Arrone: riaperta la chiesa della Madonna della Quercia alla presenza dell’arcivescovo Renato Boccardo e del sindaco Fabio Di Gioia. Sarà a disposizione della comunità come luogo di incontro, di conoscenza reciproca, di dialogo. Foto. Video.

Arrone: riaperta la chiesa della Madonna della Quercia alla presenza dell’arcivescovo Renato Boccardo e del sindaco Fabio Di Gioia. Sarà a disposizione della comunità come luogo di incontro, di conoscenza reciproca, di dialogo. Foto. Video.

Arrone: riaperta la chiesa della Madonna della Quercia alla presenza dell’arcivescovo Renato Boccardo e del sindaco Fabio Di Gioia. Sarà a disposizione della comunità come luogo di incontro, di conoscenza reciproca, di dialogo. Foto. Video.

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Arrone: riaperta la chiesa della Madonna della Quercia alla presenza dell’arcivescovo Renato Boccardo e del sindaco Fabio Di Gioia. Sarà a disposizione della comunità come luogo di incontro, di conoscenza reciproca, di dialogo. Foto. Video.

Con una cerimonia semplice e familiare nel pomeriggio di sabato 26 ottobre 2024 è stata riaperta la chiesa della Madonna della Quercia di Arrone. È stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo a tagliare il nastro e a benedire l’edificio di culto. Erano presenti i presbiteri della Pievania di S. Bernardino don Jose Kuruvila Thekkumattom, Pievano, e don Tomasz Grodzki, il sindaco di Arrone Fabio Di Gioia e diversi arronesi. Ha moderato il pomeriggio Alberto Ascani, che ha ripercorso la storia della chiesa. La Schola Cantorum “Don Dante Brizzi” di Arrone, tra un intervento e l’altro, ha eseguito dei brani mariani. L’importo complessivo dei lavori di consolidamento e restauro è stato pari a circa 140.000 euro, provenienti da fondi CEI 8×1000 e da fondi propri dell’Archidiocesi. I progettisti sono stati gli architetti Riccardo Rosati e Massimiliano Fabiani di Spoleto; la ditta esecutrice è stata la “Sperandio Giuseppe & C. snc” di Arrone, di Giovanni e Gian Paolo Sperandio.

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Le parole dell’Arcivescovo: «Quando è possibile, grazie all’impegno di molti, restituire all’uso abituale dei luoghi cari alla storia e alla vita è sempre un investimento. Non si tratta – ha detto il Presule – semplicemente di restaurare dei muri o di recuperare dei locali, ma di costruire insieme dei luoghi di vita. Questa cappella costituisce un luogo di incontro e tutti noi sappiamo quanto sia necessario imparare sempre di nuovo a stare insieme, a conoscerci, a dialogare, a rispettarci nelle nostre differenze e a guardare insieme verso la stessa direzione. Le contrapposizioni e le divisioni, infatti, non producono nulla. È soltanto nella misura in cui riusciamo a metterci insieme, facendo ciascuno la propria parte, che possiamo costruire qualcosa che rimane. Ed allora anche questo luogo si colloca all’interno di questa operazione che ci vede tutti attori. Recuperarlo, come sapete, è stato abbastanza laborioso, ma finalmente ci siamo. Questo investimento non deve rimanere un museo, ma deve essere vissuto ed abitato. E la Pievania di S. Bernardino lo mette volentieri a disposizione delle diverse iniziative di bene che favoriscano la costruzione di una società che sia a misura di uomo. Auguro – ha concluso mons. Boccardo – che questa chiesa della Madonna delle Quercia diventi davvero un centro di incontro, di conoscenza reciproca, di dialogo».

Le parole del sindaco Fabio Di Gioia: «Rivolgo un caloroso saluto al nostro Vescovo, ai sacerdoti e a tutti voi. Oggi riconsegniamo alla nostra comunità uno spazio di aggregazione importante, riconosciuto, riconoscibile, parte della tradizione di Arrone. Siamo ben felici di avere un luogo che ci permette di stare insieme superando gli individualismi, di crescere spiritualmente e come comunità. Riaprire la Madonna della Quercia, posta al centro di Arrone, rappresenta quindi un nuovo inizio per camminare insieme come collettività».

Le parole di don Tomasz Grodzki: «Noi arronesi siamo chiamati a custodire questa bellissima struttura, con la consapevolezza però che non ne siamo i padroni. Per questo nessuno altro fedele della nostra Pievania è ospite: tutti siete i benvenuti in questa che è anche la vostra casa».

La storia. La chiesa della Madonna della Quercia venne edificata nel 1627 per volere della comunità di Arrone, allo scopo di proteggere la veneratissima immagine della “Madonna dello Schioppetto” che – sita davanti ad uno scoglio isolato, lungo la strada che attualmente porta al cimitero – stava andando in rovina a causa dello straripamento delle acque fluviali. L’affresco della Madonna venne allora asportato dalla parete e posto al riparo, nella attuale chiesa della Quercia. La devozione per questa immagine fu sempre molto grande e lo dimostrano i numerosi lasciti che gli abitanti fecero in suo favore, sin dal secolo XVI. Nel 1611, durante la visita pastorale del vescovo di Spoleto Maffeo Barberini (poi papa Urbano VIII), l’allora parroco don Alberico raccontò che gli abitanti si erano recati da lui perché la figura della Madonna lacrimava e sudava, sollecitandolo a renderle omaggio con una processione solenne. Don Alberico, con prudenza, dichiarava che questo fenomeno era probabilmente dovuto all’effetto dell’umidità del luogo. La lapide posta sopra la porta d’ingresso della chiesa ricorda che i lavori furono eseguiti mentre la Diocesi di Spoleto era retta dal vescovo Lorenzo Castrucci ed incaricato degli stessi era il medico di Arrone, Silvio Moriconi. Poco dopo il 1630, la chiesa cominciò ad acquisire il titolo di “Madonna della Quercia” e Santonio di Michelangelo, le famiglie Mirabelli e Moriconi, vi eressero delle cappelle, con cospicui lasciti per la celebrazione delle Messe. (Fonte: Le chiese di Santa Maria tra il Medioevo e la Modernità nell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia).

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