l’Arcivescovo ha presieduto la Messa per il 50° anniversario di sacerdozio di don Saverio Saveri. Foto.

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Mistero adorabile! Ti servi delle mie povere mani per prendere, benedire e spartire il Pane della vita”. Queste parole di don Primo Mazzolari sono state scelte da don Saverio Saveri, parroco di Poggiodomo e di Monteleone di Spoleto, in ricordo del suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale. È stata fatta memoria di questa felice ricorrenza con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo sabato 13 agosto 2016 nella chiesa parrocchiale di S. Carlo Borromeo in Poggiodomo. Lo stesso accadrà martedì 30 agosto alle 11.00 nella chiesa parrocchiale di Monteleone di Spoleto.

Don Saverio è nato a Poggiodomo il 15 giugno 1941 ed è stato ordinato sacerdote a Norcia nella Basilica di S. Benedetto il 9 agosto 1966 dal vescovo Alberto Giuseppe Scola. Dal 1966 al 1975 è stato prima vice parroco di Norcia, poi nelle comunità di Castelvecchio, Corone e Belforte nel comune di Preci, poi a Manigi, Colmotino e Tazzo nel comune di Cascia, quindi a Buda, Trognano, Villa S. Silvestro e Chiavano sempre a Cascia e, infine, dal 1975 parroco a Poggiodomo, cui nel 2010 si è aggiunta la parrocchia di Monteleone di Spoleto.

Con l’Arcivescovo e il festeggiato hanno concelebrato: mons. Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina, del nostro clero, in quei giorni a riposo nella sua casa di Norcia e in lento miglioramento dopo il grave incidente domestico dei mesi scorsi; don Marco Rufini, arciprete di Norcia; don Renzo Persiani, parroco di Cascia; don Simone Maggi, parroco di Roccaporena; don Sebastian Devasia Urumbil, collaboratore pastorale di Monteleone di Spoleto; mons. Vincenzo Alimenti, canonico della Cattedrale di Spoleto; don Antonio Diotallevi, già arciprete di Norcia. Moltissimi i fedeli presenti, ad iniziare dal sindaco Egildo Spada. La liturgia è stata animata nel canto da alcune persone native di Poggiodomo ma residenti a Roma.

Mons. Boccardo ha incentrato la sua omelia sul Vangelo che proponeva l’episodio delle nozze di Cana: «Maria – ha detto – era attenta ai dettagli e quando si accorge che il vino stava per finire chiede a suo figlio di fare qualcosa. Gesù compie così il suo primo miracolo trasformando l’acqua in vino. Di questo brano, però, – ha sottolineato il Presule – mi piace oggi soffermarmi sui servi che riempiono le giare e paragonarli al ministero del sacerdote. I preti, infatti, illuminati da Maria attingono al vino, simbolo dell’amore tra Dio il popolo, e lo distribuiscono ai fedeli. Essi sono chiamati a ripetere i gesti e le parole di Gesù, proprio come fecero i servi a Cana. Solo bevendo al vino della verità e della gioia, ovvero ascoltare la Parola di Dio, celebrare i sacramenti, costruire rapporti di bontà e di misericordia, la festa potrà riuscire». Poi, l’Arcivescovo ha ricordato il lungo servizio di don Saverio nelle valli nursine, in quelle casciane e a Poggiodomo e Monteleone: «Facciamo memoria – ha detto – dei tuoi familiari e di tutte quelle storie segrete, belle e non, che conservi nel tuo cuore. Grazie per aver donato la tua vita al servizio del Signore accanto alle persone che ti sono state affidate dalla Chiesa. Con tutto il cuore caro don Saverio ti ripeto: il Signore sia con te!».

Don Saverio, al termine, ha ringraziato tutto i presenti, chiedendo ancora una volta la preghiera per il suo ministero: «C’è ancora molto cammino di conversione da compiere fino a poter dire con S. Paolo “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”. Perdonate i miei difetti che riconosco di avere, le omissioni e il poco fervore, vi ringrazio per l’accoglienza fraterna e la comprensione e con fiducia e coraggio vi dico che sento il ancora una volta il bisogno di tornare il Galilea per sentirmi dire “vieni e seguimi”. Aiutatemi con la vostra preghiera». Il sindaco Spada e una signora in rappresentanza della parrocchia hanno ringraziato don Saverio augurandogli che il suo pellegrinaggio possa ancora essere lungo perché – hanno sottolineato – «abbiamo bisogno di qualcuno che aiuti a far decantare l’anima, consci di dover essere accompagnati nel cammino che conduce alla gioia». Al termine, l’Arcivescovo ha chiesto al suo confratello di Porto-Santa Rufina di salutare la comunità: «Don Saverio – ha detto – è uno dei tanti preti semplici e fedeli usciti da questa bella terra, parte di un popolo che cammina nella fraternità». Infine, mons. Reali ha ringraziato il “suo” vescovo Boccardo: «Grazie Eccellenza per il suo generoso servizio in questa nostra Archidiocesi bella e complessa al tempo stesso».    

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