone. «Grazie Eccellenza, ha detto il nuovo Pievano – per la fiducia in me. Sarò chiamato ad orientare la pastorale in comunione con la nostra Diocesi. Cammineremo insieme aiutandoci e prendendoci per mano. Cosa vi promettiamo? Che metteremo tutto il nostro impegno e le nostre capacità per crescere insieme nella vita spirituale».


















